Australia e Giappone: siglata un’alleanza militare

Pubblicato il 17 novembre 2020 alle 13:51 in Australia Cina Giappone

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Il Giappone e l’Australia hanno firmato un patto d’alleanza militare detto Reciprocal Access Agreement (RAA), il 17 novembre, che, non appena ratificato, rappresenterà il primo accordo in materia di Difesa siglato dal Giappone  dalla firma dello Status of Force Agreement, contratto con gli USA, nel 1960. Nella stessa giornata, il Ministero Affari Esteri di Pechino, ha elencato una lunga lista dei modi in cui Canberra avrebbe danneggiato le relazioni con Pechino.

La firma è avvenuta durante una visita del primo ministro di Canberra, Scott Morrison, a Tokyo, dove è stato ricevuto dal suo omologo giapponese, Yoshihide Suga. L’accordo prevede esercitazioni dei rispettivi eserciti, visite militari e anche potenziali operazioni militari congiunte. Secondo alcuni osservatori, il RAA è stato un ulteriore passo per unire Paesi con “visioni-affini” contro le crescenti ambizioni e influenza della Cina nell’Indo-Pacifico. In particolare, sia con l’Australia, sia con il Giappone la Cina ha questioni aperte, motivo di dispute.

Le tensioni tra Canberra e Pechino si sono finora manifestate soprattutto dal punto di vista commerciale,  nonostante la Cina sia il maggior mercato di destinazione dell’export australiano, il Paese sta progressivamente bandendo più categorie di prodotti d’importazione australiani. Da parte sua, il Giappone è invece coinvolto in una disputa territoriale con Pechino riguardo le isole chiamate dal primo Senkaku e dalla seconda Diaoyu, nel Mar Cinese Orientale, attualmente amministrate da Tokyo e intorno alle quali sta crescendo la presenza militare di entrambe le parti.

Riguardo alle tensioni commerciali tra la Cina e l’Australia, il 17 novembre, il portavoce del Ministero Affari Esteri della Cina, Zhao Lijian, ha affermato che in Australia vi siano persone che hanno ancora una “mentalità da guerra fredda” e vedono nello sviluppo della Cina una minaccia, comportandosi e parlando di conseguenza. Sarebbe proprio questa la causa principale delle difficoltà nelle relazioni sino-australiane e, tra le molte accuse rivolte a Canberra, la Cina ha elencato la violazione di pratiche internazionali e l’interferenza negli affari interni della Cina da parte dell’Australia per quanto riguarda le questioni di Hong Kong, Taiwan e del Xinjiang. Zhao ha poi nominato anche le limitazioni subite da aziende cinesi in Australia, come per la realizzazione della rete 5G. Per la Cina, starebbe all’Australia  fare di più per promuovere la cooperazione tra i due Paesi.

A livello internazionale, il Giappone e l’Australia fanno poi parte del cosiddetto gruppo Quad, insieme agli USA e all’India. Lo scorso 6 ottobre, il segretario di Stato uscente degli USA, Mike Pompeo, aveva incontrato i ministri degli Esteri di India, Australia e Giappone, a Tokyo, e aveva chiesto loro una maggiore cooperazione nella regione dell’Indo-Pacifico, per contrastare le crescente influenza della Cina. Da parte sua, Pechino ritiene che il gruppo Quad sarebbe volto a contenere il suo sviluppo regionale e ha avanzato l’ipotesi, smentita poi dal primo ministro giapponese Suga, che i quattro Paesi stiano creando una mini-NATO. Intanto, però, i quattro stanno partecipando all’esercitazione militare marittima MALABAR, iniziata lo scorso 3 novembre nel Golfo del Bengala e che si concluderà il prossimo 20 novembre nel Mar Arabico.

Nonostante le tensioni esistenti, però, la Cina rappresenta un importante partner commerciale sia per Tokyo sia per Canberra e, dallo scorso 15 novembre, entrambi i Paesi sono legati a Pechino dal Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP), il maggior patto commerciale al mondo firmato da Cina, Giappone, Corea del Sud, Nuova Zelanda, Australia e dai Paesi dell’ASEAN. L’intesa riguarda un’area che rappresenta il 30% del PIL globale e una popolazione di 2,1 miliardi di persone, circa un terzo della popolazione mondiale.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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