Afghanistan: come procedono i colloqui in Qatar

Pubblicato il 13 novembre 2020 alle 20:04 in Afghanistan Asia

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Abdullah Abdullah, capo dell’Alto Consiglio per la Riconciliazione Nazionale dell’Afghanistan, ha dichiarato che i negoziati di pace in Qatar non stanno mostrando progressi.

Abdullah ha chiesto “qual è il senso della presenza del team negoziale se i conflitti si stanno intensificando”. Parlando durante un incontro sulla sicurezza ad Herat, il 13 novembre, Abdullah ha riferito che non è stata presa alcuna decisione sul ritorno della squadra negoziale da Doha, ma ha aggiunto che il piano dei talebani di utilizzare la crescente violenza per ottenere maggiori concessioni nei colloqui di pace è un errore. “I colloqui non hanno avuto alcun impatto sulla riduzione della violenza e sul miglioramento della situazione sul campo, allora dove ci porteranno?” ha chiesto Abdullah.

“Abbiamo una posizione unita su un punto: questo Paese ha bisogno di pace. Lo sappiamo che pace non significa tornare ai giorni bui, pace non significa rievocare ricordi amari del popolo afghano, ma significa trovare un modo comune per vivere in pace nonostante i diversi punti di vista”, ha dichiarato Abdullah. “Non c’è vincitore in guerra e nessun perdente in una pace inclusiva. Io ci credo. Non c’è perdente in una pace in cui tutti sono inclusi ed è in mano agli afgani. Entrambe le parti dovrebbero avere questa mentalità”, ha aggiunto. 

In questo contesto, l’ex consigliere per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, H. R. McMaster, in un video registrato durante la conferenza del 13 novembre ha invitato la nuova amministrazione statunitense a rimuovere le radici del sostegno ai talebani. Il rappresentante ha poi aggiunto che l’Iran e il Pakistan dovrebbero svolgere un ruolo costruttivo nel processo di pace afghano. Da parte sua, Abdullah ha affermato che i Paesi della regione hanno un impatto sul processo di pace afghano e che la pace e la stabilità in Afghanistan sono a loro favore.

Il giorno precedente, il 12 novembre, il presidente dell’Afghanistan, Ashraf Ghani, ha parlato con il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg. Entrambe le parti hanno discusso della situazione in corso in Afghanistan, del processo di pace e del continuo sostegno della NATO alla sicurezza del Paese, secondo quanto ha riferito il portavoce presidenziale, Sediq Sediqqi. Dal punto di vista internazionale, si attende che la Francia cheda agli Stati Uniti di non ritirare le sue forze dall’Afghanistan e dall’Iraq. Secondo Reuters, Jean-Yves Le Drian e il presidente francese, Emmanuel Macron, dovrebbero incontrare Pompeo, nella capitale francese. 

Ad oggi, l’Afghanistan subisce fortemente le divisioni derivanti dalla sua travagliata storia. A seguito della fine del dominio dell’Unione Sovietica in Afghanistan, durato dal 1979 al 1989, il Paese ha vissuto numerosi sconvolgimenti. Nel 1996 i talebani avevano guadagnato il controllo di gran parte del Paese, ottenuto in seguito a una sanguinosa guerra civile combattuta contro varie fazioni locali. Nel 2001, in seguito agli attentati dell’11 settembre, gli USA hanno invaso l’Afghanistan, accusato di essere la base logistica dalla quale Al-Qaeda aveva pianificato gli attacchi contro gli Stati Uniti e dove si era a lungo nascosto il leader dell’organizzazione, Osama bin Laden, sotto la protezione dei talebani. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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