I droni cinesi CH-4 potrebbero perdere acquirenti in Medio Oriente

Pubblicato il 16 novembre 2020 alle 13:53 in Cina Medio Oriente

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La Giordania sta cercando di liberarsi dei droni cinesi Cai Hong 4 (CH-4), sviluppati dalla China Academy of Aerospace Aerodynamics e commercializzati dalla Aerospace Long-March International Trade, che ha acquistato tre anni fa. I CH-4 esistono in due versioni, i CH-4A, che sono droni da ricognizione, e i CH-4B, che hanno un sistema misto da attacco e ricognizione.

In base a quanto riferito da National Interest il 15 novembre, durante il mese di giugno 2019, l’Aviazione della Giordania avrebbe cercato di vendere tutti e sei i propri CH-4, acquistati nel 2016 e mostrati in pubblico per la rima volta nel 2018, e le motivazioni dietro a tale scelta non sembrerebbero essere chiare.  Al momento, i droni cinesi sono in dotazione dello Squadrone numero 9 dell’Aviazione giordana, insieme agli altri dispositivi pilotati da remoto a disposizione dell’intera forza militare tra cui figurano, tra gli altri, anche gli austriaci Schiebel Camcopter S-100 e gli italiani Falco dell’azienda Leonardo.

Alcuni osservatori hanno supposto che la cessione della strumentazione bellica cinese da parte di Amman sia dovuta alla volontà di acquisire droni statunitensi di tipo Predator. Non a caso, nel 2016, l’acquisto dei CH-4 era avvenuto dopo che l’allora amministrazione dell’ex-presidente degli USA, Barack Obama, aveva respinto la richiesta d’acquisto di droni di tipo MQ-1 da parte della Giordania.

In Medio Oriente, più Paesi sono dotati dei droni cinesi CH-4. Questi ultimi sono manovrati da remoto per via satellitare, possono trasportare varie tipologie di missili e sono simili agli MQ-1 Predatror, realizzati dall’azienda statunitense General Atomics. Il loro successo nella regione mediorientale si spiega grazie a costi inferiori, alle politiche di vendita meno serrate e alle pratiche burocratiche più semplici rispetto a quanto richiesto dagli USA per avere droni di propria fabbricazione. In particolare, sarebbero stati i CH-4B ad avere successo nella regione, proprio perché Washington sarebbe stata riluttante a vendere droni armati ai propri alleati in Medioriente.

Rispetto ai CH-4 cinesi, gli MQ-1 statunitensi avrebbero però sensori, armi e canali di comunicazione migliori e, per questo, la Giordania potrebbe non aver smesso di tentare l’acquisto, soprattutto alla luce dell’avversione del presidente uscente degli USA, Donald Trump, per la Cina. In particolare, secondo una dichiarazione di Al-Monitor, citata da National Interest, l’amministrazione Trump avrebbe temuto che “il marchio Made in China divenisse onnipresente sui fronti di battaglia del Medio Oriente”, ampliando la presenza e l’influenza cinesi nell’area.

Oltre alla Giordania, tra gli acquirenti dei CH-4B ci sono stati l’Egitto, l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti e l’Iraq che hanno impiegato tali mezzi sia in operazioni in Yemen, per i Paesi coinvolti, sia in missioni contro l’ISIS in Iraq. In particolare, il 16 marzo 2017, la China’s Aerospace Science and Technology Corporation (CASC) e la City for Science and Technology (KACST) avevano firmato un accordo di partenariato che aveva legalizzato la realizzazione dei velivoli pilotati da remoto cinesi di tipo CH-4 in suolo saudita. L’accordo per la costruzione di droni cinesi in Arabia Saudita avrebbe rappresentato un caso senza precedenti in Medio Oriente.

Secondo quanto riferito dagli USA, l’Aviazione irachena è tra coloro che hanno riscontrato problemi con i mezzi cinesi. L’Iraq ha dieci droni CH-4 ma, di questi, solamente uno sarebbe stato operativo all’agosto 2019 in quanto avrebbe avuto problemi di manutenzione con tutti gli altri.

Al momento, la China Aerospace Science and Technology Corporation ha sviluppato anche il drone CH-5 sulla base dell’esperienza dei consumatori del CH-4. Quest’ultimo mezzo avrebbe un carico interno utili di 441 libre,  un carico esterno di 2.205 libre e potrebbe trasportare fino a 16 missili di precisione pilotati nel sotto-ala. Secondo gli osservatori, il CH-5 sarebbe simile allo statunitense MQ-9 Reaper. La Cina aveva presentato per la prima volta i droni CH-4 l’11 novembre 2014 in occasione del decimo China International Aerospace Expo organizzato a Zhuhai, nel Guangdong.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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