Grecia: sospetto militante dell’Isis arrestato in un campo profughi

Pubblicato il 20 novembre 2020 alle 20:31 in Grecia Siria

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Un uomo siriano di 27 anni accusato di aver preso parte a varie esecuzioni compiute in nome dello Stato Islamico è stato arrestato in un campo profughi di Atene. Le autorità greche hanno riferito che il sospetto è stato arrestato nella mattinata di giovedì 19 novembre e che una divisione antiterrorismo della polizia sta conducendo le dovute indagini. Il nome dell’uomo non è ancora stato reso noto.

“Il sospettato è stato accusato di essere membro di un’organizzazione terroristica e di aver partecipato ad azioni di terrorismo, prendendo parte a molteplici atti di omicidio intenzionale”, ha riportato un comunicato della polizia. Rimarrà in custodia fino a lunedì prima di un’apparizione in tribunale prevista per lunedì 23 novembre.

La polizia ha specificato che l’uomo si è trasferito in Grecia nel marzo 2018, viaggiando dalla Turchia all’isola di Lesbo e successivamente ad Atene. Le sue presunte azioni criminali sono attualmente in corso di valutazione da parte degli esperti forensi. Le prove includono registrazioni video e audio ritrovate sul suo dispositivo mobile. Il sospetto viveva in una tenda nel campo profughi di Atene con la moglie e i cinque figli ed è stato arrestato a seguito di un litigio con un altro membro della struttura, a termine del quale ha riportato lievi ferite. La polizia non ha fornito ulteriori dettagli su dove e quando sono stati realizzati gli omicidi dei quali è accusato il sospetto.

Il gruppo dello Stato Islamico occupava vaste aree nel Nord dell’Iraq, estendendosi fino alla Siria, nel 2014, ma ha perso la gran parte dei suoi territori verso la fine del 2017. Le modifiche al codice penale greco, approvate lo scorso anno, consentono ai sospettati di essere accusati di atti di terrorismo commessi al di fuori del Paese e di appartenenza a gruppi terroristici con sede all’estero. 

L’inizio della presenza dell’ISIS in Iraq risale al 2014. Dopo aver occupato gran parte del territorio iracheno, il 10 giugno di quell’anno l’organizzazione prese anche il controllo di Mosul, seconda città del Paese e principale nucleo urbano caduto in mano ai jihadisti, liberata poi il 10 luglio 2017. Il 9 dicembre 2017, il governo iracheno ha annunciato la vittoria sull’ISIS, dopo tre anni di battaglie. In particolare, è stato il primo ministro dell’Iraq allora in carica, Haider Al-Abadi, a comunicare che l’esercito aveva ripreso il totale controllo del Paese, dopo la riconquista di Rawa, una città ai confini occidentali di Anbar con la Siria, ultimo baluardo del gruppo in Iraq. Tuttavia, da allora, attacchi “mordi e fuggi”, insurrezioni e guerriglie nel territorio dell’Iraq settentrionale continuano. L’obiettivo è minare il governo di Baghdad. A tal proposito, alcune cellule affiliate allo Stato Islamico sembrano essere tuttora attive nella cosiddetta “Grande cintura Agricola” di Baghdad, di cui fa parte anche Radouaniya.

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Chiara Gentili

di Redazione

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