Moldavia: Sandu presidente

Pubblicato il 16 novembre 2020 alle 9:40 in Europa Moldavia

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Maia Sandu ha vinto le elezioni presidenziali in Moldova con il 57,75% dei voti. Lo ha reso noto la Commissione elettorale centrale (CEC) dopo l’elaborazione del 100% dei protocolli.

Secondo quanto ha dichiarato lunedì 16 novembre il vice capo della Commissione elettorale centrale Vladimir Sharban durante un briefing, il presidente in carica Igor Dodon ha ricevuto il 42,2%.

“Il 57,74% ha votato per la candidata Maia Sandu e il 42,26% ha votato per il candidato indipendente Igor Dodon. <…> Resta da aspettare i dati dell’ultimo seggio elettorale del consolato di Sacramento, ma non possono influenzare i risultati”, – ha detto Sharban. Secondo lui, le elezioni si sono svolte con un’alta affluenza alle urne – 52%.

Il funzionario ha chiarito che si tratta di dati preliminari raccolti utilizzando il sistema automatizzato della commissione. I risultati finali verranno riepilogati dopo la ricezione fisica dei protocolli da parte delle commissioni elettorali locali. La CEC ha cinque giorni per riassumere i risultati, che devono essere sottoposti all’approvazione della Corte costituzionale.

“Sandu deve il suo successo, prima di tutto, alle tattiche aggressive scelte dal suo team nella critica a Dodon. E anche alla mobilitazione dei migranti moldavi nei paesi occidentali, che per la maggior parte l’ha sostenuta”, spiega Yan Lesnevsky, capo della società di consulenza Intellectgroup. L’exit poll condotto dai suoi esperti ha praticamente predetto i risultati delle votazioni.

Sandu è nata nel 1972 nel villaggio di Risipeni, nel nord della Moldova. Dopo gli studi in patria, ha proseguito la carriera universitaria presso la John F. Kennedy School of Public Administration presso l’Università di Harvard. Ha lavorato in agenzie governative che collaborano con l’UE, la Banca mondiale, le Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali, è stata consulente del direttore esecutivo della Banca Mondiale a Washington. Parla quattro lingue straniere: rumeno, inglese, russo e spagnolo.

Sandu è tornatoain Moldova dagli Stati Uniti, dopo aver ricevuto nel 2012 un’offerta per assumere l’incarico di ministro dell’Istruzione nel governo di Vlad Filat, che è stato capo del governo moldavo nel 2009-2013. In questa posizione, è diventata ampiamente nota per le riforme nel campo dell’istruzione, considerate “dure”. Le regole per il superamento degli esami finali nelle scuole sono state così irrigidite che per diversi anni la metà degli studenti è stata costantemente bocciata. Le innovazioni hanno suscitato molte critiche e nel Paese si sono svolte proteste di genitori e insegnanti, il problema è stato persino discusso in parlamento, ma non hanno fatto concessioni agli scolari e Sandu si è guadagnata la reputazione di riformista decisa e di combattente contro la corruzione.

Sotto Sandu, il russo, che in Moldova ha lo status di una lingua di comunicazione interetnica, è stato escluso dalle materie obbligatorie nelle scuole e ha iniziato ad essere insegnato come opzionale. Sandu è stata criticata anche per la chiusura di molte scuole rurali nel tentativo di ottimizzare i costi.

Nell’estate del 2015 si è saputo del coinvolgimento delle autorità nel furto di 1 miliardo di euro dalle banche del Paese. Lo scandalo per corruzione ha provocato la caduta di due governi e la coalizione di governo dei partiti filoeuropei, che godeva del sostegno di USA e UE. L’ex primo ministro Filat è stato arrestato e condannato con l’accusa di corruzione e le proteste hanno scosso il paese. Sandu si è unita ai manifestanti, sebbene in maggioranza filorussi.

Nelle elezioni presidenziali del 2016, Sandu è stata la candidata unica delle forze filoeuropee, ma ha perso contro Dodon con una differenza di 4 punti al ballottaggio.

Dopo le elezioni parlamentari del 2019, Sandu, alla guida di una coalizione filooccidentale, si è alleata ai socialisti filorussi per scalzare l’oligarca Plahotniuc dalla guida del governo. Quando Bruxelles, Washington e Mosca si sono dichiarate a sostegno del nuovo governo, Plahotniuc è fuggito dal paese a Miami dopo una conversazione con l’ambasciatore statunitense Derek Hogan. In Moldova, è stato accusato di appropriazione indebita su larga scala, creazione di un gruppo criminale e corruzione. È stato emesso un mandato per il suo arresto, ma le richieste di estradizione dell’oligarca alle autorità statunitensi sono state negate.

Assumendo la carica di primo ministro nel giugno 2019, Sandu ha promesso di sconfiggere la corruzione, perseguire una politica di integrazione europea e mantenere relazioni costruttive con la Russia. Una delle prime decisioni risonanti del nuovo primo ministro è stata l’istituzione della Giornata del ricordo per le vittime di tutti i regimi totalitari e autoritari e del lutto il 23 agosto, una provocazione per i nostalgici dell’URSS e i veterani della seconda guerra mondiale, dato che il 24 agosto, quando la Moldova celebra la Giornata della liberazione dal fascismo.

Rispondendo alle domande di un corrispondente della TASS durante la campagna elettorale, Sandu ha assicurato di non avere intenzione di bloccare il Giorno della Vittoria, ampiamente celebrata in tutto il paese.

Dopo la scomparsa del nemico comune nella persona di Plahotniuc, la coalizione di socialisti e filo-occidentali, le cui opinioni già in precedenza non coincidevano su diverse questioni chiave, si è disintegrata. La ragione di ciò è stata la decisione del Primo Ministro di assumere l’autorità per approvare il nuovo Procuratore generale. L’entrata in vigore della legge, approvata dal gabinetto sotto la propria responsabilità, è stata bloccata dal parlamento. Secondo le leggi locali, in questo caso, il premier si dimette, cosa che Sandu ha fatto nel novembre 2019, rimanendo così alla guida del governo moldavo solo per cinque mesi.

Un anno dopo, tuttavia, Sandu è tornata sulla scena politica ed ha sconfitto il presidente uscente.

 “Per ripulire il parlamento, abbiamo bisogno di un presidente onesto. Abbiamo bisogno di un presidente che non nomini persone corrotte e compromesse come giudici. Abbiamo bisogno di un presidente che unisca la società, dia l’esempio agli altri, che rispetti le persone”, ha detto durante la campagna. I moldavi le hanno creduto.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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