Libia: continuano le consultazioni in Marocco, Saleh incontra Lavrov

Pubblicato il 25 novembre 2020 alle 9:23 in Libia Marocco

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Mentre le due Camere dei Rappresentanti continuano a discutere delle modalità per creare un unico organo legislativo, il presidente del Parlamento di Tobruk, Aguila Saleh, si è recato a Mosca, dove ha incontrato il Ministro degli Esteri, Sergej Lavrov.

È dalla sera del 23 novembre che circa 100 deputati, appartenenti alle Camere di Tobruk e Tripoli, si sono riuniti a Tangeri, nel Nord del Marocco, con il fine di giungere all’unificazione delle Camere parlamentari, così da poter altresì elaborare una legge elettorale e norme costituzionali che andranno a regolamentare le prossime fasi del processo politico. Secondo quanto riferito, il 24 novembre, dal ministro degli Esteri del Marocco, Nasser Bourita, il meeting di Tangeri ha consentito un primo disgelo delle divergenze tra i deputati libici e un riavvicinamento tra le due Camere, le quali si sono mostrate disposte a raggiungere un consenso in linea con i risultati del dialogo politico.

Tra i punti dell’agenda dell’incontro ospitato dal Marocco, ha riferito Bourita, vi è anche la nomina di posizioni sovrane, proseguendo sulla strada di quanto raggiunto a Bouznika nelle settimane precedenti, mentre l’obiettivo cardine è preparare il Parlamento libico a svolgere a pieno il proprio ruolo durante il prossimo periodo, ovvero prima delle elezioni previste per il 24 dicembre 2021, attraverso la ridefinizione e il rafforzamento delle competenze in materia di rappresentanza, legislazione e controllo. Si prevede, poi, che le due Camere terranno una prima sessione, nel futuro prossimo, nella città di Ghadames.

Il Marocco, ha affermato il ministro, si impegna a mobilitarsi per garantire il successo dell’incontro di Tangeri, consapevole che è giunto il momento di “fare spazio alla fratellanza e all’armonia”, superando divisioni e divergenze. Bourita ha poi lanciato un monito contro gli attori stranieri che cercano di interferire nella crisi libica e che, fino ad ora, hanno contribuire ad esacerbare ulteriormente le tensioni. A detta del ministro marocchino, le parti terze dovrebbero limitarsi a favorire la creazione di un clima favorevole al dialogo intra-libico, in quanto solo attraverso quest’ultimo sarà possibile giungere a una risoluzione della crisi libica.

Nel frattempo, il presidente della Camera dei Rappresentanti di Tobruk, Aguila Saleh, si è recato a Mosca, nella sera del 24 novembre, dove ha incontrato il ministro degli Esteri russo, Lavrov. Durante l’incontro, Lavrov ha evidenziato come il dossier libico sia oramai caratterizzato da diversi eventi positivi ed ha evidenziato come il cessate il fuoco stia durando da molto tempo. Al contempo, sono stati elogiati gli sforzi profusi da Saleh, volti a unificare e a garantire la partecipazione di tutte le diverse componenti libiche e ciò, ha riferito il ministro russo, è in linea con la visione di Mosca. I due interlocutori hanno discusso degli ultimi sviluppi verificatisi nel Paese Nord-africano e del percorso da seguire per giungere ad una completa risoluzione della crisi, oltre che del ruolo della comunità internazionale e della Russia. A detta di Lavrov, una soluzione della crisi libica potrà contribuire ad accelerare la ripresa della cooperazione tra Libia e Russia nei diversi ambiti, dall’energia, alle infrastrutture per i trasporti e, in generale, di quei progetti economici e di investimento che potranno essere implementati a beneficio dei popoli russo e libico.

Le consultazioni di Tangeri e la visita di Saleh coincidono con un clima di mobilitazione politica che vede impegnate anche le delegazioni del Comitato militare 5+5, oltre che i rappresentanti del Forum del dialogo politico, guidato dalla Missione delle Nazioni Unite. Raggiungere un pieno consenso a livello sia politico sia militare risulta essere essenziale per non minare gli sforzi profusi sino ad ora, volti alla risoluzione della crisi libica. La Libia versa in una fase di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese Nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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