Leclerc: il carro armato francese impiegato anche dagli Emirati in Yemen

Pubblicato il 15 novembre 2020 alle 7:38 in Emirati Arabi Uniti Francia Yemen

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Con un peso di circa 60 tonnellate, il Leclerc francese è di almeno 10 tonnellate più leggero della maggior parte dei principali carri armati occidentali. Tra gli altri vantaggi, ci sono un buon rapporto tra peso e potenza, una bassa pressione al suolo, un’accelerazione notevole e una velocità massima relativamente elevata di 45 miglia all’ora. Tuttavia, il suo utilizzo in battaglia è sempre stato piuttosto limitato.

L’esercito francese ha dispiegato veicoli corazzati leggeri e potenti mezzi aerei nelle sue missioni di combattimento in Afghanistan, Congo, Costa d’Avorio, Repubblica Centrafricana e Mali. Ma i principali carri armati delle forze di Parigi non vengono più impiegati dalla guerra del Golfo. Solo nell’estate del 2015, gli Emirati Arabi Uniti sono stati scoperti mentre lanciavano due battaglioni Leclerc nella guerra civile in Yemen e, dai pochi rapporti emersi, sembra che il carro armato francese se la sia cavata meglio dell’M-1 Abrams di fabbricazione americana.

La Francia, insieme alla Gran Bretagna, è stato un Paese pioniere della guerra corazzata sin dal primo conflitto mondiale. Durante la Guerra Fredda, Parigi ha prodotto due importanti modelli di carri armati: l’AMX-13 e l’AMX-30. L’AMX-13 era un carro leggero. Lanciato nel 1953, pesava solo 13 tonnellate e vantava un cannone da 75 millimetri a canna lunga. Israele e India hanno entrambi schierato l’AMX-13 in pesanti combattimenti contro avversari arabi e pakistani, rispettivamente. Tuttavia, l’opinione comune era che la mobilità dell’AMX-13 fosse utile, ma che la sua leggerezza non fosse adatta per battaglie campali contro altri carri armati.

Ciononostante, l’esercito francese era convinto che le armi anti-corazza stessero diventando così efficaci che l’aggiunta di armature più spesse sarebbe stata inutile. Per questo, ha preferito enfatizzare la velocità e la potenza di fuoco. Così, quando il carro armato AMX-30 è stato presentato, nel 1966, aveva solo 80 millimetri di armatura, rispetto ai 243 millimetri di armatura che proteggevano il carro armato Patton M-47, contemporaneamente lanciato dagli Stati Uniti. L‘AMX-30 aveva ancora un discreto cannone da 105 millimetri e, nonostante la sua armatura leggera, è riuscito ad attirare ordini stranieri significativi, dimostrandosi anche facilmente adattabile a vari veicoli di supporto.

All’inizio degli anni ’80, è emersa una nuova generazione di carri armati occidentali, sul modello dell’americano M-1 Abrams. Durante la Guerra del Golfo del 1991, l’armatura dell’M-1 si è dimostrata quasi completamente immune non solo ai missili anticarro, ma anche ai proiettili perforanti da 125 millimetri sparati dai carri armati T-72 di fabbricazione russa. Il Qatar e la Francia schierarono l’AMX-30 nello stesso conflitto. I carri armati del Qatar, in particolare, furono impiegati nella battaglia di Khafji, dove distrussero tre carri armati T-55 vintage degli anni ’50. Gli iracheni, dal canto loro, distrussero due AMX-30. Nella missione, anche la corazzata francese funzionò bene, distruggendo circa 10 carri armati iracheni.

Già negli anni ’70, però, l’esercito francese sapeva che i suoi AMX-30 non avrebbero potuto sconfiggere in modo definitivo gli ultimi carri armati sovietici, come il T-72. I francesi, tuttavia, non volevano semplicemente acquistare nuovi carri armati dagli Stati Uniti o dalla Germania, ma volevano un nuovo carro armato loro, potente come l’Abrams e allo stesso tempo più leggero e protetto meglio del veicolo americano. Il risultato fu l’AMX-56 Leclerc, che prese il nome dal generale francese la cui divisione corazzata liberò Parigi nel 1944. Era, all’epoca, il carro armato più costoso al mondo, con un costo di 9,3 milioni di dollari per veicolo. In confronto, un nuovo M-1A2 costa $ 7,56 milioni e il russo T-90 ha un prezzo di soli 4 milioni di dollari. L’esercito francese ha schierato 406 Leclerc, 240 dei quali sono nei suoi quattro reggimenti di carri armati attivi.

I tre principali carri armati occidentali, l’Abrams, il Leopard 2 tedesco e il Challenger 2 britannico, condividono molti elementi di design, come cannoni da 120 millimetri, equipaggi di quattro persone e armature composite. Sebbene simile nei suoi principali parametri di prestazione, il Leclerc mostra diverse stranezze, tutte francesi. Al posto di un caricatore umano, è dotato di un sistema di caricamento automatico con una velocità di fuoco di 12 proiettili al minuto. In questo modo, l’equipaggio si riduce a sole 3 persone, un comandante, un mitragliere e un autista. Inoltre, il Leclerc ha una mitragliatrice calibro .50 situata accanto al cannone principale, piuttosto che accanto al portello del comandante. Il suo cannone principale, da 120 millimetri a canna liscia, è leggermente più lungo di quello dell’Abrams ed è anche in grado di sparare proiettili ad alto esplosivo a raffica d’aria programmabili.

