Coronavirus in Turchia: i decessi potrebbero ammontare a 40.000

Pubblicato il 19 novembre 2020 alle 12:42 in Medio Oriente Turchia

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Secondo i dati rilasciati dal Ministero della Salute turco, i decessi da Covid-19 in Turchia ammontano, in totale, a 11.820, mentre i contagi hanno raggiunto quota 425.628. Un deputato dell’opposizione, Alpay Antmen, ha, però, smentito tali informazioni.

In particolare, nel corso di una conferenza stampa tenuta in Parlamento, il 18 novembre, Antmen, membro del Partito Popolare Repubblicano, ha affermato che i dati del Ministero non corrispondono a verità e che lo Stato turco starebbe cercando di nascondere quanto realmente accade per mascherare la propria incapacità di far fronte alla pandemia di coronavirus. A detta del deputato, i decessi da Covid-19 hanno superato, in totale, i 40.000, visto altresì il crescente numero di vittime giornaliere. Nello specifico, ha affermato Antmen, ogni giorno in Turchia vengono registrati circa 50.000 casi, oltre a più di 500 morti. Le autorità turche, a detta del deputato, dopo aver fallito nel tenere la situazione sotto controllo, starebbero cercando di nascondere la realtà dei fatti, mentre la popolazione, ignorando i dati reali, affronta la situazione con superficialità, provocando, di conseguenza, un peggioramento del quadro epidemiologico.

In tale quadro, il 17 novembre, i medici di Smirne hanno affermato che il numero dei contagi da coronavirus ha assistito a un aumento del 30%, con una media compresa tra 3.000 e 5.000 casi al giorno. A tal proposito, il capo della “Camera dei medici” di Smirne ha affermato che la situazione nella città è fuori controllo e che la situazione negli ospedali è divenuta sempre più grave. In particolare, i pazienti affetti da altre patologie o con problemi di salute diversi dal coronavirus hanno difficoltà ad accedere ai servizi di sanità pubblica, le unità in terapia intensiva non sono più sufficienti e spesso i medici non sono in grado di fornire diagnosi e cure a coloro che hanno bisogno di assistenza immediata o di distribuire medicinali a pazienti affetti da patologie particolari.

Tra le ultime misure messe in atto dal Paese, l’11 novembre è stato imposto il divieto di fumare in luoghi pubblici affollati, anche se all’aperto. Inoltre, era stato imposto un lockdown parziale destinato, in un primo momento, solo agli over 65, i quali non possono uscire dalle proprie abitazioni dalle 10:00 del mattino alle 16:00.

Il 17 novembre, poi, il governo di Ankara ha annunciato ulteriori restrizioni per far fronte all’innalzamento della curva dei contagi. In particolare, è stato imposto a tutta la popolazione un coprifuoco parziale, dalle 20:00 alle 10:00 del mattino, nei fine settimana. Le scuole rimarranno chiuse per tutta la durata del primo semestre, e gli studenti seguiranno le lezioni online. Ristoranti e bar non possono ospitare clienti al proprio interno, ma possono fornire servizi di asporto durante le ore diurne e di consegna a domicilio dopo le 20:00. Gli orari di apertura di attività commerciali come negozi di alimentari, centri commerciali e parrucchieri sono limitati dalle 10:00 alle 20:00.

Durante l’annuncio del 17 novembre, il capo di Stato, Recep Tayyip Erdoğan, ha affermato che il coprifuoco precedentemente introdotto per gli over 65 anni è stato esteso, includendo anche i più giovani e, nello specifico, i giovani di età pari o inferiore a 20 anni. Tuttavia, il Ministero dell’Interno ha successivamente rivisto le disposizioni relative al coprifuoco, consentendo agli anziani di uscire tra le 10:00 e le 13:00, mentre le persone di età pari o inferiore a 20 anni possono uscire dalle 13:00 alle 16:00.

Il primo decesso da Covid-19 in Turchia è stato registrato il 17 marzo. Si trattava di una persona di 89 anni, morta dopo aver contratto il virus da qualcuno che aveva avuto “contatti con la Cina”. Allo scoppio della pandemia, Ankara aveva chiuso le frontiere ai viaggiatori provenienti da Germania, Spagna, Francia, Austria, Norvegia, Danimarca, Svezia, Belgio e Paesi Bassi. Tuttavia, la pandemia ha avuto gravi conseguenze soprattutto per il sistema economico, già testimone di una crescente svalutazione della moneta locale, la lira, ritenuta una delle valute dalle peggiori performance nel 2020 a livello internazionale.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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