Russia: Putin approva il lancio di una base navale in Sudan

Pubblicato il 17 novembre 2020 alle 17:17 in Russia Sudan

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Il presidente Vladimir Putin ha approvato, lunedì 16 novembre, la creazione di una struttura navale russa in Sudan per consentire l’attracco di navi di superficie a propulsione nucleare, aprendo la strada al primo sostanziale punto d’appoggio militare di Mosca nel continente africano dalla caduta dell’Unione Sovietica. Putin ha incaricato il Ministero della Difesa di firmare l’intesa con Khartoum, volta a creare un centro logistico per la Marina militare russa. Il decreto è stato pubblicato sul portale ufficiale per le informazioni normative.

In base a quanto si apprende dal documento, sottoposto in precedenza all’approvazione del primo ministro russo, Mikhail Mishustin, la base avrà funzioni di riparazione e rifornimento. La nuova struttura, destinata ad essere costruita nelle vicinanze di Port Sudan, sarà in grado di ospitare fino a 300 militari e civili, ma saranno solo quattro le navi russe che potranno stazionare contemporaneamente nella base. Quest’ultima, secondo i programmi di Mosca, servirà soprattutto a migliorare le capacità di operare nell’Oceano Indiano e amplierà l’influenza della Russia nel continente.

In un decreto pubblicato lunedì, Putin ha affermato di aver approvato una proposta del governo russo per la creazione di un hub logistico navale in Sudan e di aver ordinato al Ministero della Difesa di firmare un accordo per realizzarlo. Una bozza di documento relativa alla questione, in cui si parlava di una struttura in grado di far attraccare non più di quattro navi contemporaneamente, era stata resa pubblica a inizio novembre dal governo di Mosca. L’hub sarebbe stato utilizzato per le operazioni di riparazione e rifornimento e come luogo in cui il personale navale russo avrebbe stazionato e riposato.

Il terreno su cui costruire la base sarà fornito dal Sudan e Mosca avrà il diritto di portare tutte le armi, le munizioni e le altre attrezzature di cui avrà bisogno attraverso gli aeroporti e i porti sudanesi per supportare il progetto. La Russia possiede già una struttura navale simile nel porto di Tartus, in Siria, dove gestisce anche una base aerea.

Lo scorso anno, Putin ha organizzato a Sochi, tra il 23 e il 24 ottobre, un vertice Russia-Africa progettato per aumentare l’influenza russa sui Paesi africani. In tale occasione, due bombardieri russi, con capacità nucleari, sono stati consegnati al Sudafrica in una dimostrazione di intenti. Mosca desidera fortemente aumentare la sua influenza in Africa, un continente dotato di vaste ricchezze minerarie e di mercati potenzialmente molto redditizi per le armi russe. Qui il Paese sta lottando con altre nazioni, compresa la Cina, per sedimentare la sua influenza e costruire un punto d’appoggio militare. Il Gibuti, ad esempio, ospita basi navali cinesi, statunitensi e francesi e diverse altre Marine usano spesso il suo porto. Parlando davanti ai capi di Stato africani, convenuti a Sochi per partecipare all’incontro, Putin ha affermato che la Russia intende raddoppiare il commercio con i Paesi del continente entro i prossimi 4 o 5 anni. Il presidente ha poi sottolineato che Mosca ha cancellato debiti africani per un valore di oltre 20 miliardi di dollari.

L’agenzia di stampa statale russa TASS ha previsto che la nuova struttura renderà più facile per la Marina russa operare nell’Oceano Indiano, potendo contare su equipaggi sostitutivi per le sue navi a lungo raggio. Ha anche ipotizzato che il Paese rafforzerà il suo nuovo avamposto africano con sistemi missilistici terra-aria avanzati, consentendogli di creare una zona di interdizione al volo per molte miglia intorno. “La nostra base in Sudan sarà un altro argomento per farci ascoltare e catturare attenzione”, si legge in un articolo di TASS sulla nuova struttura.

Sebbene stia avendo un notevole successo nella vendita di armi ai Paesi africani, Mosca, tuttavia, è ancora molto indietro rispetto ad altri competitor internazionali in termini commerciali. La Russia afferma che il suo commercio con i Paesi africani è salito a 20 miliardi di dollari nel 2018, ma, ciononostante, lo Stato di Putin non figura tra i primi 5 maggiori partner commerciali del continente. Questi sarebbero, in ordine, l’Unione europea, la Cina, l’India, gli Stati Uniti e gli Emirati Arabi Uniti. I funzionari statunitensi hanno già promesso di voler contrastare quella che vedono come una pericolosa influenza politica ed economica di Mosca negli affari africani, al pari di quella già esercitata dalla Cina, che da tempo possiede una forte presenza nel continente e organizza vertici bilaterali fin dal 2006. A dicembre 2018, l’allora consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, John Bolton, aveva accusato Mosca di pratiche commerciali “corrotte” e “predatorie” e della vendita di armi ed energia in cambio di voti alle Nazioni Unite. Mosca, tuttavia, nega le assunzioni di Washington.

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Chiara Gentili

di Redazione

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