Gran Bretagna: consigliere di Johnson annuncia “dimissioni a Natale”

Pubblicato il 13 novembre 2020 alle 18:17 in Europa UK

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Dominic Cummings, uno dei consiglieri più potenti del primo ministro britannico, Boris Johnson, nonché tra i maggiori sostenitori della Brexit, lascerà la sua posizione a Downing Street a fine anno. L’annuncio è arrivato dopo l’esplosione di una battaglia interna su chi sarà il futuro capo dello staff del premier, sfociata ieri nelle dimissioni del direttore della comunicazione del governo, Lee Cain, fedelissimo di Cummings. Quest’ultimo, che ha ideato il voto referendario sulla Brexit, nel 2016, ed è stato tra i responsabili della schiacciante vittoria elettorale di Johnson, nel 2019, ha dichiarato alla BBC, giovedì 12 novembre, che la sua posizione non è cambiata da gennaio, quando fece sapere, sul proprio blog, di voler rendere la sua posizione a Downing Street “fondamentalmente superflua” per la fine del 2020.

Il segretario ai Trasporti, Grant Shapps, ha dichiarato a Sky che Cummings aveva rivelato di non avere intenzione di rimanere nella sua posizione di consigliere senior di Johnson per più di un anno, una volta che la Gran Bretagna avesse approvato il recesso informale dall’Unione Europea. “Come ha scritto proprio a inizio anno con le sue stesse parole, Cummings aveva pianificato di andarsene dopo che la grande cosa su cui aveva lavorato, ovvero la Brexit, si sarebbe avvicinata alla fine del periodo di transizione, che è stato fissato al 31 dicembre”, ha detto Shapps.

L’uscita di uno dei più stretti alleati di Johnson segna un cambiamento significativo nella cerchia ristretta del primo ministro. Cummings era stato scelto da alcuni dei “cervelli” di Johnson ed è stato una figura che ha esercitato un’influenza significativa sull’operato dell’esecutivo. Impegnato nella Brexit, ha spesso disprezzato l’establishment politico britannico e ha scagliato colpi non indifferenti sia contro giornalisti che contro ministri del governo.

La BBC ha citato le rivelazioni di una fonte senior di Downing Street, rimasta anonima, che avrebbe detto che Cummings “ha deciso di saltare via perché altrimenti sarebbe stato spinto presto fuori”. Il consigliere del primo ministro, tuttavia, ha chiarito all’emittente britannica che le voci sul suo conto, secondo cui minacciava di dimettersi o chiedeva ad altri di dimettermi erano “inventate”.

A detta dei media, le dimissioni di Cummings sono la conseguenza, da un lato, del braccio di ferro con Carie Symonds, fidanzata e futura terza moglie di Johnson, su chi debba avere l’influenza più decisiva sul primo ministro, dall’altro, di un mutato atteggiamento dello stesso premier, che, stando alle ultime indiscrezioni, dopo aver difeso il suo consigliere dalle accuse di violazione delle regole del lockdown, in primavera, si sarebbe reso conto della sua presenza troppo dannosa e divisiva in questa fase dell’emergenza coronavirus.

Mentre Johnson sta continuando le negoziazioni sulle fasi finali di un accordo commerciale sulla Brexit ed è alle prese con una seconda ondata di coronavirus, Downing Street è stata sommersa da una battaglia interna su chi dovrebbe diventare il capo dello staff di Johnson. Il direttore delle comunicazioni del premier, Lee Cain, si è dimesso mercoledì 11 novembre. Cain, un altro fervido sostenitore della Brexit, è stato uno stretto alleato di Cummings e ha lavorato con lui alla campagna per il referendum.

Negli ultimi giorni, le speranze di un accordo commerciale tra UE e Regno Unito si sono fatte più concrete. La Gran Bretagna ha dichiarato, lunedì 9 novembre, di essere disponibile ad un compromesso “ragionevole” sul settore della pesca e ha sottolineato che, sia da parte di Londra che da parte di Bruxelles, c’è la volontà di progredire verso un’intesa sulla Brexit. Dopo essersi congratulato con Joe Biden per la sua vittoria alle elezioni presidenziali statunitensi, il primo ministro Johnson, ha dichiarato, domenica 8 novembre, che un accordo commerciale con l’UE è “vicino” e che le linee generali sono chiare.

Michel Barnier, capo negoziatore dell’UE per la Brexit, ha riferito all’agenzia di stampa Reuters di essere “molto felice di essere tornato a Londra per i colloqui” e ha ribadito che “i lavori delle delegazioni continuano”. “Sono contento di essere a Londra, perché  raddoppieranno i nostri sforzi per raggiungere un accordo su una partnership futura”, ha scritto Barnier su Twitter ricordando le “tre chiavi per sbloccare un’intesa“, ovvero “il rispetto dell’autonomia dell’UE e della sovranità britannica, con una governance efficace e meccanismi di applicazione efficaci tra i partner internazionali; solide garanzie su una concorrenza ed un commercio liberi ed equi, basati su standard elevati condivisi; e l’accesso stabile e reciproco ai mercati e alle opportunità di pesca nell’interesse di entrambe le parti”.

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Chiara Gentili

di Redazione

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