Bolivia: Arce rinnova i vertici delle forze armate

Pubblicato il 18 novembre 2020 alle 10:11 in America Latina Bolivia

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Il presidente Luis della Bolivia Arce ha nominato il generale dell’aviazione Jaime Zabala comandante in capo delle forze armate del Paese. Arce ha inoltre nominato gli altri comandanti militari che sostituiranno quelli che erano stati nominati dal suo predecessore, Jeanine Áñez, che il presidente considera corresponsabili di un colpo di stato contro Evo Morales nel novembre 2019 e – alcuni di loro – autori di atti repressivi che hanno causato più di 30 morti e centinaia di feriti durante le proteste che ne seguirono.

Arce ha chiesto al nuovo comando militare di restituire alle Forze Armate “il loro posto nella società”, poiché in passato queste sono state usate “a torto” della popolazione, quindi la sfida attuale è quella di far sì che le persone “si fidino di nuovo” dell’esercito e che sappiano che “i militari rispetteranno i processi democratici”. Le forze armate boliviane, allora comandate dal generale Williams Kalimán, hanno svolto un ruolo importante nel rovesciamento del presidente Evo Morales il 10 novembre 2019. Prima della sua partenza, i militari gli avevano pubblicamente “suggerito” che si dimettesse. Inoltre, come rivelò in seguito Morales, agirono alle sue spalle contro i gruppi sociali che lo sostenevano e a favore dei manifestanti che protestavano contro di lui da 21 giorni, chiedendo la cancellazione delle elezioni che aveva vinto il 20 ottobre precedente tra frodi e brogli. Inoltre, giorni prima, quando il presidente aveva chiesto loro cosa potevano fare per affrontare le mobilitazioni, i comandanti hanno risposto che niente, perché “non avevano proiettili”.

Poco dopo il cambio di governo e l’arrivo al potere di Áñez, si sono verificati i “massacri di Sacaba, Senkata ed El Pedregal”, così vengono chiamati gli atti di repressione delle proteste contro il governo ad interim, fatti per cui il partito di Arce, il Movimento per il socialismo (MAS), intende perseguire penalmente Áñez, il suo gabinetto e alcuni capi militari e di polizia i cui nomi non sono stati ancora del tutto determinati, perché protetti come “segreto militare”. Questo processo sarà uno dei più importanti punti di controversia tra il governo di Arce e le istituzioni militari nei mesi a venire.

Insediandosi, il generale Zabala ha utilizzato una frase pronunciata da Arce nel suo discorso di giuramento come presidente e ha chiesto che “il male sia corretto e il bene approfondito”, in questo caso nel rapporto tra i governi del MAS e le Forze Armate. In passato, l’esercito ha ricevuto un trattamento speciale da Evo Morales, che ha aumentato gli investimenti in attrezzature da combattimento, ha affidato la guida dell’aeronautica civile a personale militare in pensione e ha nominato molti ex comandanti come ambasciatori. Tuttavia, vi sono stati anche attriti tra le forze militari e il leader indigeno per le politiche che eseguiva per indottrinare gli ufficiali in questioni “antimperialiste” e a causa del culto di Ernesto Che Guevara professato pubblicamente. Il guerrigliero argentino combatté e morì in Bolivia nel 1967, ucciso dall’esercito locale. In uno dei suoi ultimi atti ufficiali, il ministro della Difesa di Áñez, Fernando López, ha organizzato un atto di “riparazione” per gli ex combattenti boliviani a Ñancahuazú, il luogo dove è stato sconfitto il Che. López ha inoltre smantellato la “scuola militare antimperialista” creata da Morales e la ha trasformata in un centro di studi di ingegneria militare, che chiamò, appunto, “Héroes de Ñancahuazú”. Le forze armate hanno smesso di usare il lemma “Hasta la victoria siempre” che Morales li obbligava a recitare quando era il loro comandante in capo.

Fatta eccezione per questi punti di conflitto, il rapporto tra il leader di sinistra e le forze armate era buono, soprattutto con l’Aeronautica, per la quale l’ex presidente aveva acquistato diversi aerei ed elicotteri. Il generale Zabala appartiene a quest’arma.

Il nuovo comandante ha affermato che le Forze Armate sono “l’unica e indivisibile istituzione boliviana incaricata della sicurezza e della difesa”. Ha così stabilito il punto di vista dei militari attorno alle voci che, all’interno del MAS, hanno proposto la creazione di “milizie” volontarie per evitare il ripetersi di quanto accaduto nel 2019. Questa idea è stata inizialmente sollevata dallo stesso Evo Morales , che però si è tirato indietro dopo che le sue parole hanno causato scandalo e polemica. Tuttavia, la proposta di creare milizie popolari non ha smesso di essere discusso in pubblico, provocando nervosismo nell’esercito e ripudio nell’opposizione di centro e di destra.

Zabala ha anche chiesto che finisca “l’odio tra i boliviani” e che lavorino insieme per affrontare la pandemia, la recessione economica e la crisi politica che stanno colpendo il Paese.

Il governo di Arce sta anche cercando di ricostruire la sua influenza sulla polizia, che ha contribuito molto più direttamente delle forze armate alla rimozione dal potere di Morales. Il nuovo ministro dell’Interno boliviano, Carlos Eduardo Del Castillo, ha dichiarato che “mai più” e contro nessun governo dovrebbe esserci una rivolta della polizia come quella che ha portato alla caduta del MAS nel 2019. 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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