Esplosione nel Mar Rosso: Riad accusa gli Houthi

Pubblicato il 26 novembre 2020 alle 8:35 in Arabia Saudita Yemen

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L’Arabia Saudita ha riferito che l’esplosione avvenuta il 25 novembre al largo delle coste del Regno è stata provocata dalla distruzione di un’imbarcazione con trappole esplosive inviata nel Mar Rosso dai ribelli sciiti Houthi. Questi ultimi, a loro volta, si sono detti determinati a contrastare le operazioni di Riad.

L’incidente a cui si fa riferimento riguarda la Mt Agrari, una petroliera battente bandiera maltese, gestita dalla società greca TMS Tankers, con a bordo circa 25 persone, di cui 7 di nazionalità greca. Secondo le prime dichiarazioni della società di sicurezza britannica Ambrey, la stessa che ha riferito dell’incidente, quest’ultimo era da attribuirsi all’esplosione di una mina “ormeggiata in uno dei moli della centrale a vapore di Al Shuqaiq (SSPP), in Arabia Saudita”. “L’esplosione è avvenuta nelle vicinanze del porto e ha perforato lo scafo della nave”, ha aggiunto Ambrey.

Da parte sua, Riad ha attribuito l’incidente ai ribelli Houthi. In realtà ciò che è stato riferito dalla coalizione internazionale a guida saudita è di un “attacco avvenuto nella medesima area in cui è stata colpita la petroliera greca”, provocato dall’esplosione di dispositivi posti su un’imbarcazione inviata dalle milizie sciite nelle acque del Mar Rosso, e successivamente distrutta. A detta dell’Arabia Saudita, l’incidente era stato, pertanto, il risultato di un attentato sventato. Tuttavia, i media sauditi hanno evidenziato come la navigazione e il commercio marittimo internazionale continui a subire continue minacce soprattutto nel Mar Rosso meridionale. A tal proposito, l’esplosione della Mt Agrari è giunta dopo che, il 23 novembre, un missile da crociera, lanciato dai ribelli Houthi, ha colpito un impianto petrolifero della compagnia saudita Saudi Aramco, situato a Gedda, sul Mar Rosso.

Nel frattempo, nella sera del 25 novembre, un membro del Consiglio politico supremo degli Houthi, Muhammad Ali Al-Houthi, nel corso dei funerali di alcuni combattenti morti a Sana’a, ha affermato che le milizie sciite sono determinate a resistere alle perduranti battaglie in Yemen e a colpire l’Arabia Saudita, a meno che Riad non accetti una “pace onorevole”, e ponga fine all’assedio e alla propria aggressione contro la popolazione yemenita. “Dove sono i soldi dei sauditi?”, ha poi chiesto al-Houthi, con riferimento alle ingenti perdite provocate dal conflitto per il Regno. “Non sarai in grado di resistere, mentre il nostro popolo resiste senza stipendio”, sono state le parole del membro del Consiglio politico, il quale ha aggiunto che gli Houthi continueranno ad affrontare la sfida, in quanto non sono disposti ad arrendersi. “Non avrai altra scelta se non una pace onorevole, altrimenti la battaglia continuerà fino a quando non vinceremo”.

Circa l’episodio del 23 novembre, al-Houthi ha riferito che il missile che ha colpito la stazione di distribuzione di Gedda è di fabbricazione yemenita al 100%. Il membro sciita ha affermato di aver sentito l’Arabia Saudita parlare di un attacco contro il petrolio internazionale e di essersi rivolta al Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Al contempo, però, gli Houthi hanno accusato i Paesi responsabili “dell’assedio”, i membri della coalizione internazionale, di impedire alla popolazione yemenita di spostarsi per ricevere cure mediche. “Il nostro popolo è risoluto e determinato”, mentre altri “ci hanno bombardato e hanno colpito tutte le nostre installazioni vitali, le nostre scuole e i nostri aeroporti, senza che vi sia stata alcuna condanna”.

Tali episodi sono da collocarsi nella cornice del perdurante conflitto yemenita, scoppiato il 19 marzo 2015. È dal 26 marzo 2015 che l’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto yemenita per sostenere il presidente legato al governo legittimo, Rabbo Mansour Hadi. In particolare, Riad guida una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti. Il ruolo saudita nel panorama yemenita ha fatto sì che il Regno fosse più volte bersaglio di attacchi condotti dai ribelli Houthi, i quali, a loro volta, hanno messo in luce le offensive condotte dalla coalizione in Yemen. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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