Putin: Ankara sostiene Baku in Karabakh a causa delle conseguenze geopolitiche del crollo dell’URSS

Pubblicato il 18 novembre 2020 alle 10:23 in Azerbaigian Russia Turchia

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Il presidente russo Vladimir Putin ha definito come conseguenza geopolitica del crollo dell’URSS il fatto che la Turchia si sia schierata con l’Azerbaigian nel conflitto del Nagorno-Karabakh. 

“Per quanto riguarda la Turchia, il ruolo della Turchia, questo è ben noto, se ne è parlato più volte in Azerbaigian, e la parte turca non lo ha mai nascosto. Hanno sostenuto unilateralmente l’Azerbaigian”, ha detto Putin, durante un’intervista ai media russi martedì 17 novembre. “Ebbene, cosa posso dire? Queste sono le conseguenze geopolitiche del crollo dell’Unione Sovietica”, ha affermato.

Il leader del Cremlino ha sottolineato che delle conseguenze dello scioglimento dell’Unione Sovietica “se ne parla sempre in generale”. “Ma ecco un caso non generale. Ecco un evento molto specifico a cui stiamo assistendo in questo momento, di cui siamo tutti testimoni diretti”, ha aggiunto.

Putin ha sottolineato che la sua è una semplice analisi geopolitica e che non contesta l’alleanza tra Baku e Ankara.  “L’Azerbaigian è uno stato sovrano indipendente e ha il diritto di scegliere i suoi alleati come meglio crede”, ha chiarito.

Secondo il presidente russo, inoltre, è difficile accusare la Turchia di violare il diritto internazionale nel conflitto del Nagorno-Karabakh, “anche se i gusti possono variare”.

“Si può dare una valutazione alle azioni della Turchia, ma è difficile accusare la Turchia di violare il diritto internazionale”, ha detto il presidente. “Ci possono essere valutazioni di gusto, ma comunque la situazione è quella che ho detto”.

Putin ha ricordato che “nessuno, nemmeno l’Armenia, ha mai riconosciuto l’indipendenza del Karabakh”. “Cosa significa questo dal punto di vista del diritto internazionale? Che l’Azerbaigian ha ripreso il controllo di un territorio che considerava suo, e che l’intera comunità mondiale considerava territorio azero. A questo proposito, Baku aveva il diritto di scegliere qualsiasi alleato che gli fornisse assistenza in questo”, ha spiegato il capo dello stato russo.

Il Presidente ha sottolineato che la Turchia era originariamente un membro del Gruppo di Minsk dell’OSCE sulla soluzione del Karabakh, vale a dire, era all’interno del meccanismo di risoluzione internazionale. “La Turchia non era tra i copresidenti, ma, tuttavia, faceva parte di questo gruppo. Ci sono 11 stati in totale”, ha chiarito. 

Alla fine degli anni ’80, le autorità sovietiche non hanno reagito adeguatamente agli scontri armeno-azero, che in seguito hanno portato al conflitto in Nagorno-Karabakh, ha osservato il leader del Cremlino, senza mai nominare direttamente Michail Gorbachev. 

Parlando della situazione nella regione, ha richiamato l’attenzione sulla storia della questione. Come ha notato il presidente della Federazione russa, il conflitto è iniziato nel 1988, quando a Sumgait (SSR dell’Azerbaigian) si sono verificati scontri etnici, a seguito dei quali la popolazione armena ha subito un vero e proprio pogrom, dopodiché questi scontri si sono estesi al Nagorno-Karabakh.

“Dal momento che l’allora leadership dell’Unione Sovietica non ha reagito adeguatamente agli eventi che si stavano verificando- queste sono cose sottili, non voglio schierarmi, chi è il responsabile diretto, chi è da incolpare, ora è impossibile dirlo – ma era necessario mettere le cose in ordine, proteggere le persone, la popolazione civile e non lo hanno fatto. Dacché ciò non è stato fatto, gli stessi armeni hanno preso le armi ed è iniziato questo conflitto di lunga durata”, ha detto Putin.

Di conseguenza, ha ricordato il Presidente della Federazione russa, la regione ha dichiarato la propria indipendenza dall’Azerbaigian e, dopo il conflitto militare, altre sette regioni adiacenti al Nagorno-Karabakh sono passate sotto il controllo delle forze armene. “Questo è ciò che abbiamo ereditato dal passato e questo è quanto doveva essere risolto”, ha detto ancora il capo dello stato russo.

Dopo sei settimane di guerra, il 9 novembre Russia, Azerbaigian e Armenia hanno siglato un accordo per cui entro il 1° dicembre l’Armenia si impegna a restituire all’Azerbaigian i sette distretti limitrofi al Nagorno-Karabakh conquistati nella guerra del 1991-94. I due eserciti rimarranno nelle posizioni attualmente occupate e lungo la linea del cessate il fuoco sarà attiva una forza di pace della Federazione russa, che controllerà il Karabakh per i prossimi 5 anni, rinnovabili. L’Armenia si impegna a garantire i trasporti tra il Nakichevan e le regioni orientali dell’Azerbaigian, mentre l’Azerbaigian si impegna a garantire le comunicazioni lungo il corridoio di Lachin che collega il Karabakh all’Armenia. Entrambi i corridoi saranno pattugliati da guardie dell’FSB della Federazione russa.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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