Afghanistan: smentiti i progressi nei negoziati di Doha

Pubblicato il 26 novembre 2020 alle 16:57 in Afghanistan

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Le istituzioni di Kabul hanno messo in dubbio i progressi raggiunti nei negoziati in corso a Doha, in Qatar, tra i rappresentanti della Repubblica Islamica dell’Afghanistan e i talebani. 

L’Alto Consiglio per la Riconciliazione Nazionale di Kabul, il 26 novembre, ha dichiarato che ci sono stati alcuni progressi nei negoziati di pace a Doha, ma una recente decisione presa dalle squadre negoziali non è stata approvata né dal governo afghano, né dalla leadership talebana. Il vice capo del Consiglio, Asadullah Saadati, ha affermato che gli accordi presi dal team della Repubblica afghana “hanno incontrato qualche problema” e ha aggiunto che le squadre negoziali a Doha “non sono interessate” a raggiungere una soluzione politica. “Sono stati presi accordi su una bozza, ma a condizione dell’approvazione da parte dei talebani e del governo dell’Afghanistan”, ha riferito Saadati. “Sfortunatamente, questo non è successo”, ha aggiunto. 

Inoltre, il 25 novembre, il portavoce presidenziale, Sediq Sediqqi, ha riferito ai giornalisti che le richieste dei talebani sono “contrarie alla Costituzione”. Sediqqi ha poi affermato che la pace rimane una priorità per il presidente, Ashraf Ghani, e che i talebani dovrebbero unirsi al processo di pace. I talebani non hanno “legittimità globale” e stanno sfidando il governo dell’Afghanistan, ha dichiarato il portavoce, aggiungendo che “i talebani sono un gruppo legittimo per noi”.

La posizione della presidenza afghana smentisce le fonti vicine ai colloqui intra-afghani a Doha, in Qatar. Il 22 novembre, queste avevano riferito che le parti avevano concordato l’inclusione dell’accordo USA-talebani e di altri documenti come base per i futuri negoziati di pace. Secondo tali informatori, il capo negoziatore del governo afghano, Mohammad Massoom Stanikzai, e il consigliere per la pace presidenziale, Salam Rahimi, erano stati segretamente inviati a Kabul per chiedere l’approvazione del presidente Ghani all’inclusione dei documenti.

Tuttavia, la Repubblica Islamica dell’Afghanistan e i negoziatori dei talebani a Doha non avevano commentato i progressi in questione. La notizia era stata diffusa dopo che le parti avevano incontrato il Segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, a Doha, il 21 novembre. Ai colloqui era presente anche l’inviato speciale degli Stati Uniti in Afghanistan, Zalmay Khalilzad. In tale occasione, i negoziatori di Kabul avevano insistito per porre fine alle violenze in corso nel Paese. “Sono state discusse le preoccupazioni dei membri della delegazione di pace per l’aumento della violenza e il sostegno degli Stati Uniti ai negoziati afghani, che è un obiettivo comune”, aveva riferito Habiba Sarabi, una rappresentante del governo afghano a Doha. 

Da parte loro, il portavoce dei talebani, Mohammad Naeem, aveva affermato che durante l’incontro con Pompeo le parti avevano parlato dell’attuazione dell’accordo tra USA e talebani, siglato il 29 febbraio a Doha, della rimozione di alcuni membri dei talebani dalla lista nera delle Nazioni Unite, del rilascio dei propri prigionieri e dei negoziati di pace. Inoltre, il Dipartimento di Stato degli USA, in una dichiarazione sul viaggio di Pompeo, aveva riferito che il Qatar è stato un partner importante nella promozione della pace in Afghanistan e ha svolto un ruolo inestimabile come ospite per i negoziati di pace.

Tuttavia, i colloqui in corso a Doha rappresentano ancora una fase preliminare e i cosiddetti “gruppi di contatto” delle due parti si sono incontrati a partire dal 12 settembre, per definire le questioni procedurali dei futuri negoziati di pace intra-afghani. Gli incontri si sono poi arenati su due temi: la giurisprudenza alla base dei colloqui e l’inclusione di documenti come l’accordo USA-talebani e le risoluzioni dell’ONU come base di partenza per le future discussioni. Mentre a Doha si discute di una possibile pace, tuttavia, le violenze del Paese non accennano a fermarsi. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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