Allerta terrorismo in Afghanistan, nuovo attentato a Bamiyan

Pubblicato il 24 novembre 2020 alle 18:05 in Afghanistan Asia

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Almeno 17 persone sono state uccise e oltre 50 altre sono rimaste ferite in due esplosioni nella città afghana di Bamiyan, il 24 novembre. Il giorno precendente, la NATO ha sottolineato che l’allerta terroristica nel Paese rimane alta. 

Gli attacchi sono avvenuti in un mercato locale nella città di Bamiyan, il centro dell’omonima provincia. Finora nessun gruppo ha rivendicato la responsabilità delle esplosioni. Si tratta delle prime violenze che hanno luogo in questa provincia nell’ultimo anno, poichè Bamiyan era una delle zone più sicure, visitata ogni anno da migliaia di turisti. L’ultima aggressione arriva il giorno dopo le dichiarazioni del segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, sul pericolo relativo al terrorismo in Afghanistan, 

Durante la 66° sessione annuale dell’Assemblea della NATO, Stoltenberg ha affermato che l’alleanza non può permettere all’ISIS di ricostituire in Afghanistan “il califfato del terrore che ha perso in Siria e Iraq”. Il segretario generale della NATO ha aggiunto che gli Stati Uniti hanno annunciato un ulteriore ritiro delle truppe, ma la missione dell’alleanza rimarrà nel Paese e continuerà a fornire supporto alle forze di sicurezza afghane. “Uno dei motivi per cui abbiamo bisogno di un esercito forte è la nostra lotta contro il terrorismo internazionale. Come facciamo in Afghanistan da quasi 20 anni “, ha dichiarato.

Stoltenberg ha aggiunto che il tema della presenza della NATO in Afghanistan sarà affrontato nella prossima riunione dei Ministri della Difesa a febbraio. “Ci troveremo di fronte a una scelta difficile”, ha dichiarato. “O rimanere e pagare il prezzo di un impegno militare continuato. Oppure andarsene e rischiare di perdere quello che abbiamo ottenuto. Considerando che il processo di pace vacilla”, ha aggiunto. Il capo della NATO ha poi sottolineato che il ritiro delle truppe internazionali dall’Afghanistan sarà basato sulle alcune condizioni. “Ce ne andremo solo se i talebani avranno rispettato la loro parte dell’accordo”, ha affermato.

Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. Dopo essere stati decimati dagli americani, a seguito dell’invasione del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Con una serie di attacchi alle attuali istituzioni afghane, le milizie talebane tentano di riprendere il controllo del governo. 

In tale contesto, lo Stato Islamico ha fatto la propria comparsa in Afghanistan poco dopo la sconfitta dei militanti in Siria e in Iraq nell’estate del 2014. Gli affiliati afghani dell’ISIS si definiscono la “Provincia di Khorasan”, in riferimento ai territori dell’Afghanistan, dell’Iran e dell’Asia centrale che formavano l’omonima regione ai tempi del Medioevo. Il gruppo è stato recentemente molto attivo. L’ultimo attentato è stato rivendicato il 21 novembre e ha preso di mira la capitale del Paese, Kabul, che è stata colpita da 23 esplosioni in una sola giornata. 

Nonostante le continue violenze, al momento sono in corso negoziati di pace tra i talebani e il governo afghano, iniziati a Doha,  in Qatar, lo scorso 12 settembre. I progressi sono scarsi e, intanto, i combattimenti tra governo e talebani in più province e gli episodi di violenza interni al Paese, sia provocati dai talebani, sia perpetrati da altri gruppi armati, sono in crescita. I negoziati di Doha sono stati resi possibili da un accordo di pace tra gli Stati Uniti e i talebani, firmato in Qatar, il 29 febbraio. Sulla base di tale intesa, la Casa Bianca si è impegnata a ridurre le proprie truppe in Afghanistan e a concludere il ritiro totale entro 14 mesi dalla firma dell’accordo. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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