Ecuador: il presidente contro il governatore che denuncia i giornalisti

Pubblicato il 24 novembre 2020 alle 13:28 in America Latina Ecuador

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Il presidente dell’Ecuador, Lenín Moreno, ha chiesto le dimissioni del governatore della provincia amazzonica di Napo (nell’est del Paese andino), Patricio Espíndola, per aver perseguito penalmente un giornalista che aveva messo in dubbio l’efficacia della sua gestione durante la crisi sanitaria causata dal COVID-19 nella provincia.

“Il governatore, com’è nel suo pieno diritto, ha deciso di perseguire penalmente il giornalista, ma anche il Governo, com’è nel suo pieno diritto, ha chiesto al governatore di presentare le sue dimissioni; da cittadino può seguire tutti i processi che vuole, ma come rappresentante della politica di un governo che poggia sulla tolleranza e sul rispetto non può farlo “, ha detto Moreno nel programma De Frente con el Presidente, in onda sulla radio pubblica dell’Ecuador.

Il capo dello Stato, che lascerà il potere il prossimo anno, ha aggiunto che i governatori, in quanto rappresentanti dell’Esecutivo nelle province, devono essere consapevoli delle politiche governative come la tolleranza e il rispetto della libertà di espressione, annunciate all’inizio della sua amministrazione. Questa consapevolezza, ha chiarito Moreno, deve essere fatta seguire da atti concreti e “tra questi atti concreti non rientra denunciare la stampa che non è d’accordo con noi”. 

Sabato 21 novembre, diverse organizzazioni non governative e sindacati dei giornalisti in Ecuador, tra cui Fundamedios e l’Unione nazionale dei giornalisti (UNP), hanno espresso la loro preoccupazione per una sentenza della Corte provinciale di Napo che ha ratificato una condanna a dieci anni di carcere nei confronti del giornalista del portale Tendencia Digital, Juan Sarmiento, per le critiche al governatore locale, considerate “infondate” e “offensive” nei confronti dell’uomo politico da parte della magistratura.

In questo modo, la magistratura ha risposto a una causa intentata dal governatore Espíndola, dopo che il giornalista aveva criticato la sua gestione della gestione delle crisi COVID-19, che aveva innescato una serie di reazioni di protesta da parte degli abitanti di quella provincia.

Secondo Fundamedios, lo scorso maggio il giornalista ha pubblicato un video sul suo account Facebook in cui il governatore diceva “se vuoi fare un test rapido per COVID-19, facciamo quello che ha fatto lui, in un laboratorio privato”. Sarmiento avrebbe accompagnato il commento con quattro domande: “Sei serio Governatore? A quel livello di miseria umana ti ha portato il lavoro? Hai idea di quanto hai detto, stupido? Cosa succederà alle persone che vivono con un dollaro al giorno?” .

Per i sindacati dei giornalisti, la sentenza contro Sarmiento significa una grave violazione della libertà di espressione e un messaggio chiaro che cerca di inibire il controllo pubblico e le legittime critiche alla gestione pubblica dei funzionari. Per i magistrati l’aver definito “stupido” e “umanamente misero” il governatore è sufficiente a giustificare la sentenza per le offese alla dignità di Espíndola.

Inoltre, i sindacati della stampa hanno sottolineato che la sentenza viola i trattati e le sentenze internazionali, nonché una sentenza emessa a settembre dalla Corte costituzionale dell’Ecuador che impone alle autorità locali il rispetto delle norme sulla libertà di espressione.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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