Yemen: primi segnali di pace

Pubblicato il 18 novembre 2020 alle 14:18 in Arabia Saudita Yemen

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L’Arabia Saudita si è detta disposta ad accettare l’accordo di cessate il fuoco proposto dalle Nazioni Unite, a condizione che gli Houthi creino una “zona cuscinetto” al confine con il Regno. Nel frattempo, è probabile che la nuova squadra governativa venga annunciata nelle prossime 48 ore.

Secondo quanto riportato da al-Arab, sulla base di tre fonti consultate da Reuters, il governo saudita, nel corso di incontri di alto livello, ha mostrato segnali di apertura verso gli sforzi profusi a livello internazionale, volti a giungere ad una risoluzione del conflitto yemenita. Nello specifico, Riad ha riferito che firmerà la cosiddetta “dichiarazione congiunta” elaborata dalle Nazioni Unite, in cambio di garanzie da parte dei ribelli Houthi, tra cui la creazione di una zona cuscinetto al confine con l’Arabia Saudita, ovvero di un corridoio da cui le milizie sciite dovrebbero allontanarsi, così da evitare incursioni e attacchi. In cambio, il Regno saudita allenterebbe un blocco terrestre e marittimo, così come proposto dalle Nazioni Unite. Se tale accordo dovesse essere effettivamente accettato, hanno evidenziato alcuni analisti, rappresenterebbe un punto di svolta nel processo di pace.

Negli ultimi giorni, stando a quanto rivelato dal medesimo quotidiano, funzionari sauditi hanno tenuto incontri con rappresentanti Houthi, sotto l’egida di Stati Uniti e Nazioni Unite, con il fine di convincere i gruppi ribelli a distaccarsi dall’agenda iraniana e ad impegnarsi in un dialogo di pace, volto alla formazione di un governo di transizione, in cui anche gli Houthi avrebbero un posto. Tuttavia, secondo fonti del quotidiano, divergenze interne alle milizie sciite hanno ostacolato il raggiungimento di un accordo. Nello specifico, vi sarebbe una fazione interna che rifiuta qualsiasi forma di riavvicinamento degli Houthi ai Paesi mediorientali che non sia in linea con gli interessi iraniani.

Nel frattempo, al-Arab, sulla base delle dichiarazioni di fonti politiche yemenite, ha altresì rivelato che il presidente Rabbo Mansour Hadi si è detto disposto ad annunciare la formazione del nuovo governo prima di superare le divergenze in ambito militare con i gruppi separatisti del Sud, rappresentati dal Consiglio di Transizione Meridionale (STC). Pertanto, come affermato anche da fonti interne al STC, ci si aspetta che nelle prossime ore possano esservi sviluppi significativi a livello politico. La notizia giunge dopo che la regione di Abyan aveva assistito, a partire dal 9 novembre, a violenti scontri tra le truppe dell’esercito filogovernativo e i gruppi secessionisti, definiti i più violenti degli ultimi mesi. Grazie all’intervento di Riad, che ha invitato le due parti a porre una tregua, le tensioni sembrano essersi placate.

Tali ultimi sviluppi sono essenziali per preservare l’accordo di Riad, siglato il 5 novembre 2019 dal governo legittimo yemenita e l’STC, sotto l’egida dell’Arabia Saudita, con cui era stato posto un freno alle tensioni tra le forze governative e i gruppi separatisti, verificatesi nel mese di agosto dello stesso anno. Uno dei punti dell’intesa prevede la formazione di nuovo esecutivo composto da non più di 24 ministeri, equamente suddivisi tra Nord e Sud dello Yemen. Ai rappresentanti del Consiglio di Transizione Meridionale saranno assegnati almeno sei ministeri, sui dodici totali previsti per il Sud.

Il raggiungimento di un’intesa tra il governo centrale ed i gruppi separatisti meridionali sembra essere essenziale per un Paese testimone di un violento conflitto civile dal 19 marzo 2015. In questo caso, le forze governative, coadiuvate dalla coalizione internazionale a guida saudita, sono impegnate a contrastare i ribelli sciiti Houthi, i quali, a loro volta, sono sostenuti dall’Iran.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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