Francia: proteste contro la legge sulla “sicurezza globale”

Pubblicato il 19 novembre 2020 alle 20:22 in Europa Francia

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Dopo che i legislatori francesi hanno iniziato a discutere di un disegno di legge che potrebbe vietare la diffusione di immagini raffiguranti i volti degli agenti di polizia, ampie proteste sono state organizzate a Parigi e in altre città del Paese contro la potenziale perdita di un controllo esterno sugli abusi di potere. Le forze di sicurezza francesi sono state spesso accusate di utilizzare tattiche brutali quando si tratta di manifestanti, in particolare provenienti da minoranze nere o arabe.

Ora, il governo centrista di Macron ha proposto una nuova legge di “sicurezza globale” che potrebbe dare maggiore autonomia alla polizia locale e, potenzialmente, armarla di più, espandendo l’uso di droni di sorveglianza nelle aree ad alta criminalità. Secondo la legge, che si dovrebbe applicare sia ai civili che ai giornalisti, costituirà un crimine mostrare le immagini del volto di un agente delle forze di polizia, a meno che non sia stato offuscato. La pubblicazione sui social media o altrove con l’intenzione di minare “l’integrità fisica o psicologica” di un agente potrebbe essere punita con un anno di reclusione o con multe fino a 45.000 euro.

Giornalisti e gruppi per la difesa dei diritti umani si sono opposti alla misura e sono scesi in piazza mentre i legislatori hanno iniziato a discutere della legge. Vaste proteste si sono svolte a Parigi, Bordeaux, Lione, Grenoble, Marsiglia e in altre città francesi. Nella capitale, la polizia ha sparato cannoni ad acqua e gas lacrimogeni vicino all’Assemblea nazionale quando un certo numero di giovani manifestanti ha iniziato a danneggiare la proprietà alla fine di una manifestazione pacifica.

Giornalisti e attivisti per i diritti civili affermano che regole più severe come queste potrebbero funzionare come una “legge bavaglio”, in grado di ostacolare i tentativi di mettere sotto processo la polizia. Una serie di incidenti, ripresi con i cellulari e diffusi sui social media, ha stimolato la richiesta di un maggiore controllo sulle forze di sicurezza, un’esigenza ispirata soprattutto al movimento “Black Lives Matter” scoppiato negli Stati Uniti dopo la morte di George Floyd. Da allora, tuttavia, la polizia afferma di essere sempre più minacciata dal punto di vista personale mentre continua la lotta per mantenere la promessa del presidente Emmanuel Macron di ridurre la criminalità e l’insicurezza, soprattutto nei sobborghi più poveri che circondano Parigi e altre città.

Un attacco a una stazione di polizia fuori dalla capitale, il mese scorso, da parte di decine di persone armate di fuochi d’artificio e barre d’acciaio ha spinto il governo ad approvare misure concrete per proteggere gli agenti e migliorare le condizioni di lavoro. Il ministro dell’Interno, Gérald Darmanin, ha affermato che la misura “proteggerà coloro che ci proteggono”, soprattutto nei quartieri più poveri dove le tensioni sono spesso alte tra le forze dell’ordine e le comunità di immigrati.

Il coautore del disegno di legge, Jean-Michel Fauvergue, ex capo dell’unità elitaria di polizia RAID, ha respinto le affermazioni secondo cui la polizia starebbe ottenendo nuove protezioni dal governo. “In nessun modo questo impedisce ai giornalisti di lavorare”, ha detto Fauvergue in una conferenza stampa, martedì 17 novembre, specificando che la legge punirà solo la pubblicazione del volto di un ufficiale “con messaggi che invocano odio o violenza”.

Ma il Consiglio per i diritti umani dell’Onu ha avvertito che la proposta “potrebbe scoraggiare e persino punire coloro che sono in grado di fornire elementi di potenziali violazioni dei diritti umani da parte delle forze dell’ordine, dando una sorta di immunità alla polizia”. I critici sottolineano in particolare le centinaia di denunce di violenza presentate contro gli ufficiali durante i raduni antigovernativi dei “gilet gialli”, scoppiati nel 2018, che hanno visto feroci scontri tra manifestanti e polizia che hanno fatto notizia in tutto il mondo.

A luglio, tre agenti sono stati accusati di omicidio colposo per la morte di un uomo, Cédric Chouviat, ripreso mentre gli ufficiali lo bloccavano causandogli un soffocamento dopo il suo arresto per un reato stradale a Parigi. Chouviat ha gridato “Sto soffocando” sette volte prima che il suo corpo si indebolisse. “Black Lives Matter” ha anche alimentato proteste di massa questa estate contro presunte violenze della polizia in Francia, in particolare per la morte in custodia, nel 2016, di un uomo nero di 24 anni, Adama Traoré. Anche il centro di controllo francese sui diritti umani ha messo in guardia le autorità contro i “notevoli rischi” provocati dalla nuova legge. “La pubblicazione di immagini riguardanti gli interventi di polizia è legittima e necessaria per il funzionamento di una democrazia”, ha affermato l’auditor.

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Chiara Gentili

di Redazione

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