Mosca: Washington cerca di minare accordo in Nagorno-Karabakh

Pubblicato il 20 novembre 2020 alle 13:20 in Armenia Azerbaigian Russia

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Gli Stati Uniti ed i loro alleati della Nato stanno cercando di fomentare la discordia tra azeri e armeni, ha affermato Sergej Naryshkin, direttore del Servizio di intelligence estero della Federazione russa (SVR).

“I principali Paesi della NATO stanno cercando di nascondere la loro irritazione per l’accordo raggiunto con la partecipazione attiva della Russia tra Azerbaigian e Armenia relativo al cessate il fuoco nel Nagorno-Karabakh. Gli Stati Uniti ed i loro alleati sono infastiditi dal fatto che la guerra sia stata fermata con la mediazione di Mosca. Dopo tutto, l’accordo ha vanificato il loro lavoro di molti anni per cacciare la Russia dalla regione caucasica”, ha detto Naryshkin, citato dall’ufficio stampa dell’SVR.

Per il direttore dei servizi segreti russi, l’Occidente è interessato a rompere l’equilibrio di potere esistente nella regione.

“Né Washington, né l’Unione Europea vogliono sopportare l’equilibrio di potere esistente nella regione. Hanno l’obiettivo di smontarlo, non hanno pensato a niente di meglio da fare che provare di nuovo a fomentare discordia tra i popoli dell’Azerbaigian e dell’Armenia”, ha aggiunto il responsabile dell’intelligence estera di Mosca, affermando che le sue dichiarazioni poggiano su “riscontri fattuali” dei servizi segreti russi.

L’Armenia e l’Azerbaigian si contendono il Nagorno-Karabakh dal febbraio 1988, quando la regione, a maggioranza armena, ha annunciato la sua secessione dalla Repubblica socialista sovietica dell’Azerbaigian. Durante il conflitto armato del 1991-94, l’Azerbaigian ha perso il controllo del Nagorno-Karabakh e di sette regioni adiacenti. Dal 1992 sono in corso negoziati per una soluzione pacifica del conflitto nel quadro del Gruppo OSCE di Minsk, guidato da tre copresidenti, Russia, Stati Uniti e Francia.

Le tensioni tra i due paesi si sono intensificate nuovamente la mattina di domenica 27 settembre quando l’esercito azero ha lanciato un massiccio attacco di artiglieria in Nagorno-Karabakh lungo la linea del cessate il fuoco del 1994, colpendo insediamenti civili, compresa la capitale Stepanakert. 

Il 9 novembre Russia, Azerbaigian e Armenia hanno siglato un accordo per cui entro il 1° dicembre l’Armenia si impegna a restituire all’Azerbaigian i sette distretti limitrofi al Nagorno-Karabakh conquistati nella guerra del 1991-94. I due eserciti rimarranno nelle posizioni attualmente occupate e lungo la linea del cessate il fuoco sarà attiva una forza di pace della Federazione russa, che controllerà il Karabakh per i prossimi 5 anni, rinnovabili. L’Armenia si impegna a garantire i trasporti tra il Nakichevan e le regioni orientali dell’Azerbaigian, mentre l’Azerbaigian si impegna a garantire le comunicazioni lungo il corridoio di Lachin che collega il Karabakh all’Armenia. Entrambi i corridoi saranno pattugliati da guardie dell’FSB della Federazione russa.

Per controllare il cessate il fuoco e le ostilità, un contingente di mantenimento della pace della Federazione Russa è schierato nella zona del conflitto del Nagorno-Karabakh per un totale di 1.960 militari, 90 corazzati da trasporto, 380 unità di automobili e attrezzature speciali.

L’annuncio della fine della guerra ha scatenato le proteste a Erevan, i cui partecipanti hanno chiesto le dimissioni del primo ministro Nikol Pashinyan. Lo stesso Pashinyan ha spiegato la firma dell’accordo di pace con la richiesta dei militari. A sua volta, il presidente Sargsyan ha affermato di aver appreso dell’accordo dalla stampa, poiché nessuno si era consultato con lui sull’argomento, chiedendo anch’egli le dimissioni del governo del primo ministro Nikol Pashinyan e lo svolgimento di elezioni parlamentari anticipate.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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