L’Egitto di nuovo protagonista della riconciliazione palestinese

Pubblicato il 17 novembre 2020 alle 10:46 in Egitto Palestina

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I due gruppi palestinesi un tempo rivali, Hamas e Fatah, hanno riferito che, nelle prossime ore, giungeranno notizie positive dal Cairo, riguardanti il processo di riconciliazione.

Secondo quanto affermato da Iyad Nasser, alto funzionario e portavoce di Fatah, il 16 novembre, i due movimenti sono nuovamente impegnati in una serie di incontri caratterizzati da un’atmosfera positiva, il cui scopo è favorire una riconciliazione tra i gruppi palestinesi. Una fonte palestinese informata dei fatti ha confermato che i due movimenti hanno avviato un dialogo volto a completare il percorso di un partenariato nazionale globale, mentre Hazem Qassem, il portavoce di Hamas, ha anch’egli dichiarato che il proprio movimento continua a profondere sforzi per elaborare una strategia congiunta in grado di far fronte alle sfide attuali.

Gli incontri avviati al Cairo il 16 novembre sono da inserirsi nel quadro di un progressivo riavvicinamento tra i movimenti palestinesi che ha avuto inizio il 3 settembre, quando il presidente dell’Autorità palestinese, Mahmoud Abbas, ha tenuto un incontro con i leader di tutte le fazioni palestinesi, tra cui figuravano altresì il capo dell’ufficio politico del Movimento Islamico di Resistenza Hamas, Ismail Haniyeh, in videoconferenza dal Libano, e la guida del Jihad Islamico Palestinese, Ziyad Al-Nakhalah. Le discussioni hanno avuto come obiettivo la creazione di una “strategia palestinese” in grado di contrastare i piani di annessione della Cisgiordania, il cosiddetto “accordo del secolo”, annunciato dal capo uscente della Casa Bianca, Donald Trump, il 28 gennaio, e i recenti progetti di normalizzazione tra Israele, Emirati Arabi Uniti (UAE) e Bahrein.

Come riportato dal quotidiano al-Arab, i gruppi palestinesi si sono resi conto della necessità di volgere l’attenzione agli sviluppi e alle sfide a livello regionale, anziché badare ai propri bisogni interni. In tale quadro, a detta di al-Arab, l’Egitto sembra aver “preso in mano le redini” del processo di riconciliazione tra Hamas e Fatah, che, in precedenza, aveva visto Turchia e Qatar impegnarsi in prima linea. Stando a quanto riferito dal quotidiano, Il Cairo, in realtà, è stato a lungo un punto di riferimento nel processo di riconciliazione tra i movimenti palestinesi ed oggi sembra voler ritornare alla ribalta per assicurarsi un ruolo, anche alla luce del recente cambiamento alla presidenza degli Stati Uniti.

Secondo il capo del Forum per gli studi strategici del Medio Oriente al Cairo, Samir Ghattas, Il Cairo sta cercando di esercitare pressioni su Hamas e fermare le sue manovre, incoraggiate dalle dichiarazioni del presidente neoeletto Joe Biden, circa l’impegno di Washington a favorire una soluzione a due Stati. In particolare, facendo leva su tale affermazione, Hamas preferirebbe rimandare le elezioni generali concordate tra i movimenti palestinesi, in attesa che la nuova amministrazione USA assuma i pieni poteri e possa svolgere un ruolo che avvantaggi i gruppi palestinesi.

L’organizzazione di elezioni eque e libere è uno dei principali punti di controversia tra Hamas e Fatah. Mentre il primo chiede elezioni globali e simultanee che includano la presidenza, il Consiglio legislativo e il Consiglio nazionale dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), Fatah propone che si tengano prima le elezioni legislative, poi quelle presidenziali, poi quelle nazionali. Un altro punto di disaccordo è poi rappresentato dall’insistenza di Fatah sull’organizzazione di elezioni secondo un sistema proporzionale e non misto, ovvero diversamente dal sistema che ha portato alla vittoria di Hamas nel 2006. Parallelamente, Fatah ha avanzato la proposta di formare un governo di coalizione dopo il processo elettorale, mentre per Hamas bisognerebbe formarlo prima.

Di fronte a tale scenario, ci si aspetta che Il Cairo continui a fungere da interlocutore, per far sì che le parti rispettino l’accordo di riconciliazione del 2007 e raggiungano un’intesa sul futuro processo elettorale. Al contempo, evidenzia al-Arab, i gruppi palestinesi si sono resi conto che, per l’Egitto, la loro questione si contrappone ad altre di carattere geopolitico, vista la rivalità tra Il Cairo e Ankara in diversi scenari, dalla Libia al Mediterraneo Orientale. Tuttavia, a detta del quotidiano, i gruppi palestinesi sembrano essere desiderosi di superare le divergenze per giungere ad un accordo e ad indire elezioni secondo i meccanismi stabiliti in precedenza.

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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