Pakistan-Afghanistan: il premier Khan per la prima volta in visita a Kabul

Pubblicato il 19 novembre 2020 alle 13:02 in Afghanistan Pakistan

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Il primo ministro del Pakistan, Imran Khan, è arrivato a Kabul il 19 novembre, dove incontrerà il presidente afghano, Ashraf Ghani, nell’ambito della sua prima visita al Paese confinante in qualità di premier. Al centro dell’incontro, oltre alla pace intra-afghana e ai legami bilaterali potrebbe esserci anche la questione dei sospetti terroristi addestrati dall’India in Afghanistan.

Secondo quanto riferito in una dichiarazione ufficiale dal governo pakistano, Khan affronterà le questioni delle relazioni bilaterali tra Pakistan e Afghanistan, l’avanzamento incerto del processo di pace intra-afghano e lo sviluppo e la connettività dell’economia regionale. Durante la visita, il primo ministro del Pakistan sarà accompagnato dal suo ministro degli Esteri, Shah Mehmood Qureshi, e dal suo consigliere per il commercio e gli investimenti, Razzaq Dawood.

All’aeroporto internazionale Hamid Karzai di Kabul, la delegazione pakistana è stata accolta dal ministro degli Esteri, Mohammed Haneef Atmar, e dall’inviato speciale di Ghani per il Pakistan, Omar Daudzay. Secondo quanto riferito da un portavoce del Ministero Affari Esteri Afghano, Khan esporrà il ruolo di Islamabad nel processo di pace afghano.

L’incontro del 19 novembre è giunto in un momento di intensificazione delle relazioni tra i due Paesi caratterizzato da ripetute visite di funzionari del governo afghano in Pakistan, negli ultimi mesi. Tra esse vi è stata quella del negoziatore capo della pace afghana, Abdullah Abdullah, lo scorso 29 settembre, e più tardi quelle del presidente della camera bassa del Parlamento afghano, Rahman Rahmani, il 23 ottobre, e del ministro del Commercio, Nisar Ahmad Ghoraini.

Al momento,  sono in corso negoziati di pace tra i talebani e il governo afghano, iniziati a Doha, in Qatar, lo scorso 12 settembre, i cui progressi sono stati finora lenti. Le parti coinvolte devono ancora stabilire il percorso da seguire per far andare avanti i negoziati e, intanto, i combattimenti tra governo e talebani in più province e gli episodi di violenza interni al Paese stanno continuando. L’apertura di un dialogo intra-afghano era stata resa possibile da un accordo di pace siglato tra gli Stati Uniti e i talebani, firmato lo scorso 29 febbraio, anch’esso a Doha. In base a tale intesa, Washington si è impegnata a ridurre le proprie truppe in Afghanistan, tant’è vero che lo scorso 17 novembre gli USA hanno annunciato la riduzione del numero dei soldati da 4.500 a 2.500 prima della fine del mandato del presidente uscente degli USA, Donald Trump, attesa per metà gennaio 2021.

Oltre ai negoziati intra-afghani, Khan potrebbe affrontare con le controparti afghane la questione delle tensioni tra l’India e il Pakistan, in quanto, lo scorso 14 novembre, lo stesso Qureshi aveva affermato che presenterà alle Nazioni Unite e ad altre organizzazioni internazionali le prove che confermano il legame e il sostegno dell’India alle organizzazioni terroristiche pakistane, specificando che l’India starebbe “sponsorizzando il terrorismo” in Pakistan operando dall’Afghanistan per organizzare attacchi entro i confini pakistani e prendendo di mira il partenariato economico del Paese con la Cina. Proprio a tale riguardo, il 15 novembre, il Ministero degli Affari Esteri Afghano aveva respinto tali accuse.

Secondo il ministero Affari Esteri e l’Esercito del Pakistan, l’agenzia di intelligence indiana Research & Analysis Wing (RAW) starebbe gestendo una rete di agenti e centri di addestramento attraverso la propria missione diplomatica in Afghanistan che starebbe finanziando, formando ed equipaggiando i militanti che operano in Pakistan. Secondo Islamabad, poi, l’India starebbe consentendo che anche il proprio territorio venga utilizzato contro il Pakistan a scopi terroristici ed emissari di Nuova Delhi si sarebbero incontrati e avrebbero finanziato membri dei talebani pakistani, così come il gruppo di insorgenti noto come Baloch e operativo nella provincia meridionale del Balochistan. Quest’ultimo, in particolare, avrebbe rivendicato attacchi indirizzati a siti d’interesse cinese in Pakistan per colpire gli investimenti cinesi del Corridoio economico Cina-Pakistan (CPEC), realizzato da Pechino e Islamabad nell’ambito del grande progetto infrastrutturale e di finanziamenti delle Nuove Vie della Seta e nel quale il governo cinese intende investire circa 62 miliardi di dollari.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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