Egitto: elicottero si schianta nel Sinai

Pubblicato il 12 novembre 2020 alle 21:25 in Africa Egitto

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Un elicottero della Forza multinazionale e osservatori (Multinational Force and Observers – MFO) si è schiantato nel Sinai egiziano, giovedì 12 novembre, vicino alla località turistica di Sharm el-Sheikh. Otto membri della forza di pace sono rimasti uccisi. Si tratta di sei americani, un cittadino francese e un cittadino ceco, tutti membri del servizio militare dell’MFO. Uno dei membri dell’equipaggio è sopravvissuto ed è stato trasportato d’urgenza in un ospedale in Israele.

Un funzionario informato sull’incidente ha riferito all’agenzia di stampa Reuters che lo schianto sarebbe stato causato da un guasto meccanico. Il Ministero della Difesa di Praga ha rilasciato una dichiarazione in cui si conferma che un membro dell’esercito della Repubblica Ceca risulta tra le vittime. Anche la nota ministeriale conferma che la causa dell’incidente sarebbe stato un guasto tecnico. Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Christopher Miller, ha riferito che sei americani sono rimasti uccisi e ha detto su Twitter di essere “profondamente addolorato per le morti”.

L’MFO è stato installato nel Sinai per monitorare la smilitarizzazione della regione nell’ambito dell’accordo di pace egiziano-israeliano del 1979. La forza è diminuita di dimensioni negli ultimi anni quando i Paesi vicini hanno rafforzato la cooperazione in materia di sicurezza contro i ribelli islamisti del Sinai. Tuttavia, sia Israele che l’Egitto si sono, in passato, opposti alle proposte di Washington di ridurre la partecipazione degli Stati Uniti alla MFO, il cui sito web elenca circa 452 americani tra i 1.154 militari della forza. Il Cairo vede l’MFO come parte di una relazione con Israele che, sebbene impopolare tra molti egiziani, ha consentito al governo di ricevere miliardi di dollari dagli USA in aiuti alla difesa, che hanno accompagnato la smilitarizzazione imposta dall’estero sul Sinai.

Per Israele, l’MFO offre rassicurazioni strategiche in una regione in cui le alleanze possono cambiare improvvisamente. In una dichiarazione di cordoglio, il ministro degli Esteri israeliano, Gabi Ashkenazi, ha definito l’MFO “estremamente importante per mantenere la sicurezza e la stabilità”. L’esercito di Tel Aviv ha dichiarato di essersi offerto di inviare una squadra di soccorso sulla scena. Secondo il suo sito web, l’MFO attira personale da 13 Paesi e copre un’area di oltre 10.000 chilometri quadrati nel Sinai.

L’intera regione del Sinai, zona di congiunzione tra i continenti africano ed asiatico, vive da mesi in uno stato d’allerta. A luglio, l’esercito egiziano si è ritrovato a contrastare i militanti dello Stato Islamico presso Bir al-Abd, dove Wilayat Sinai, un’organizzazione terroristica affiliata allo Stato Islamico, era riuscita ad assumere il controllo di diversi villaggi nell’area occidentale di tale città. Le tensioni avevano avuto inizio il 22 luglio, dopo che Il Cairo aveva dichiarato di aver sventato un attacco terroristico nella regione del Sinai del Nord, uccidendo 18 militanti. Da allora, sono state piantate mine ed esplosivi in punti strategici dei villaggi di Bir al-Abd, impedendo alle forze egiziane di dare la caccia agli insorti. Per tale ragione, l’esercito del Cairo aveva fatto ricorso ai bombardamenti aerei, rischiando di provocare un alto numero di vittime civili.

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Chiara Gentili

di Redazione

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