L’Egitto prova ad “immunizzarsi” prima del giuramento di Biden

Pubblicato il 25 novembre 2020 alle 11:46 in Egitto USA e Canada

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Prevedendo un maggiore impegno del presidente statunitense neo eletto, Joe Biden, nella difesa di questioni relative ai diritti umani, il governo del Cairo ha riaperto il fascicolo riguardante la legge sulle associazioni civili.

Secondo quanto riportato dal quotidiano al-Arab, l’obiettivo dell’Egitto è avvicinarsi agli Stati Uniti e far sì che i due Paesi possano godere di buone relazioni, nonostante il cambiamento alla presidenza della Casa Bianca. Il capo di Stato neoeletto, specifica al-Arab, al pari dell’ex presidente Barack Obama, sembra prestare maggiore attenzione a questioni riguardanti diritti umani e libertà civili. Pertanto, per evitare pressioni esterne o eventuali tensioni, il governo del Cairo dovrà migliorare la situazione dei diritti umani nel Paese, per far sì che non sia più classificato come un regime repressivo.

A tal proposito, rivela al-Arab, il 22 novembre, il ministro egiziano della Solidarietà civile, Nevin Al-Qabbaj, ha annunciato, durante una conferenza stampa con l’ambasciatore USA Jonathan Cohen, che, entro la fine del 2020, verranno promulgati i regolamenti esecutivi relativi alla legge sulle associazioni civili. Secondo il quotidiano, ciò significa che il governo desidera completare il dossier prima che Biden arrivi ufficialmente alla Casa Bianca.

Si tratta di una legge approvata dal Parlamento egiziano il 29 novembre 2016, ma accantonata dopo diffuse critiche a livello internazionale. Ai sensi della legge 70 del 2017 per la regolamentazione del lavoro delle associazioni e di altre istituzioni che operano nel campo del lavoro civile, a tutte le Organizzazioni Non Governative (ONG) è fatto divieto di svolgere attività che “danneggino la sicurezza nazionale, l’ordine pubblico, la moralità pubblica o la salute pubblica”. Tali termini sono stati considerati “vaghi” da organizzazioni per la difesa dei diritti umani, le quali hanno evidenziato come una norma simile possa in realtà limitare attività legittime.

Il disegno di legge istituisce poi un’autorità nazionale per la regolamentazione delle ONG estere, la quale include rappresentanti dei massimi organismi di sicurezza nazionale egiziani, dalla direzione generale dell’intelligence ai Ministeri della Difesa e degli Interni, nonché rappresentanti del Ministero degli Affari esteri e della Banca centrale di Egitto. L’autorità sovrintenderà al lavoro delle ONG, inclusi eventuali finanziamenti o attività di cooperazione tra associazioni egiziane e qualsiasi entità straniera, e dovrà approvare eventuali accordi tra gli enti governativi egiziani e le ONG. Di conseguenza, è stato sottolineato dagli oppositori di tale disegno di legge, viene di fatto vietato alle ONG di lavorare in modo indipendente.

Fonti interne ai dipartimenti governativi, attive nella difesa dei diritti umani e impegnate nella preparazione dei suddetti regolamenti esecutivi, hanno rivelato ad al-Arab che si stanno esercitando pressioni sul governo del Cairo affinché vengano incluse nella legge clausole simili a quelle adottate nei regolamenti dei Paesi occidentali in materia di lavoro civile, così da cambiare l’immagine negativa che vede l’esecutivo egiziano accusato di ostacolare le organizzazioni per i diritti umani.

Parallelamente, il capo del Forum del dialogo e dello sviluppo per i diritti umani, Saeed Abdel-Hafez, ha riferito che i nuovi regolamenti esecutivi mirano a rispondere ai dubbi e alle accuse presentate negli ultimi anni e a rassicurare le organizzazioni internazionali per la difesa dei diritti umani. A tal proposito, ha affermato Hafez, le associazioni civili potranno lavorare in piena libertà, nel rispetto di un quadro che ne preservi la sovranità.

Il Cairo, spiega al-Arab, è consapevole che se la società civile continuerà a sollevare questioni in materia di difesa dei propri diritti, potrebbe dover far fronte a conseguenze negative a livello regionale e internazionale, le quali potrebbero influire anche sulle relazioni con i propri partner europei. Motivo per cui, il governo egiziano sembra voler dimostrare di essere intenzionato a cambiare rotta, prima che gli venga chiesto esplicitamente dall’Unione Europea o dagli Stati Uniti. Tuttavia, evidenziano alcuni analisti, per raggiungere piena armonia anche con la nuova amministrazione USA, Il Cairo dovrà guardare all’intero quadro dei diritti umani e far sì che tali questioni restino separate dallo sviluppo delle relazioni strategiche con Washington. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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