Armenia: sì a centro umanitario russo in Karabakh

Pubblicato il 19 novembre 2020 alle 9:43 in Armenia Azerbaigian Russia

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L’Armenia sostiene la creazione di un centro di risposta umanitario interagenzia russo in Karabakh. Inoltre, se necessario, può essere firmato un documento trilaterale tra i dipartimenti della difesa di Armenia, Russia e Azerbaigian. È quanto è emerso durante una conversazione telefonica tra i ministri della Difesa armeno e russo David Tonoyan e Sergej Shoigu, riferisce il ministero della Difesa di Erevan.

Le parti hanno discusso della situazione operativa nel Nagorno-Karabakh, nonché delle questioni attuali relative alla presenza delle forze di pace russe nella regione.

Il titolare della Difesa armena ha ringraziato il suo omologo russo per il rapido ed efficace dispiegamento del contingente di mantenimento della pace, nonché per aver organizzato il processo di restituzione dei corpi di militari morti e il ritorno a casa dei prigionieri di guerra e degli ostaggi.

Particolare attenzione è stata prestata alla situazione umanitaria nel Nagorno-Karabakh.

Il ministro della Difesa armeno ha sostenuto la creazione di un centro interdipartimentale russo per la risposta umanitaria nel Nagorno-Karabakh. Si occuperà del rientro dei profughi, del ripristino delle infrastrutture civili, della ricerca dei corpi dei morti, del rientro di catturati e dispersi, nonché del coordinamento delle attività di varie organizzazioni in ambito umanitario.

“È stato raggiunto un accordo, se necessario, per firmare un documento trilaterale tra i dipartimenti della difesa di Armenia, Russia e Azerbaigian in ambito umanitario”, si legge nel messaggio. 

Il 9 novembre Russia, Azerbaigian e Armenia hanno siglato un accordo per cui entro il 1° dicembre l’Armenia si impegna a restituire all’Azerbaigian i sette distretti limitrofi al Nagorno-Karabakh conquistati nella guerra del 1991-94. I due eserciti rimarranno nelle posizioni attualmente occupate e lungo la linea del cessate il fuoco sarà attiva una forza di pace della Federazione russa, che controllerà il Karabakh per i prossimi 5 anni, rinnovabili. L’Armenia si impegna a garantire i trasporti tra il Nakichevan e le regioni orientali dell’Azerbaigian, mentre l’Azerbaigian si impegna a garantire le comunicazioni lungo il corridoio di Lachin che collega il Karabakh all’Armenia. Entrambi i corridoi saranno pattugliati da guardie dell’FSB della Federazione russa.

Per controllare il cessate il fuoco e le ostilità, un contingente di mantenimento della pace della Federazione Russa è schierato nella zona del conflitto del Nagorno-Karabakh per un totale di 1.960 militari, 90 corazzati da trasporto, 380 unità di automobili e attrezzature speciali.

L’annuncio della fine della guerra ha scatenato le proteste a Erevan, i cui partecipanti hanno chiesto le dimissioni del primo ministro Nikol Pashinyan. Lo stesso Pashinyan ha spiegato la firma dell’accordo di pace con la richiesta dei militari. A sua volta, il presidente Sargsyan ha affermato di aver appreso dell’accordo dalla stampa, poiché nessuno si era consultato con lui sull’argomento, chiedendo anch’egli le dimissioni del governo del primo ministro Nikol Pashinyan e lo svolgimento di elezioni parlamentari anticipate.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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