Incontro tripartito Cipro-Grecia-Israele: al centro la sicurezza del Mediterraneo

Pubblicato il 13 novembre 2020 alle 20:19 in Cipro Grecia Israele

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Il ministro della Difesa israeliano, Benny Gantz, si è recato, giovedì 12 novembre, nella capitale di Cipro, Nicosia, per tenere discussioni strategiche su questioni di sicurezza con i suoi omologhi greci e ciprioti. Gli incontri si sono concentrati sullo sviluppo e l’approfondimento delle collaborazioni in materia di sicurezza tra i tre Paesi, oltre che sulla valutazione delle sfide regionali comuni, hanno affermato i funzionari. Gantz ha poi discusso della vendita di armi israeliane con le sue controparti.

Dopo l’incontro con il presidente cipriota, Nicos Anastasiades, e con i ministri della Difesa Charalambos Petrides e Nikos Panagiotopoulos, rispettivamente cipriota e greco, il ministro della Difesa di Tel Aviv ha twittato: “L’alleanza tra Israele-Cipro-Grecia è più forte che mai. Promuoveremo un’ampia cooperazione in materia di sicurezza che rafforzerà la nostra capacità di difesa e di creare migliaia di posti di lavoro in ciascuno dei tre Paesi”. L’incontro è avvenuto due settimane dopo un analogo vertice trilaterale, tenutosi il 27 ottobre ad Atene, alla presenza dei ministri degli Esteri di Israele, Grecia e Cipro, ovvero Gabi Ashkenazi, Nikos Dendias e Nikos Christodoulides. In una dichiarazione congiunta, le tre nazioni avevano affermato di considerare la cooperazione regionale come “una componente strategica centrale per garantire pace, stabilità e prosperità economica”.

A giugno, il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis aveva visitato Gerusalemme per il quarto incontro intergovernativo tra Israele e Grecia. Dopo aver incontrato il premier, Benjamin Netanyahu, i due avevano firmato tre memorandum d’intesa, su questioni di cyber-sicurezza, agricoltura e turismo. La frequenza di questi incontri trilaterali e bilaterali, in particolare durante la pandemia di COVID-19, evidenzia, secondo quanto sottolineato dal quotidiano al-Monitor, la tendenza con cui Grecia, Cipro e Israele stanno rafforzando i legami soprattutto in ambito di sicurezza, energia ed economia. È una vera alleanza strategica, che ha ricevuto la benedizione di Washington. Si prevede infatti che Gantz condividerà le sue osservazioni sull’incontro tripartito con il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, quando quest’ultimo si recherà in Israele la prossima settimana.

Nel frattempo, i leader di Grecia, Israele e Cipro stanno lavorando insieme alla costruzione del nuovo gasdotto sottomarino EastMed, che trasporterà gas naturale dalle riserve presenti nel Mediterraneo sudorientale all’Europa continentale. EastMed si estenderà per 1900 chilometri circa e, secondo quanto sottolineato dai tre Paesi, si pone quale alternativa per l’Europa, attualmente dipendente dalla Russia e dalla regione caucasica per quanto riguarda l’offerta di gas. Secondo il progetto presentato, il gasdotto partirà dalle riserve di gas naturale israeliane del bacino del Mar di Levante, per poi dirigersi verso Cipro, Creta e terminare in Grecia. Successivamente, dalla Grecia il gas giungerà in Italia attraverso un ulteriore gasdotto. Il progetto, secondo le stime, ha un valore di circa 6 miliardi di euro e, nel giro di 7 anni, soddisferà il 10% del fabbisogno di gas naturale dell’Unione Europea.

L’EastMed ha portato con sé tensioni a livello politico tra Grecia e Cipro da un lato e Turchia dall’altro. Tali tensioni risultano collegate alla disputa territoriale tra Ankara e Nicosia in merito alla sovranità sulle acque a largo di Cipro, ricche di gas naturale, dove la Turchia conduce operazioni di trivellazione dallo scorso maggio.

L’incontro di difesa trilaterale del 12 novembre arriva mentre le tensioni tra Ankara e Atene continuano a crescere, specialmente nel Mediterraneo. Turchia e Grecia, entrambi membri della NATO, sono in disaccordo sui diritti di sfruttamento delle risorse di idrocarburi nella regione del Mediterraneo orientale, per via di opinioni contrastanti sull’estensione delle loro piattaforme continentali. Le acque, punteggiate principalmente da isole greche, sono ricche di gas e la delimitazione delle rispettive zone economiche esclusive è fonte di controversia tra Turchia, Grecia e Cipro. 

Ankara sostiene di avere la costa più lunga del Mediterraneo orientale, ma la sua zona marittima è racchiusa in una stretta striscia di acque a causa dell’estensione della piattaforma continentale greca, caratterizzata dalla presenza di molte isole vicine alla frontiera turca. L’isola greca di Kastellorizo, che si trova a circa 2 km dalla costa meridionale della Turchia e a 570 km dalla Grecia continentale, è una delle principali fonti di frustrazioni per Ankara, che rivendica quelle acque come proprie.

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Chiara Gentili

di Redazione

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