USA-Turchia: Pompeo a Istanbul, ma non incontra le autorità turche

Pubblicato il 18 novembre 2020 alle 17:40 in Turchia USA e Canada

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Durante una breve tappa di un tour in sette nazioni, il Segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, ha incontrato a Istanbul il leader spirituale dei cristiani ortodossi, ma non ha tenuto colloqui con le istituzioni turche. 

Il 17 novembre, Pompeo ha fatto visita al patriarca ecumenico Bartolomeo I, il leader di circa 300 milioni di cristiani ortodossi. Il segretario di Stato degli USA ha dichiarato in un tweet che il patriarca rappresenta “un partner chiave” negli sforzi “per difendere la libertà religiosa in tutto il mondo”. Prima della visita, il ministero degli Esteri turco ha rilasciato una dichiarazione in cui condannava la visita di Pompeo come “irrilevante”, affermando che le libertà religiose dei cittadini turchi erano protette dalla legge e spingendo invece il funzionario statunitense a “guardarsi allo specchio” sugli episodi di razzismo, Islamofobia e crimini d’odio nel suo stesso Paese.

La visita di Pompeo arriva in mezzo alle forti tensioni tra Washington e Ankara per le incombenti sanzioni statunitensi contro il Paese. Parlando il 16 novembre a Parigi, il segretario di Stato degli USA ha affermato che l’amministrazione statunitense ha bisogno di lavorare con i partner europei per affrontare gli interventi turchi in Libia e nel Mediterraneo Orientale. “Il presidente francese Emmanuel Macron e io siamo d’accordo che le recenti azioni della Turchia sono state molto aggressive”, ha dichiarato Pompeo, aggiungendo che Europa e Stati Uniti devono convincere il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, che “tali azioni non sono nell’interesse del suo popolo”.

L’incontro di Pompeo con Bartolomeo I non è stato di per sé problematico, finchè questo doveva essere accompagnato da una serie di incontri con funzionari statali, durante la visita in Turchia. A tale proposito, i funzionari del Dipartimento di Stato degli USA hanno affermato che problemi di pianificazione hanno impedito a Pompeo di incontrare le autorità turche durante la sua visita del 17 novembre. Il rappresentante degli Stati Uniti avrebbe dovuto tenere un colloquio con la sua controparte turca Mevlut Cavusoglu ad Ankara ed aveva dichiarato di essere “aperto ad incontrare eventuali funzionari turchi” a Istanbul.

Le azioni di Pompeo hanno violato le norme diplomatiche e probabilmente sono state lette come disinteresse per l’incontro con i funzionari di Ankara. Merve Tahiroglu, coordinatore del programma per la Turchia presso il Project on Middle East Democracy con sede a Washington, ha messo in dubbio la finalità della visita di Pompeo. “Se l’obiettivo dell’amministrazione Trump con questo viaggio era inviare alla Turchia un messaggio sull’aggressiva politica estera di Ankara o sulla sua mancanza di rispetto per la libertà religiosa, allora penso che sia un po’ troppo tardi, dati i precendenti tra Trump e Erdogan e dato il suo tempo limitato alla Casa Bianca”, ha dichiarato Tahiroglu. 

La principale disputa a cui Pompeo fa riferimento interessa Turchia e Grecia, entrambi membri della NATO. I due Paesi sono in disaccordo sui diritti di sfruttamento delle risorse di idrocarburi nella regione del Mediterraneo orientale, per via di opinioni contrastanti sull’estensione delle loro piattaforme continentali. Le acque, punteggiate principalmente da isole greche, sono ricche di gas e la delimitazione delle rispettive zone economiche esclusive è fonte di controversia tra Turchia, Grecia e Cipro. Ankara sostiene di avere la costa più lunga del Mediterraneo orientale, ma la sua zona marittima è racchiusa in una stretta striscia di acque a causa dell’estensione della piattaforma continentale greca, caratterizzata dalla presenza di molte isole vicine alla frontiera turca. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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