Nagorno-Karabakh: Azerbaigian chiede di escludere la Francia dalla presidenza del Gruppo di Minsk

Pubblicato il 26 novembre 2020 alle 13:26 in Azerbaigian Francia

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Il Milli Majlis (parlamento) dell’Azerbaigian ha suggerito al governo del paese di fare appello alla presidenza dell’OSCE affinché escluda la Francia dai copresidenti del Gruppo di Minsk , deputato alla soluzione del conflitto in Nagorno-Karabakh. Lo afferma la dichiarazione del corpo legislativo adottata giovedì 26 novembre in risposta alla risoluzione del Senato francese che chiede al governo di Parigi di riconoscere l’indipendenza della Repubblica di Artsakh, nome ufficiale della repubblica autoproclamata del Nagorno-Karabakh.

“Il Milli Majlis chiede al governo azero di fare appello alla leadership dell’OSCE per escludere la Francia, che con la sua posizione e le dichiarazioni di questi giorni ha messo in dubbio la propria neutralità, dai copresidenti del Gruppo di Minsk”, si legge nel documento, per il quale ha votato la maggioranza dei parlamentari di Baku.

La dichiarazione contiene anche proposte “per riconsiderare le relazioni politiche esistenti tra Azerbaigian e Francia”, nonché “per analizzare a fondo i legami economici tra i due paesi e prendere misure adeguate”. Il parlamento dunque non chiede espressamente al presidente Ilham Aliyev di rompere con Parigi, ma lascia intendere che questo sarebbe il passo più adeguato.

Durante il dibattito nella sessione del Milli Majlis del 26 novembre sulla la risoluzione adottata dal Senato francese, alcuni parlamentari avevano anche proposto di richiamare l’ambasciatore azero a Parigi per consultazioni, per interrompere ogni rapporto con la camera alta del parlamento francese. Si è però adottata una mozione che non chiedesse apertamente al governo la rottura diplomatica con Parigi.

Mercoledì 25 novembre, il Senato francese ha adottato una risoluzione che chiede al governo del paese di riconoscere l’indipendenza del Nagorno-Karabakh. 305 senatori francesi su 306 partecipanti alla sessione hanno votato per l’adozione del documento. Gli esperti hanno spiegato che la risoluzione è di natura consultiva e non è vincolante per il governo di Emmanuel Macron.

In una nota, il ministero degli Esteri azero ha considerato l’adozione di questa risoluzione come una provocazione e ha sottolineato che non ha valore legale.

L’Armenia e l’Azerbaigian si contendono il Nagorno-Karabakh dal febbraio 1988, quando la regione, a maggioranza armena, ha annunciato la sua secessione dalla Repubblica socialista sovietica dell’Azerbaigian. Durante il conflitto armato del 1991-94, l’Azerbaigian ha perso il controllo del Nagorno-Karabakh e di sette regioni adiacenti. Dal 1992 sono in corso negoziati per una soluzione pacifica del conflitto nel quadro del Gruppo OSCE di Minsk, guidato da tre copresidenti, Russia, Stati Uniti e Francia.

Le tensioni tra i due paesi si sono intensificate la mattina di domenica 27 settembre quando l’esercito azero ha lanciato un massiccio attacco di artiglieria in Nagorno-Karabakh lungo la linea del cessate il fuoco del 1994, colpendo insediamenti civili, compresa la capitale Stepanakert. Le autorità armene hanno accusato la Turchia di aver schierato miliziani jihadisti nella regione a fianco degli azeri. La presenza dei jihadisti, negata da Ankara e Baku, è stata registrata da diversi osservatori internazionali, Francia in testa, ed aveva causato tensioni tra Baku e Parigi.

Il 9 novembre Russia, Azerbaigian e Armenia hanno siglato un accordo per cui entro il 1° dicembre l’Armenia si impegna a restituire all’Azerbaigian i sette distretti limitrofi al Nagorno-Karabakh conquistati nella guerra del 1991-94. I due eserciti rimarranno nelle posizioni attualmente occupate e lungo la linea del cessate il fuoco sarà attiva una forza di pace della Federazione russa, che controllerà il Karabakh per i prossimi 5 anni, rinnovabili. L’Armenia si impegna a garantire i trasporti tra il Nakichevan e le regioni orientali dell’Azerbaigian, mentre l’Azerbaigian si impegna a garantire le comunicazioni lungo il corridoio di Lachin che collega il Karabakh all’Armenia. Entrambi i corridoi saranno pattugliati da guardie dell’FSB della Federazione russa.

Per controllare il cessate il fuoco e le ostilità, un contingente di mantenimento della pace della Federazione Russa è schierato nella zona del conflitto del Nagorno-Karabakh per un totale di 1.960 militari, 90 corazzati da trasporto, 380 unità di automobili e attrezzature speciali.

L’accordo è stato discusso dalla Russia con gli altri copresidenti del Gruppo di Minsk nei giorni successivi.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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