Regno Unito: ONG chiedono di fermare la vendita di armi ad Emirati e Arabia Saudita

Pubblicato il 26 novembre 2020 alle 19:13 in UK Yemen

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Un nuovo rapporto pubblicato da due organizzazioni non governative, una yemenita e una britannica, ha evidenziato e criticato il ruolo del Regno Unito nel conflitto dello Yemen. SAM for Rights and Liberties, un’organizzazione yemenita per i diritti umani con sede a Ginevra, e la Foundation for Supporting Peace and Democracy (FSPD), una ONG britannica, hanno chiesto al governo di Londra di interrompere la fornitura di armi all’Arabia Saudita e agli Emirati Arabi Uniti, accusati di attacchi aerei “spesso indiscriminati, in cui sarebbero morte decine di migliaia di civili”, secondo quanto si legge nel rapporto.

Il documento rileva che gli acquisti di armi da parte dell’Arabia Saudita hanno rappresentato il 41% del volume totale delle esportazioni di armi del Regno Unito tra il 2010 e il 2019, mentre il 19% delle armi importate in Arabia Saudita sarebbe proveniente dal Regno Unito. L’organizzazione “Campagna contro il commercio di armi” (CAAT) ha affermato che il valore totale delle licenze di esportazione del Regno Unito per le consegne militari in Arabia Saudita, dall’inizio dei bombardamenti sauditi in Yemen, sarebbe di circa 5,4 miliardi di sterline. Tuttavia, sostiene il CAAT, il valore reale delle esportazioni militari britanniche nel Regno potrebbe raggiungere i 16 miliardi di sterline.

Il rapporto ha identificato le società Excelitas, BAE Systems, VestGuard UK e Rolls-Royce come i principali attori coinvolti nelle esportazioni di armi dalla Gran Bretagna all’Arabia Saudita. Le consegne includono 2,9 miliardi di sterline di aerei, elicotteri, droni e relative apparecchiature e 2,5 miliardi di sterline di bombe, missili, granate e relative attrezzature.

Nel documento si sottolinea anche che il CAAT ha stimato il valore totale delle licenze di esportazione del Regno Unito negli Emirati Arabi Uniti, dall’inizio dei bombardamenti, a 715 milioni di sterline. Rispetto ad altri Paesi, come gli Stati Uniti e la Francia, il Regno Unito è un fornitore relativamente modesto di armi per Abu Dhabi. Tuttavia, nel rapporto, si legge che “decine di immagini e video”, che sono state raccolte, mostrerebbero miliziani sostenuti da Arabia Saudita ed Emirati che combattono nello Yemen con armi fabbricate nel Regno Unito. Anche Amnesty International, citata nel documento, ha confermato l’esistenza di “ampie prove che testimoniano l’afflusso irresponsabile di armi alla coalizione saudita, che ha inflitto gravi danni ai civili yemeniti”.

 

Il rapporto ha infine invitato i parlamentari britannici a “rinunciare al sostegno verso tutte le licenze di esportazione di armi nuove ed esistenti”, garantite dal governo all’Arabia Saudita e agli Emirati, aggiungendo che “eminenti esperti internazionali e regionali hanno più volte sottolineato che nel conflitto dello Yemen non ci sono mani pulite” .

L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015 per sostenere il presidente legato al governo legittimo, Rabbo Mansour Hadi. In particolare, Riad guida una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti. Il ruolo saudita nel panorama yemenita ha fatto sì che il Regno fosse più volte bersaglio di attacchi condotti dai ribelli Houthi, i quali, a loro volta, hanno messo in luce le offensive condotte dalla coalizione in Yemen. In tale quadro, già il 23 giugno scorso, il gruppo sciita aveva annunciato l’inizio di una “vasta operazione” volta a colpire i territori sauditi, a seguito della fine di una tregua unilaterale annunciata dalla coalizione il 9 aprile.

I ribelli sciiti, nel frattempo, continuano ad essere impegnati nella conquista dei territori settentrionali yemeniti, e, in particolare, del governatorato di Ma’rib, ricco di risorse petrolifere. Tra le postazioni colpite negli ultimi giorni, vi è Camp Mas, definito “l’ultima base strategica” delle forze governative, dove gli Houthi sono riusciti ad entrare dopo settimane di violenti scontri e bombardamenti.

Lo Yemen è testimone di un perdurante conflitto civile dal 19 marzo 2015, data in cui i ribelli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali yemenite. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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