Il ruolo del Bahrein nel conflitto in Yemen

Pubblicato il 25 novembre 2020 alle 17:11 in Bahrein Yemen

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Il Regno del Bahrein partecipa al conflitto in Yemen in quanto membro della coalizione internazionale a guida saudita, impegnata a sostegno dell’esercito yemenita affiliato al presidente Rabbo Mansour Hadi. Il suo intervento è, pertanto, da far risalire al 26 marzo 2015.

Sono Nasser e Khalad bin Hamad, membri della famiglia reale al-Khalifa e comandanti della Guardia Reale a guidare le forze di terra bahreinite in Yemen. Si tratta, nello specifico, della Task Force 11 entrata in campo il 26 marzo 2015, data di inizio dell’operazione “Tempesta decisiva”, poi divenuta “Restoring Hope” il 22 aprile dello stesso anno, il cui obiettivo è coadiuvare l’esercito yemenita nella lotta contro i ribelli sciiti Houthi.

All’annuncio dell’offensiva da parte saudita, Manama inviò 12 aerei da combattimento e un contingente della Bahrain Defence Force (BDF), oltre ad attrezzature militari, compresi veicoli da combattimento, veicoli corazzati e armi pesanti, leggere e di medio calibro. L’obiettivo era preservare la sicurezza non solo dello Yemen e del Bahrein, ma dell’intera regione. Inoltre, Manama si unì alla dichiarazione congiunta rilasciata dagli altri membri della coalizione, in cui si dichiararono disposti a rispondere alla chiamata del presidente Hadi, e a salvaguardare la sicurezza dei territori e del popolo yemenita dall’aggressione degli Houthi.

Il 24 novembre 2015, venne annunciato l’invio di ulteriori 300 soldati presso Aden, a bordo della fregata del Bahrein “Sabha”, da dispiegarsi a fianco delle truppe di Abu Dhabi. Si trattava del secondo contingente inviato da Manama in due settimane, accompagnato anch’esso da veicoli militari e carri armati. Secondo il Country Report on Terrorism del Dipartimento di Stato USA, nel 2018 si contavano almeno 200 soldati bahreiniti tra le truppe della coalizione a guida saudita, mentre il capo delle forze aeree del Regno, nel febbraio 2019, affermò che gli F16 di fabbricazione statunitense avevano condotto più di 3.500 sortite dall’inizio dell’offensiva contro le milizie Houthi. In generale, circa l’85% dell’equipaggiamento militare di Manama proviene dagli Stati Uniti. Stando a quanto registrato fino al mese di marzo 2020, gli Stati Uniti e il Bahrein hanno concluso accordi pari a $ 5,8 miliardi per la vendita di armamenti.

Risale al 4 settembre 2015 uno dei primi “giorni neri” per la coalizione, in cui morirono anche 5 soldati bahreiniti, accanto ad altri 52 emiratini e 10 sauditi, mentre questi si trovavano nella base militare di Safer, nel governatorato di Ma’rib. Un altro episodio simile venne, poi, riportato, il 29 dicembre dello stesso anno. In tale occasione, furono 3 i soldati del Regno bahreinita che persero la vita al confine saudita. Da allora, nel corso dei cinque anni di conflitto non sono mancati annunci simili, l’ultimo dei quali datato 26 giugno 2020.

Il Bahrein ha più volte mostrato la propria opposizione verso le offensive perpetrate dai ribelli Houthi. Il 26 settembre scorso, voci di condanna sono giunte dal Ministero degli Esteri di Manama, il quale ha messo in luce le “flagranti violazioni” commesse dalle milizie ribelli contro la sovranità dell’Arabia Saudita, oltre che contro la popolazione yemenita, con particolare riferimento alle comunità di sfollati residenti a Ma’rib. Tali azioni, ha sottolineato il Regno del Golfo, contraddicono il Diritto internazionale e i principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite. Il Bahrein, da parte sua, si è detto a sostegno degli sforzi profusi da Riad e dalle Nazioni Unite, volti a garantire la stabilità regionale e il raggiungimento di una soluzione politica della crisi yemenita. Inoltre, al pari di altri alleati del Golfo, anche Manama si è più volte opposta all’ingerenza dell’Iran in Yemen, considerata un fattore di destabilizzazione a livello regionale.

All’interno del Paese, non sono mancate nel corso degli anni voci contrarie all’intervento del Bahrein in Yemen, le quali, però, sono state più volte messe a tacere. A tal proposito, nel dicembre 2018, la Corte di cassazione del Bahrein ha condannato a cinque anni di reclusione un difensore dei diritti umani, Nabeel Rajab, in relazione a tweet in cui veniva criticato il coinvolgimento del Regno in Yemen. Rajab è stato poi rilasciato nel giugno 2020.

In conclusione, sulla base delle informazioni raccolte fino al mese di novembre 2020, il contributo del Bahrein in Yemen attualmente consiste in aerei da combattimento e due contingenti della Bahrain Defence Force (BDF), per un totale di almeno 200 soldati.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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