Le Filippine si armano di missili indiani e russi

Pubblicato il 23 novembre 2020 alle 12:57 in Cina Filippine

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Le Filippine potrebbero firmare un accordo per l’acquisto di missili da crociera supersonici BrahMos, sviluppati congiuntamente dai governi di India e Russia, entro il febbraio 2021.

È da molto tempo che Manila ha mostrato interesse per l’acquisto del sistema di armamento in questione. Durante il mese di dicembre 2019, il segretario alla Difesa delle Filippine, Delfin Lorenzana, aveva annunciato che Manila si stesse preparando all’acquisto di due batterie di missili BrahMos nel quadro del Programma di modernizzazione 2018-2022 delle Forze armate delle Filippine. Lorenzana aveva annunciato che il contratto d’acquisto sarebbe stato firmato tra il primo e secondo trimestre del 2020. Tuttavia, l’emergenza determinata dalla diffusione della pandemia di coronavirus ha imposto un ritardo rispetto a tali scadenze, spostandole ad inizio 2021.

Secondo quanto dichiarato dal vice direttore della missione russa a Nuova Delhi, Roman Babushkin, lo scorso 12 novembre, a seguito di test condotti con successo, il sistema missilistico BrahMos inizierà ad essere esportato partendo proprio dalle Filippine. Secondo le ultime indiscrezioni dei media indiani citati da The Diplomat, la firma del contratto d’acquisto potrebbe avvenire durante il prossimo incontro tra il primo ministro indiano, Narendra Modi, e il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, ancora non confermato, ma previsto per il mese di febbraio 2021.

Il BrahMos è il missile da crociera supersonico più veloce al mondo ed è stato realizzato dalla BrahMos Aerospace, una jointventure realizzata dall’India e dalla Russia, istituita nel 1998 in territorio indiano. Il suo nome è un omaggio a due fiumi dei Paesi coinvolti, ovvero il Brahmaputra e il Moskva.

Dal punto di vista tecnico, il missile può essere lanciato da sottomarini, navi, aerei o da piattaforme terrestri, ha una portata di 400km e può trasportare testate convenzionali fino ad un peso massimo di 300 kg. Il BrahMos è equipaggiato con tecnologie di tipo stealth, con sistemi di guida avanzati e viaggia ad una velocità tre volte superiore a quella del suono, grazie a tali caratteristiche, è pressoché impossibile che i suoi target possano sfuggirgli o che lo possano intercettare. Nell’ambiente ella difesa, l’ordigno è conosciuto come “il killer di portaerei”.

Nel mese di novembre, nel Mar Arabico, la Marina indiana ha testato la versione navale del BrahMos da una nave di fabbricazione indiana di tipo stealth. Nello stesso periodo, l’Aviazione indiana ha invece testato la versione aerea del missile sganciandolo dall’aereo da caccia Sukhoi nel Golfo del Bengala.

Secondo The Diplomat, i BrahMos potrebbero consentire a Manila di acquisire un maggior potere deterrente rispetto alla crescente potenza di Pechino nel Mar Cinese Meridionale. Le Filippine, in particolare, sarebbero interessate alla versione da terra del missile e, in tal caso, ogni batteria di BrahMos comprende tre lanciatori autonomi con due o tre canali per missili ciascuno. Secondo alcuni osservatori, tale strumentazione potrebbe essere l’ideale per le operazioni di difesa territoriale.

Cina e Filippine hanno rivendicazioni di sovranità concorrenti nelle acque del Mar Cinese Meridionale, che rappresentano il principale punto di attrito nelle relazioni bilaterali tra i due Paesi. Nel 2013 le Filippine avevano denunciato la Cina alla Corte internazionale di giustizia per la costruzione di un’isola artificiale su alcune isole contese, che erano state militarizzate e vi erano stati depositati anche alcuni missili. Sulla base della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS) del 10 dicembre 1982, il tribunale dell’Aia aveva invalidato le rivendicazioni della Cina con una sentenza emessa il 12 luglio 2016. Pechino, oltre ad essersi rifiutata di partecipare all’intero processo, aveva definito il suo esito uno scandalo e per tanto non lo ha mai preso in considerazione. Per la Cina, la propria sovranità sul Mar Cinese Meridionale deriva da presupposti storici e, in particolare, da una mappa pubblicata il primo dicembre 1947 dall’allora Repubblica di Cina e rivista nel 1953, in cui con nove tratti si delimitava la sovranità cinese sulle acque, includendole quasi per intero.

Oltre a servire da strumento deterrente nei confronti della Cina, l’acquisto dei BrahMos potrebbe consentire all’India e alle Filippine di rafforzare le cooperazione in materia di sicurezza, obiettivo posto durante l’ultimo incontro tra il ministro degli Esteri indiano, Subrahmanyam Jaishankar, e il suo omologo filippino, Teodoro Locsin.

Oltre alle Filippine, anche la Thailandia, il Vietnam e l’Indonesia avrebbero mostrato interesse per l’acquisto del BrahMos, a testimonianza di una crescente volontà dei Paesi della regione di potenziare i propri armamenti di fronte alla crescita della potenza cinese.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione