Il Marocco interviene contro il Fronte Polisario

Pubblicato il 13 novembre 2020 alle 13:08 in Marocco Sahara Occidentale

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Le autorità marocchine hanno deciso di intervenire nella zona cuscinetto di Guerguerat, un piccolo villaggio nell’estremo Sud-Ovest del Sahara occidentale, per rispondere alle “pericolose e inaccettabili provocazioni” del Fronte Polisario.

L’annuncio è giunto venerdì 13 novembre, attraverso un comunicato del Ministero degli Esteri marocchino, il quale ha affermato di aver lanciato un’operazione, “nel rispetto dei poteri conferitigli, in virtù dei propri doveri e  in piena conformità con il diritto internazionale”. Il Marocco, è stato affermato, ha concesso al Segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, e alla missione MINURSO tutto il tempo necessario per esortare il Fronte Polisario a porre fine alle proprie azioni destabilizzanti e ad abbandonare la zona cuscinetto di Guerguerat. Tuttavia, l’appello non ha ricevuto alcuna risposta e, pertanto, il Regno marocchino ha deciso di agire. Il Fronte Polisario, stando a quanto dichiarato dal Ministero di Rabat, dovrà assumersi la piena responsabilità di qualsiasi conseguenza.

Nello specifico, come chiarito dalle forze armate del Regno, nella notte tra il 12 ed il 13 novembre, è stato creato un cordone di sicurezza, con il fine di garantire la libera circolazione di merci e persone, nel rispetto delle regole di ingaggio. Tuttavia, le medesime forze reali hanno dichiarato che si tratta di un’operazione “non offensiva”, senza alcun fine bellicoso e che le armi verranno impiegate solo a scopo difensivo. Dal canto suo, il Fronte Polisario ha riferito che le truppe Sahrawi sono pronte a rispondere per difendersi dalle “aggressioni” del Marocco, che violano il cessate il fuoco del 1991.

La disputa sul Sahara Occidentale ha avuto inizio nel 1975 quando, in seguito al ritiro del dominio spagnolo, il Marocco ha annesso una parte di tale area, situata sulla costa Nord-occidentale dell’Africa. In risposta, nel 1976, il Fronte Polisario, costituitosi come movimento il 10 maggio 1973, ha annunciato la nascita della Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi (SADR), instaurando un governo in esilio in Algeria ed intraprendendo una guerriglia per l’indipendenza durata fino al 6 settembre 1991, anno in cui venne dichiarato un cessate il fuoco, promosso dalla Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO).

Ad oggi, il governo di Rabat rivendica la propria sovranità sul Sahara Occidentale, mentre il Fronte Polisario continua a battersi affinché venga indetto un referendum per l’autodeterminazione del proprio territorio, dove risiede circa mezzo milione di individui. Da un lato, il Fronte controlla una striscia desertica del Sahara Occidentale a Est delle mura di difesa del Marocco. Si stima che i militanti siano circa 10.000, concentrati non nel Sahara Occidentale, ma a Tindouf, città dove il Fronte organizza campi profughi per la popolazione sahrawi. Il Marocco, dall’altro lato, controlla circa l’80% del territorio, che comprende depositi di fosfato e zone per la pesca.

Nelle ultime tre settimane, la regione è stata testimone di nuove tensioni dopo che, il 21 ottobre, stando a quanto riferiscono fonti marocchine, gruppi armati fedeli al Fronte Polisario, pari a circa 70 combattenti, hanno chiuso il valico di frontiera tra Marocco e Mauritania e si sono infiltrati nell’area di Guerguerat, ostacolando la circolazione di persone e merci, oltre a limitare il lavoro degli osservatori militari della Missione dell’Onu MINURSO. Per Rabat, tali azioni “documentate” costituiscono una minaccia alla stabilità dell’area, oltre che al cessate il fuoco e agli accordi militari raggiunti sino ad ora. Non da ultimo, si tratta di attività che minano gli sforzi profusi a livello internazionale sulla strada del processo politico.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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