Emirati Arabi Uniti: partito il primo volo di linea verso Tel Aviv

Pubblicato il 26 novembre 2020 alle 14:05 in Emirati Arabi Uniti Israele

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Dopo gli accordi di normalizzazione siglati il 15 settembre tra Israele ed Emirati Arabi Uniti (UAE), la compagnia aerea emiratina lowcost FlyDubai ha dato inizio ai primi voli diretti verso Tel Aviv, giovedì 26 novembre.

Si tratta del primo volo di linea commerciale intrapreso tra i due Paesi, firmatari di un accordo che ha di fatto normalizzato le relazioni diplomatiche tra loro. Secondo quanto riferito dal portavoce del premier, Ofir Gendelman, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, accoglierà il volo inaugurale all’aeroporto di Ben Gurion e parteciperà alla cerimonia di benvenuto, dopo un viaggio che si prevede durerà circa 4 ore.

Il 15 settembre, Washington è stata testimone della cerimonia per la firma degli accordi di normalizzazione tra Israele, Emirati Arabi Uniti e Bahrein. Il primo patto, nominato “accordo Abraham”, era stato precedentemente annunciato dal capo della Casa Bianca, Donald Trump, il 13 agosto. In particolare, Israele si è impegnato a sospendere l’annessione dei territori palestinesi della Cisgiordania, così come annunciato in precedenza, sebbene il primo ministro israeliano, Netanyahu, abbia specificato di aver semplicemente deciso di “ritardare” l’annessione come parte dell’accordo con Abu Dhabi. Proprio Netanyahu si è più volte detto pronto a firmare un accordo storico, prevedendo che presto anche altri Paesi seguiranno l’esempio emiratino.

Gli accordi hanno resto gli Emirati e il Bahrein il terzo e il quarto Stato arabo che riconoscono la sovranità dello Stato d’Israele. Il primo era stato l’Egitto, nel 1979, e poi la Giordania, nel 1994. Gli UAE hanno affermato che la decisione di normalizzare le relazioni con Israele ha “infranto la barriera psicologica” e rappresenta “la via da seguire” per portare la pace nella regione mediorientale.

La Flydubai, già prima del 26 novembre, aveva riferito che avrebbe operato due voli diretti tra Tel Aviv e Abu Dhabi. Secondo l’amministratore delegato della compagnia, Ghaith al-Ghaith, l’attivazione dei voli di linea porterà benefici a entrambi i Paesi in termini economici e contribuirà a creare ulteriori opportunità di investimento. Viste le ripercussioni della pandemia di coronavirus, sia gli UAE sia Israele sperano di poter trarre vantaggio dal recente accordo di normalizzazione, soprattutto in vista dell’alta stagione per Dubai, che, grazie alla propria apertura verso Israele, potrebbe vedere il numero di turisti aumentare. A tal proposito, si prevede che nelle prossime settimane anche le compagnie israeliane El Al e Israir avvieranno voli tra i due Paesi, mentre Etihad Airways, ha riferito che comincerà ad operare in direzione Tel Aviv nel mese di marzo 2021.

L’intesa siglata il 15 settembre ha poi portato gli UAE e Israele a raggiungere ulteriori accordi, il 20 ottobre. Tra questi, la sospensione dei visti per i cittadini israeliani che desidereranno recarsi negli Emirati. Tale mossa, sebbene non ancora concretizzata, ha reso gli UAE il primo Paese del Golfo a revocare una simile disposizione.

Secondo quanto affermato dal presidente degli UAE, Khalifa bin Zayed al-Nahyan, il 26 novembre, in occasione di un discorso rivolto al Consiglio federale nazionale, l’accordo Abraham concluso con Israele mira a portare pace nella regione, ed risponde alle aspirazioni della popolazione di prosperità e progresso. “Abbiamo dovuto adattare la nostra politica, con il fine di salvaguardare la sicurezza e la stabilità nel nostro Paese e nella nostra regione, nel rispetto dei principi del diritto internazionale, della convivenza pacifica e della risoluzione delle divergenze attraverso il dialogo”, ha affermato lo sceicco al-Nahyan.

Gli altri accordi raggiunti tra i due Paesi riguardano perlopiù aspetti economici. Tra questi, l’istituzione dell’Abraham Fund, come stabilito con l’accordo siglato il 15 settembre. Stando a quanto riferito dall’ambasciata USA in Israele, la International Development Finance Corporation statunitense, gli Emirati Arabi Uniti e Israele mobiliteranno più di 3 miliardi di dollari in iniziative di investimento e sviluppo nel settore privato, volte a promuovere la cooperazione economica e la crescita a livello regionale. Come specificato dal CEO della International Development Finance Corporation, Adam Boehler, tali finanziamenti saranno altresì destinati a modernizzare i checkpoint gestiti da Israele per conto dei palestinesi.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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