Coronavirus: la Svizzera esaurisce i posti in terapia intensiva

Pubblicato il 18 novembre 2020 alle 21:03 in Europa Svizzera

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La Società svizzera di medicina intensiva (SSMI) ha lanciato un allarme, mercoledì 18 novembre, annunciando che gli 876 posti letto di terapia intensiva del Paese sono “praticamente tutti occupati” a causa dell’emergenza coronavirus. “Le unità di terapia intensiva della Svizzera sono al limite della loro capacità”, ha avvertito la Società in una dichiarazione.

Nel frattempo, il governo ha provveduto ad aggiungere altri letti e l’esercito svizzero è stato chiamato a sostenere gli sforzi in diversi cantoni. Andreas Stettbacher, chirurgo generale delle forze armate del Paese, ha detto ai media che il numero totale di letti in terapia intensiva è ora superiore a 1.100, ma almeno l’80% della sua capacità è stata esautorata. Allo stesso tempo, il numero di pazienti con Covid-19 in terapia intensiva in tutta la Svizzera è salito da 148, alla fine di ottobre, a 543, martedì 17 novembre. La Svizzera è uscita relativamente indenne dalla prima ondata, scoppiata in primavera, ma è stata pesantemente colpita dalla seconda, con gli ospedali che sono attualmente sull’orlo del baratro.

Il Paese, che conta circa 8,5 milioni di abitanti, ha superato i 10.000 casi al giorno diverse volte dall’inizio di novembre e misure più severe, tra cui la chiusura di ristoranti e negozi in alcune aree, sono state recentemente introdotte per cercare di invertire la tendenza del virus. Mercoledì 18 novembre, la Svizzera ha registrato oltre 6.000 nuovi casi e 84 nuovi decessi, portando il totale dall’inizio della pandemia a quasi 280.000 casi confermati e 3.377 decessi.

Le autorità svizzere hanno espresso preoccupazione per un aumento delle morti eccessive tra la popolazione più anziana. Durante la prima settimana di novembre, 1.702 persone di età superiore ai 65 anni sono morte per cause tra cui Covid, il 50% in più del normale per quella determinata fascia di età. La Società svizzera di medicina intensiva ha affermato che è essenziale posticipare tutte le procedure mediche non urgenti per evitare il sovraccarico degli ospedali. L’associazione ha poi esortato tutti i cittadini, ma soprattutto quelli ad alto rischio di sviluppare forme serie di Covid-19, a firmare le dovute indicazioni su come e se desiderano ricevere un supporto vitale prolungato in caso di malattia grave. “In questo modo, i loro cari, ma anche le équipe mediche nelle unità di terapia intensiva, saranno supportati nel processo decisionale, assicurando il miglior trattamento possibile secondo i desideri del paziente”, ha detto la direzione della SSMI.

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Chiara Gentili

di Redazione

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