Svezia, coronavirus: prima stretta sugli incontri, vietati assembramenti tra più di 8 persone

Pubblicato il 16 novembre 2020 alle 20:51 in Europa Svezia

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La Svezia ha deciso di dare la prima stretta nella lotta al coronavirus, vietando gli incontri tra più di otto persone nei luoghi pubblici. Si tratta della prima volta che gli assembramenti, precedentemente consentiti anche per un numero di persone superiore a 300, vengono limitati dal governo di Oslo. Il Paese sta facendo i conti, come tutta l’Europa, con una seconda ondata di coronavirus, che sta registrando nuovi record giornalieri e una crescente pressione sugli ospedali.

“Gli svedesi non hanno aderito alle raccomandazioni sul coronavirus e le riunioni pubbliche saranno ora limitate da una precedente soglia di 300 ad una di 8 persone”, ha detto, lunedì 16 novembre, il primo ministro, Stefan Lofven, durante una conferenza stampa. La nuova misura entrerà in vigore il 24 novembre. Il ministro dell’Interno, Mikael Damberg, ha affermato che il nuovo limite ai raduni, di gran lunga inferiore alle 50 persone consentite durante l’epidemia precedente, sarà in vigore per quattro settimane ma potrebbe essere esteso per il periodo natalizio e anche nel nuovo anno. “Troppe persone si sono comportate come se il pericolo fosse passato”, ha sottolineato Damberg.

Da parte sua, Lofven ha recitato una dichiarazione con toni minacciosi per ribadire l’importanza di limitare i contatti sociali. “Andrà peggio. Fate il vostro dovere e assumetevi la responsabilità di fermare la diffusione del virus”, ha detto facendo appello agli svedesi. “Questa è la nuova norma per l’intera società. Non andate in palestra, non andate nelle biblioteche, non ospitate cene. Annullate tutto”, ha aggiunto.

Il nuovo divieto si applica solo alle riunioni pubbliche, come eventi sportivi e culturali. Il governo non ha l’autorità per vietare le riunioni private nelle abitazioni. Scuole e ristoranti rimarranno aperti, ma, in quest’ultimo caso, i tavoli potranno essere occupati da un massimo di otto persone. Agli svedesi è stato poi consigliato di non socializzare con nessuno al di fuori della propria famiglia.

La recrudescenza dell’epidemia ha colpito la Svezia con alcune settimane di ritardo rispetto a gran parte dell’Europa continentale. Tuttavia, anche qui il numero di nuove infezioni è aumentato rapidamente dall’inizio del mese, con un notevole incremento degli ingressi nelle unità di terapia intensiva e nei reparti COVID-19 generali. Anche il bilancio delle vittime quotidiane è cresciuto, dopo aver rallentato durante la pausa estiva, quando non solo gli svedesi, ma la gran parte dei popoli europei, avevano iniziato gradualmente a vivere in maniera più normale.

Più di 6.000 persone sono morte per coronavirus in Svezia dall’inizio della pandemia, un tasso di mortalità pro capite molte volte superiore a quello dei suoi vicini nordici, anche se leggermente inferiore a quello di alcuni Paesi europei più grandi, come la Spagna. Venerdì 13 novembre, l’ultimo giorno per il quale sono disponibili dati nazionali, la Svezia ha riportato un record giornaliero di 5.990 casi, una cifra che porta il totale complessivo a 177.355 positivi dall’inizio della pandemia. “Non crediamo in un blocco totale”, ha detto Lofven, “crediamo che le misure che abbiamo preso siano appropriate”. Il governo svedese ha dichiarato la scorsa settimana che imporrà un divieto nazionale alle 22:00 sulla vendita di alcolici nei bar, nei ristoranti e nei night club a partire dal 20 novembre.

In rapporto alla popolazione, il tasso di mortalità per coronavirus, in Svezia, è risultato molto superiore a quello dei Paesi nordici vicini e inferiore solo a Spagna, Stati Uniti, Italia e Gran Bretagna. Tale situazione, che ha attirato l’attenzione di molti Paesi a livello internazionale, sarebbe il risultato di una politica “non ortodossa” adottata dalle autorità svedesi per affrontare la minaccia della pandemia. La Svezia ha puntato molto sulla responsabilità della sua popolazione, evitando di imporre rigidi divieti governativi in numerosi settori. Nonostante l’aumento dei casi e le rigorose quarantene applicate in Danimarca e Norvegia ad aprile, i confini, i ristoranti, le palestre, i negozi e i parchi giochi svedesi sono sempre rimasti aperti.

“Lo scopo del nostro approccio è che le persone stesse comprendano la necessità di seguire le raccomandazioni e le linee guida esistenti”, ha dichiarato il direttore generale dell’Agenzia sanitaria svedese, Johan Carlson. Mentre molti Paesi hanno adottato regole mutevoli e forti restrizioni, Carlson ha affermato che le linee guida svedesi sono state progettate per essere facili da comprendere e conservate per un periodo prolungato. “Non ci sono altri rimedi prima che siano disponibili misure mediche, principalmente i vaccini. La popolazione svedese ha preso la situazione a cuore”, ha detto il direttore.

La strategia svedese per il coronavirus si è basata in gran parte sulla formulazione di raccomandazioni e sulla divulgazione di informazioni al pubblico, facendo leva sull’elevato livello di fiducia dei cittadini nei confronti delle autorità nazionali e locali. 

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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