Cile: Piñera destituisce il direttore dei Carabineros

Pubblicato il 20 novembre 2020 alle 10:11 in America Latina Cile

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Dopo un anno di polemiche sulla sua gestione, giovedì 19 novembre è stato deposto il direttore dei Carabineros de Chile Mario Rozas, un giorno dopo che la polizia ha sparato a due minori in un orfanotrofio a Talcahuano, a 429 chilometri da Santiago. L’episodio oscuro, ancora sotto inchiesta, ha portato al licenziamento di Rozas, annunciato dal presidente Sebastián Piñera dopo un incontro al Palacio de la Moneda, sede della presidenza del Cile. “Ho accettato le dimissioni del generale Mario Rozas e ho proceduto alla nomina del generale Ricardo Yáñez come nuovo direttore dei Carabineros”, ha detto Piñera, che ha mostrato il suo “massimo apprezzamento, ammirazione e gratitudine” per il soldato che era capo della sua scorta nel suo primo mandato (2010-14).

L’incidente, che ha coinvolto due minori di 16 e 17 anni a cui hanno sparato dopo un presunto attacco a un agente in una casa del Servizio Nazionale per Minori, è stato l’episodio che ha reso indifendibile Rozas, dopo numerose denunce dall’opposizione e dalle organizzazioni internazionali per le violazioni dei diritti umani. I minori, che sono stati ricoverati e uno di loro ha subito un intervento chirurgico, sono fuori pericolo.

Il mandato del generale in carica era insostenibile ormai da mesi, tra i rapporti di gravi violazioni dei diritti umani da parte di organizzazioni internazionali come Human Rights Watch e Amnesty International e da parte dell’opposizione. Fino a marzo di quest’anno, ci sono state 493 denunce relative a vari crimini commessi da agenti di polizia, di cui 444 Carabineros. Tra questi, i 343 casi di traumi agli occhi causati dall’uso di fucili antisommossa che hanno portato l’istituzione a modificare i propri protocolli e il Governo a creare un’unità appositamente dedicata a fornire assistenza alle persone che hanno perso la vista durante le proteste.

L’atteggiamento di sfida di Rozas e il suo sostegno incondizionato agli agenti – ha negato le accuse e ha persino affermato che nessun funzionario sarebbe stato congedato nel contesto dello sconvolgimento sociale – è diventato un problema per il governo di Santiago. All’inizio dello scorso ottobre, in vista del primo anniversario di quella che a Santiago chiamano “epidemia sociale”, il generale ha affrontato un grave episodio dopo che un sedicenne è rimasto ferito cadendo nel letto del fiume Mapocho, il fiume principale della capitale cilena, dopo essere stato attaccato da un membro delle Forze Speciali, unità con cui i Carabineros stanno affrontando le proteste.

In un primo momento la polizia militare ha negato “categoricamente” che un agente avesse spinto il minore, allo stesso tempo che le immagini dell’incidente circolavano sui social e smentivano la versione ufficiale. Ore dopo, gli agenti avrebbero parlato di “incidente”, ipotesi poi esclusa dalle indagini della Procura, che mettevano ufficialmente sotto inchiesta l’agente per tentato omicidio.

Rozas ha anche ricevuto critiche per aver autorizzato il cambio di nome di un’accademia di addestramento in divisa in onore dell’ex direttore dei Carabineros, Rodolfo Stange. L’atto è stato descritto come una “provocazione” dai gruppi per i diritti umani, i quali hanno ricordato che l’ex generale è stato accusato di inosservanza dei doveri militari e di ostruzione alla giustizia nel cosiddetto ‘caso Degollados’, in cui tre militanti del Partito Comunista furono rapiti e successivamente uccisi da agenti di polizia.

Sebbene le circostanze dell’aggressione all’orfanotrofio di mercoledì 18 novembre rimangano oggetto di indagine, finora è noto che l’incidente è avvenuto mercoledì pomeriggio dopo che è stata richiesta la presenza di agenti di polizia per affrontare il caso di un minore instabile. Secondo l’istituto di polizia, all’arrivo sulla scena, un gruppo di minori ha iniziato ad attaccare gli ufficiali con pietre, cosa che ha portato il sergente John Mograve a sparare tre colpi con la sua arma da nove millimetri.

Questo nuovo episodio disegnava uno scenario in cui, questa volta, non era più possibile mantenere Rozas in carica. I primi segnali si sono visti mercoledì pomeriggio, quando Piñera ha cancellato la sua presenza a un evento con Rozas. Fonti della Moneda hanno indicato che il presidente era “concentrato” sul chiarire la verità “in modo completo e tempestivo”, così ha convocato i suoi ministri dell’Interno e della giustizia, nonché il difensore civico per i bambini, Patricia Muñoz, che ha annunciato una denuncia contro i responsabili dell’incidente.

Gli incontri sono proseguiti fino alla mattina di giovedì, quando Piñera ha ufficializzato la partenza di Rozas e la nomina di Ricardo Yáñez come suo successore. Piñera si è inoltre rammaricato di quanto accaduto a Talcahuano, definendo i minori “feriti”, che ha generato aspre critiche da parte dei parlamentari dell’opposizione. “Non sono bambini feriti, sono bambini violati. Discorsi come questi continuano a favorire l’impunità ”, ha risposto la deputata comunista Carmen Hertz, emblematica avvocatessa delle cause per i diritti umani.

Sia il governo sia l’opposizione hanno sostenuto che la partenza di Rozas dovrebbe essere un’opportunità per modernizzare l’istituzione, la cui credibilità è precipitata negli ultimi anni, a seguito di diversi scandali, tra cui una frode da oltre 31 miliardi euro, la falsificazione delle prove per arrestare membri della comunità della comunità mapuche e gli incidenti durante le proteste per il carovita iniziate nell’ottobre 2019.

Leggi Sicurezza Internazionale il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.