Immigrazione, von der Leyen: “L’Italia ha bisogno di solidarietà”

Pubblicato il 19 novembre 2020 alle 21:02 in Europa Immigrazione

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La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha chiesto agli Stati membri di accettare una revisione del sistema comunitario sulla gestione dei migranti e dei richiedenti asilo per garantire che i Paesi più esposti al problema, come l’Italia, ricevano maggiore supporto.“È importante che l’UE crei un sistema di gestione dell’immigrazione a lungo termine, completamente basato sui valori europei”, ha dichiarato la von der Leyen, giovedì 19 novembre, durante una conferenza di alto livello sull’asilo e l’immigrazione. “Per questo la Commissione ha approvato un nuovo patto a fine settembre”, ha aggiunto la presidente, facendo riferimento al piano sull’immigrazione presentato il 16 settembre dalla von Der Leyen durante il discorso annuale sullo stato dell’Unione.

Il nuovo patto sulle migrazioni prevede che il “Regolamento di Dublino” venga abolito e sostituito da un nuovo sistema di governance. Tale regolamento, istituito nel 1990, è stato riformato due volte, di cui l’ultima nel 2013. Secondo le regole, tese a impedire ai migranti di presentare più richieste di asilo in Europa, è lo Stato di “primo ingresso” a dover riceve e valutare ciascuna richiesta di protezione internazionale. In questo modo, i richiedenti asilo sono costretti a rimanere per mesi o anni nei Paesi di frontiera in attesa che la loro domanda venga esaminata, senza possibilità di spostarsi in altri Stati né di avviare un vero e proprio percorso di integrazione, nella maggior parte dei casi.

Il 23 settembre, la Commissione Europea ha proposto un nuovo piano per l’immigrazione, basato su un “Meccanismo di Solidarietà Obbligatoria”. In una proposta di 450 pagine, la Commissione Europea, ha presentato cinque regolamenti nuovi e modificati. L’elemento più controverso del piano è l’imposizione ad ogni Stato di un obbligo legale di ospitare un numero assegnato di rifugiati e di avviare politiche di supporto, sulla base di una “solidarietà obbligatoria”. La Commissione ha affermato in precedenza che la solidarietà non significa solo accogliere i migranti, ma anche, ad esempio, inviare forniture mediche o attrezzature dove è necessario. In cambio, ogni Paese riceverebbe 10.000 € per ogni adulto accolto, finanziato dal bilancio del blocco. Lo screening all’ingresso viene consentito per ragioni sanitarie o relative alla sicurezza nazionale. In caso un individuo rappresenti una minaccia per quest’ultima ragione, la Germania ha proposto una valutazione preliminare in cui si possano escludere coloro che non hanno basi per presentare una domanda d’asilo.

“La migrazione è una questione complessa. Ci sono molte vere preoccupazioni da conciliare”, ha affermato la von del Leyen durante il suo discorso di giovedì 19 novembre. “Dobbiamo parlare soprattutto delle preoccupazioni dei Paesi alla frontiera esterna dell’Unione, come Italia, Grecia e Spagna. Questi Stati sono preoccupati che i loro sforzi per gestire il fenomeno migratorio vadano oltre le loro capacità, quindi hanno bisogno della solidarietà di tutti gli altri Paesi”, ha concluso la presidente. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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