Tregua nel Sahara Occidentale, re Mohammad si assume “le proprie responsabilità”

Pubblicato il 17 novembre 2020 alle 8:32 in Marocco Sahara Occidentale

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Mentre il valico di Guerguerat sembra assistere ad una fase di relativa tregua, dopo le tensioni degli ultimi giorni, il monarca del Marocco, il re Mohammed VI, ha tenuto una conversazione telefonica con il Segretario Generale dell’Onu, Antonio Guterres, per informarlo dei recenti sviluppi.

Secondo quanto riportato da al-Jazeera, il 16 novembre, il re Mohammed VI ha riferito che il Regno del Marocco si è fatto carico delle proprie responsabilità “nel quadro del suo diritto legittimo”, in quanto non è la prima volta che le milizie del Fronte Polisario compiono azioni ritenute inaccettabili. Per tale ragione, ha affermato il sovrano, il Marocco continuerà a adottare le misure necessarie per garantire l’ordine e una circolazione sicura e regolare di persone e beni nella zona al confine tra il Regno e la Repubblica Islamica della Mauritania. Rabat, inoltre, continua e continuerà a rispettare il cessate il fuoco, ma resta determinata a reagire, con la massima severità e nel quadro della legittima difesa, contro qualsiasi minaccia alla sua sicurezza e alla quiete dei suoi cittadini. Al contempo, il Marocco continuerà a sostenere gli sforzi profusi dalle Nazioni Unite nel quadro del processo politico, verso il raggiungimento di una soluzione realizzabile.

Le parole del re Mohammed VI giungono dopo che la situazione al valico di Guerguerat sembra essere tornata alla normalità, sebbene il premier marocchino, Saadeddine Othmani, ha messo in guardia il Fronte Polisario da qualsiasi “provocazione” nei confronti del suo Paese. Le forze armate marocchine, dal canto loro, hanno iniziato a erigere una barriera di sabbia e roccia intorno alla zona cuscinetto tra il valico di Guerguerat e il 55esimo punto di incrocio in Mauritania. Come specificato dallo stesso Othmani, il cordone di sicurezza creato dalle forze del Regno mira a salvaguardare il collegamento con la Mauritania, ritenuto un valico strategico.

Tali ultime dichiarazioni da parte di Rabat giungono dopo le tensioni scoppiate il 13 novembre, quando le autorità marocchine hanno deciso di intervenire nella zona cuscinetto di Guerguerat, un piccolo villaggio nell’estremo Sud-Ovest del Sahara occidentale, per rispondere alle “pericolose e inaccettabili provocazioni” del Fronte Polisario. Ciò è accaduto dopo che, il 21 ottobre, stando a quanto riportato da fonti marocchine, gruppi armati fedeli al Fronte Polisario, pari a circa 70 combattenti, hanno chiuso il valico di frontiera tra Marocco e Mauritania e si sono infiltrati nell’area di Guerguerat, ostacolando la circolazione di persone e merci, oltre a limitare il lavoro degli osservatori militari della Missione dell’Onu MINURSO. Per Rabat, tali azioni “documentate” costituiscono una minaccia alla stabilità dell’area, oltre che al cessate il fuoco e agli accordi militari raggiunti sino ad ora. Non da ultimo, si tratta di attività che minano gli sforzi profusi a livello internazionale sulla strada del processo politico.

Di fronte a tale scenario, l’ex rappresentante speciale del Segretario Generale dell’Onu nel Sahara Occidentale, Eric Janssen, ha affermato che i recenti avvenimenti di Guerguerat costituiscono uno “sviluppo pericoloso”, riferendosi, in particolare, alla dichiarazione del Fronte Polisario con cui ha minacciato di ritirarsi dall’accordo di cessate il fuoco. Per Janssen, si tratta di un’affermazione che fa presagire lo scoppio di un conflitto che minerebbe la stabilità non solo regionale, ma anche europea. 

La disputa sul Sahara Occidentale ha avuto inizio nel 1975 quando, in seguito al ritiro del dominio spagnolo, il Marocco ha annesso una parte di tale area, situata sulla costa Nord-occidentale dell’Africa. In risposta, nel 1976, il Fronte Polisario, costituitosi come movimento il 10 maggio 1973, ha annunciato la nascita della Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi (SADR), instaurando un governo in esilio in Algeria ed intraprendendo una guerriglia per l’indipendenza durata fino al 6 settembre 1991, anno in cui venne dichiarato un cessate il fuoco, promosso dalla Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO). Ad oggi, il governo di Rabat rivendica la propria sovranità sul Sahara Occidentale, mentre il Fronte Polisario continua a battersi affinché venga indetto un referendum per l’autodeterminazione del proprio territorio, dove risiede circa mezzo milione di individui. 

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano in Italia interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.