Cuba nega ingerenze nelle elezioni USA

Pubblicato il 20 novembre 2020 alle 9:55 in Cuba USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez Parrilla ha definito “una calunnia fondata sul nulla e false informazioni” le accuse di presunta interferenza di Cuba nelle elezioni presidenziali statunitensi, avanzate da avvocati legati al presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

“I rappresentanti del presidente Trump mentono senza pudore, diffondendo false informazioni sulla presunta interferenza cubana nelle elezioni statunitensi. Pura calunnia. In contrasto con l’attuale politica del Dipartimento di Stato americano, Cuba non interferisce nel processo elettorale di altri paesi”, ha scritto il ministro degli Esteri cubano sul suo account di social network Twitter.

Il 19 novembre, l’avvocato Sidney Powell del team legale della campagna elettorale del presidente Donald Trump ha chiesto al Dipartimento di Giustizia di avviare un’indagine sulla base delle accuse secondo cui per manipolare i risultati delle elezioni del 2020 sarebbero stati utilizzati meccanismi di voto aggiustati a favore del candidato democratico Joe Biden.

Powell ha ribadito le accuse secondo cui lo sviluppo di sistemi di voto con capacità nascoste di modificare o scartare voti, così come aggirare le carenze di voto, era stato originariamente ordinato dal governo chavista del Venezuela, con la partecipazione di Cina e Cuba.

“Credo che un’indagine penale su larga scala dovrebbe essere condotta immediatamente dal Dipartimento di Giustizia e dall’equivalente di ogni stato, dall’ufficio del procuratore generale o dall’unità investigativa”, ha detto Powell durante una conferenza stampa.

Secondo l’avvocato del team elettorale di Trump, il “denaro comunista” è stato utilizzato per influenzare le elezioni e ha avvertito che il software elettorale è stato creato dal defunto ex presidente venezuelano Hugo Chávez (1999-2013).

“Ogni giorno”, ha aggiunto Powell, “stiamo scoprendo prove della massiccia influenza del denaro comunista, attraverso il Venezuela, Cuba e forse la Cina, nell’interferenza delle nostre elezioni negli Stati Uniti. Dominion Voting Systems e altri software su altri computer erano stati creati in Venezuela, commissionati da Hugo Chávez per assicurarsi di non perdere mai le elezioni”.

I produttori delle macchine per il voto, Dominion Voting Systems, hanno negato qualsiasi problema con il loro software e hardware, mentre la US Cybersecurity and Infrastructure Security Agency ha dichiarato che non ci sono prove che “nessun sistema di voto abbia eliminato, perso o cambiato voti o sia stato compromesso in alcun modo”.

La vittoria di Biden alle presidenziali statunitensi dello scorso 3 novembre è vista a Cuba con sollievo. Le autorità dell’Avana, che devono fronteggiare una dura crisi economica, sperano che il nuovo presidente torni alla politica di apertura di Barack Obama, dopo le sanzioni e l’indurimento dell’embargo del quadriennio Trump. Tale politica ha fruttato al presidente uscente l’aperto sostegno delle organizzazioni anticastriste della Florida, e il voto della grande maggioranza dei cubano-americani. A differenza di altre comunità latinoamericane degli Stati Uniti, la comunità cubana è storicamente vicina ai repubblicani e sostiene i candidati che propongono le misure più dure contro il governo dell’Avana.

Leggi Sicurezza Internazionale il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.