I principali vantaggi del carro armato francese, però, risiedono nelle sue proprietà difensive e nella mobilità. L’efficacia comparativa della moderna corazza è difficile da calcolare, ma il Leclerc e l’M-1 sembrano avere un’armatura frontale simile, anche se alcuni critici sostengono che la piastra frontale del Leclerc abbia più punti deboli intorno ai suoi sensori. Al posto dell’armatura composita Chobham dell’M-1, il Leclerc vanta un insolito mix di armatura composita, tradizionale e reattiva che è leggermente più efficace contro i penetratori cinetici sparati da altri carri armati. L’armatura laterale del Leclerc, poi, è superiore a quella dell’M-1. I modelli più recenti presentano anche inserti di armatura in titanio nonché mattoni di armatura a reazione esplosiva sul lato, ovvero cinture di esplosivi che fanno saltare prematuramente in aria missili e proiettili in arrivo. Il Leclerc è anche molto più efficiente nei consumi di molti altri carri armati. Può percorrere 340 miglia prima del rifornimento, contro le 260 dell’Abrams.

I francesi hanno presentato un nuovo aggiornamento, il Leclerc XLR, nel giugno 2016, con l’obiettivo di mantenere quel modello di carro armato rilevante almeno fino al 2040. Oltre ai nuovi sensori e alla nuova elettronica, l’XLR possiede kit di armature modulari, incluso uno che protegge dagli ordigni esplosivi improvvisati bloccando direttamente il segnale del cellulare e un altro ottimizzato per sconfiggere granate a propulsione a razzo.

Gli Emirati Arabi Uniti hanno acquisito 390 versioni “tropicalizzate” del Leclerc con motori V12, più 46 veicoli corazzati da recupero. Leclerc emiratini sono stati anche schierati nella missione di mantenimento della pace in Kosovo, dove il contrasto con il modello francese originale era netto. Quelli degli Emirati vantavano sensori e sistemi superiori rispetto ai carri armati francesi. A differenza dei Leclerc di Parigi, quelli di Abu Dhabi hanno poi effettivamente assistito a combattimenti recenti, come nello Yemen, dove gli Emirati Arabi Uniti hanno schierato tra i 70 e gli 80 Leclerc.

I Leclerc emiratini sono divisi in due battaglioni corazzati, uno dei quali rimane di stanza intorno ad Aden, mentre l’altro pattuglia la regione montuosa centrale dello Yemen. La brigata corazzata comprende anche un battaglione meccanizzato di veicoli da combattimento di fanteria russi BMP-3, equipaggiati con cannoni da 100 millimetri, più una batteria di obici semoventi G6 da 155 millimetri. Nei video, i Leclerc vengono visti correre lungo le strade e sparare durante schermaglie urbane. Ma quanto sono efficaci? Non è chiaro se i carri armati degli Emirati si siano scontrati direttamente con l’esiguo numero di carri armati catturati dagli Houthi. Ma ci sono alcune informazioni da cui è possibile trarre conclusioni. Finora, non ci sono video su un’eventuale distruzione di Leclerc, il che non si può dire per gli altri veicoli della coalizione. I ribelli Houthi hanno filmato la distruzione, tramite missili anticarro a lungo raggio, di almeno nove carri armati sauditi M-1A2S. Sono stati distrutti anche almeno cinque M-60 Patton e due AMX-30. Inoltre, gli Houthi hanno devastato una colonna di veicoli resistenti alle mine M-ATV degli Emirati in un’imboscata. Fonti emiratine affermano che i Leclerc sarebbero stati danneggiati quattro volte da armi anticarro. Due incidenti avrebbero coinvolto ordigni improvvisati, un terzo una granata a propulsione a razzo e il quarto un missile anticarro. In tutti i casi, però, i Leclerc sono sopravvissuti.

Solo uno potrebbe essere stato eliminato mentre però non era in uso. Il 4 settembre 2015, un missile balistico SS-21 Tochka, sparato da un’unità dell’esercito yemenita alleata con gli Houthi, si è schiantato contro un deposito di armi all’aeroporto di Marib. La conseguente detonazione ha ucciso 45 persone e, secondo quanto riferito, ha danneggiato un Leclerc parcheggiato. Altri fattori, tuttavia, possono spiegare la mancanza di perdite in combattimento. Per cominciare, sono molti di più i carri armati sauditi, di tutte le varietà, nello Yemen di quanti siano i Leclerc emiratini. Inoltre, i sauditi potrebbero operare in settori in cui gli Houthi hanno concentrato la maggior parte delle loro armi anticarro. Infine, alcuni video suggeriscono che le perdite dei carri armati sauditi riflettono tattiche inadeguate e una mancanza di coordinamento delle armi combinate. È possibile che i carri armati degli Emirati Arabi Uniti si siano schierati con più attenzione e in coordinamento con le armi di supporto. In ogni caso, le prestazioni dei Leclerc sono comunque buone e gli eserciti della coalizione hanno riferito di essere “fortemente impressionati” dalle sue capacità. Nel gennaio 2016, il governo saudita si è rivolto al produttore di Leclerc, Nexter, per esprimere l’interesse di Riad ad acquistare alcune centinaia di carri armati francesi.

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Chiara Gentili

di Redazione

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