Germania: arrestate 12 persone, pianificavano attacchi contro le moschee

Pubblicato il 13 novembre 2020 alle 21:05 in Europa Germania

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In Germania, i pubblici ministeri hanno accusato 12 uomini tedeschi di aver architettato attacchi armati contro alcune moschee in cui avevano in programma di uccidere o ferire il maggior numero possibile di musulmani, hanno riferito le autorità venerdì 13 novembre. “Hanno cercato di minare la sicurezza attraverso attacchi alle moschee e l’uccisione e il ferimento di quanti più musulmani possibile per creare condizioni simili ad una guerra civile”, recita la dichiarazione rilasciata dai pubblici ministeri, i quali hanno sottolineato che i sospetti, 11 membri della banda e un complice, si incontravano regolarmente per pianificare l’attacco. Tutti si erano poi impegnati a contribuire all’iniziativa con diverse migliaia di euro per un totale di 50.000 euro destinati all’acquisto di armi. Nelle case dei sospettati sono state trovate somme in contanti “per una media di quattro cifre”. 

Gli indagati, di età compresa tra 31 e 61 anni, sono tutti tedeschi e sono stati arrestati. Uno solo è ancora in libertà, hanno precisato i pubblici ministeri della città sud-orientale di Stoccarda. Un altro sospetto è morto mentre si trovava in custodia. Un funzionario dell’accusa ha dichiarato che l’uomo si è suicidato.

Negli ultimi anni, la Germania ha subito diversi attacchi di destra diretti contro le minoranze e contro coloro accusati di sostenerle. Membri della cosiddetta resistenza nazionalsocialista sono stati condannati, nel 2018, per una serie di omicidi di persone etnia turca. Nel 2019, il Paese ha poi registrato un aumento significativo del numero di estremisti di destra. Secondo il rapporto annuale pubblicato il 9 luglio dall’agenzia di intelligence nazionale Bfv, il numero sarebbe di circa 32.080 condannati. Si tratta di un aumento di quasi 8.000 unità rispetto alla cifra di 24.100 registrata nel 2018. In particolare, nel giro di un anno si è verificata l’uccisione di un politico regionale da parte di un presunto neonazista, un attacco a una sinagoga di Halle, e l’uccisione di 9 persone ad Hanau.

Nel dettaglio, il primo episodio si è verificato il primo giugno 2019, e ha riguardato un membro del partito della cancelliera Angela Merkel, Walter Luebcke, il quale guidava l’amministrazione regionale nella zona di Kassel nella Germania centrale. Il secondo, è accaduto lo scorso 10 ottobre, quando un attentatore ha provato, senza riuscirci, ad introdursi in una sinagoga, la quale ospitava 80 persone. L’uomo ha poi sparato e ucciso una donna tedesca di 40 anni per strada, e un ragazzo di 20 anni in un negozio di kebab nelle vicinanze e, nel fuggire dalla città, ha ferito altre due persone in una piccola città vicino Halle. Infine, il terzo episodio risale allo scorso 20 febbraio, data in cui un uomo armato ha sparato e ucciso 9 persone di origine straniera nella città di Hanau, caratterizzata da una popolazione molto eterogenea e appartenente a diverse origini.

Secondo quanto dichiarato dal ministro dell’Interno di Berlino, Horst Seehoferl’estremismo di destra rappresenta la principale minaccia alla sicurezza nazionale del Paese e, per tale ragione, la Germania intende adottare misure più rigide per prevenire e contrastare il fenomeno. 

 

 

di Redazione

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