UE: pubblicata la prima revisione annuale sulla Difesa

Pubblicato il 20 novembre 2020 alle 18:33 in Europa

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L’Unione Europea ha riconosciuto di non avere le capacità necessarie per raggiungere il suo obiettivo di diventare una potenza militare autonoma, in grado di fornire un supporto solido alla NATO o di schierare rapidamente le sue truppe nelle crisi regionali. L’Alto Rappresentante Europeo per gli Affari Esteri dell’Unione, Josep Borrell, ha rilasciato questa dichiarazione durante una conferenza stampa al termine di una videoconferenza informale dei ministri della Difesa UE a Bruxelles, venerdì 20 novembre.

Cercando di affrontare le principali carenze del blocco, la prima revisione annuale dell’UE in materia di Difesa, redatta dalla European Defence Agency (Eda) e presentata venerdì da Borrell ai ministri dei Paesi membri, ha rilevato che solo il 60% delle truppe e delle armi nazionali nominalmente disponibili per la NATO è nella condizione di essere dispiegato. I governi degli Stati UE sono poi riluttanti ad utilizzare quelle forze, si legge nel rapporto. Le missioni ufficiali dell’Unione ricevono solo il 7% del personale militare di tutti gli Stati impegnati a livello globale.

Sebbene tali debolezze siano ampiamente note, dal momento che il blocco non ha mai avuto una forza militare tale da eguagliare la sua potenza economica, i principali governi dell’UE, tra cui Francia, Germania, Italia e Spagna, sperano che la revisione dettagliata e il riconoscimento pubblico dei fallimenti rappresentino un momento di riflessione e una svolta. “L’UE non dispone di tutte le capacità militari necessarie per soddisfare il suo livello di ambizione”, ha affermato il rapporto.

Durante la conferenza stampa, Borrell ha detto ai giornalisti: “La difesa europea soffre di frammentazione, duplicazione e impegno operativo insufficiente”. Gli Stati membri più piccoli tra cui Grecia, Svezia e Polonia hanno cercato di proteggere le proprie industrie di armamenti nazionali, il che ha portato alla duplicazione della produzione di armi, ostacolando il coordinamento orientato alla protezione del continente nel suo complesso. Nel frattempo, i Paesi minuscoli, come Belgio e Lussemburgo, sono tra quelli che spendono di meno in Europa a livello militare, mentre la Danimarca ha proprio rinunciato alle iniziative di difesa europee. Francia e Germania, invece, non sono d’accordo su quanto sviluppare la cooperazione militare europea indipendentemente dagli Stati Uniti, di gran lunga la più grande potenza della NATO e l’effettivo garante della sicurezza dell’Europa a partire dalla seconda guerra mondiale. Dopo quattro anni di ostilità da parte del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nei confronti dei Paesi europei contributori della NATO, l’UE afferma di non poter più fare affidamento esclusivamente sugli USA per risolvere le crisi nel suo vicinato.

L’UE lavora da dicembre 2017 per sviluppare una maggiore potenza di fuoco indipendentemente dagli Stati Uniti. Lo sforzo è stato guidato dalla Francia, attualmente la principale potenza militare dell’UE dopo che la Gran Bretagna ha deciso di lasciare il blocco. Con la creazione di un fondo per lo sviluppo delle armi, sostenuto da 8 miliardi di euro del bilancio dell’UE, per la prima volta il prossimo anno, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha chiesto una maggiore “sovranità” nelle capacità di difesa europee. L’UE mira ad elaborare una dottrina militare entro il 2022, per definire le minacce e le ambizioni future. Il rapporto, parte di una strategia europea per sviluppare una capacità militare autonoma nel prossimo decennio, ha esortato i governi dell’Unione a potenziare congiuntamente sei aree della difesa e a porre fine a costose duplicazioni nazionali per concentrarsi sulla produzione di un nuovo carro armato, di una nuova nave di superficie e di tecnologie anti-drone.

Gli avvertimenti della ministra della Difesa tedesca contro le “illusioni” di perseguire un’autonoma difesa europea hanno scosso il presidente francese Macron così tanto che i suoi commenti sono diventati argomento di discussione in una riunione di gabinetto a Parigi. “L’abbiamo trovato deplorevole, ma abbiamo notato che era solo una posizione isolata e non la linea con quella della cancelliera Angela Merkel”, ha detto a Reuters un funzionario dell’Eliseo, sottolineando la divergenza di opinioni. In una colonna pubblicata dal quotidiano Politico il 2 novembre, alla vigilia delle elezioni presidenziali statunitensi, la ministra tedesca Annegret Kramp-Karrenbauer ha affermato che l’Europa rimarrà dipendente da Washington a livello militare per ancora molto tempo a venire.

Macron, “paladino dell’autonomia strategica europea”, come l’ha definito l’agenzia di stampa Reuters, ha affermato di essere “in completo disaccordo” con le dichiarazioni della ministra tedesca, sostenendo che gli Stati Uniti avrebbero rispettato solo un’Europa che fosse più autosufficiente nella difesa. L’episodio è illustrativo di come alcune profonde differenze tra le due nazioni più potenti dell’Unione stiano ribollendo in superficie ora che i giorni delle politiche isolazioniste del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sono contati.

Sebbene la vittoria elettorale di Joe Biden possa significare relazioni transatlantiche più calde e stabili, le persone vicine a Macron affermano che l’approccio “America First” di Trump e il bullismo sulla Germania per non aver speso di più per la difesa, hanno aiutato il leader francese a promuovere la sua visione dell’autonomia strategica europea. I quattro anni di ostilità di Trump hanno spinto la macchina dell’UE più nella direzione di Macron e hanno accelerato gli sforzi per approfondire la cooperazione tra i Paesi membri in materia di difesa europea. L’UE redigerà presto un documento di strategia militare, la cosa più simile a una dottrina militare, hanno specificato i diplomatici europei giovedì 19 novembre.

La Germania crede da tempo che gli interessi di sicurezza dell’Europa siano meglio serviti in una stretta alleanza difensiva con gli Stati Uniti. “Con la vittoria di Biden, alcune differenze nascoste tra Germania e Francia tornano allo scoperto”, ha detto un funzionario del governo tedesco. “È stato facile rifiutare Trump, ma l’opinione di Washington cambierà con Biden”, ha aggiunto. 

Macron e Merkel si sono parlati regolarmente, sia prima che dopo la vittoria elettorale di Biden, sul futuro delle relazioni transatlantiche, conversazioni che hanno spinto Macron ad affermare che la cancelliera sarebbe più in linea con Parigi, rispetto alla sua ministra della Difesa. “Le differenze sulla strategia militare europea non sono così grandi”, ha detto una fonte vicina alla Merkel. “Pensate a tutti i progetti congiunti di cooperazione che sono stati avviati”, ha aggiunto.

La cancelliera tedesca detto che l’Europa deve fare di più per garantire la propria sicurezza, anche con maggiori contributi alla NATO, e ha messo in guardia dall’euforia per l’imminente presidenza Biden. “La Merkel è l’ultima persona che pensa che con Biden tutto andrà di nuovo liscio nelle relazioni transatlantiche”, ha affermato una fonte a lei vicina. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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