Il Su-30 russo: un’alternativa agli F-35

Pubblicato il 12 novembre 2020 alle 14:35 in Russia

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Nato come una semplice variante del Su-27, il caccia multiruolo russo Su-30 ha superato i suoi limiti e sembra poter diventare uno degli aerei da combattimento più promettenti di Mosca, indicato soprattutto per l’esportazione.

Il Su-27, tra gli aerei militari sovietici maggiormente utilizzati durante la Guerra Fredda, rappresentava una vetrina delle migliori tecnologie dell’URSS, volto a difendere lo spazio aereo sovietico sia dai bombardieri della NATO che dai caccia che volevano mettere in dubbio la sua superiorità aerea. Tuttavia, lo spazio aereo sovietico è decisamente vasto e, con la Guerra Fredda che infuriava su fronti lontani, dall’Europa centrale all’Estremo Oriente, il Cremlino ha cominciato a sentire sempre di più la necessità di acquisire un Su-27 a più lungo raggio, per specifici scenari di intercettazione. Quello che alla fine sarebbe diventato il Su-30 è dunque nato da diversi modelli Su-27 più vecchi, in particolare dalla linea Su-27M modernizzata.

Nello specifico, il Su-30 deriva gran parte del suo DNA dal Su-27UB, un modello da addestramento a due posti, che divenne in seguito la base dell’intercettore a lungo raggio Su-27PU. Dopo il crollo sovietico, il Su-27PU è stato ribattezzato Su-30 e le sue funzioni si sono evolute da semplice intercettore a velivolo multiruolo più versatile. Il modello di base Su-30 è entrato in servizio a metà degli anni ’90, come caccia supermanovrabile a due posti, progettato sia per le missioni di intercettazione che per quelle di attacco. Il Su-30 condivide ampie somiglianze di design con il suo fratello Su-27, come le ali sportive aperte e un naso angolato. Il caccia è alimentato da due motori AL-31FL in grado di sostenere una velocità di volo massima di 2 Mach. In confronto, la maggior parte dei modelli Su-27 prodotti in serie sono generalmente in grado di raggiungere velocità di circa 2,35 Mach. La configurazione di base del Su-30 vanta la suite standard di armamento aereo tardo sovietico, inclusi missili aria-aria a corto raggio R-73 e un’ampia selezione di bombe guidate KAB sovietiche.

Al di là di questi dettagli di base, è difficile generalizzare sul Su-30. Destinato principalmente come prodotto di esportazione, il caccia multiruolo russo ha creato numerose varianti di se stesso su misura per le esigenze di specifici clienti stranieri. La versione da esportazione indiana del Su-30MKI, prodotta congiuntamente da Sukhoi e dal produttore indiano Hindustan Aeronautics Limited (HAL), presenta, in particolare, il thrust vectoring ovvero la spinta direzionale. Il Su-30MKM, progettato per la Royal Malaysian Air Force, è costruito sulla variante indiana ma include numerosi aggiornamenti come il sistema radar sovietico “Bars”. Forse la variante del Su-30 più unica è però il il Su-30MKK, ordinato dai cinesi. Si tratta di un caccia d’assalto pesantemente armato che ha generato derivati propri, successivamente acquistati da Vietnam e Venezuela.

All’inizio del 2010, molti dei miglioramenti delle varianti di esportazione del Su-30 sono stati integrati in un unico velivolo modernizzato costruito per l’aviazione russa: il Su-30SM, un caccia di generazione 4+ che ha aggiunto pod di disturbo e un sistema di comunicazione rinnovato. Con oltre 100 unità distribuite tra i suoi rami dell’aviazione, il Su-30SM è tra gli aerei da combattimento più promettenti della Russia.

L’industria aeronautica di Mosca sta attualmente lavorando al Su-30SM2, un successore del Su-30SM. Il Su-30SM2 funzionerà con il motore AL-41F-1S del Su-35. Come ha spiegato il pilota collaudatore, il colonnello Igor Malikov, questo aggiornamento del motore si rivelerà probabilmente un grande vantaggio in termini di prestazioni: “Il motore più potente del Su-35 fornirà una maggiore spinta. Significa un numero maggiore di munizioni e attrezzature su bordo. Il modulo thrust-vectoring promuove combattimenti manovrabili che richiedono anche apparecchiature elettroniche e controlli delle armi adeguati”. Il Su-30SM2 effettuerà il suo primo volo entro la fine del 2020.

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Chiara Gentili

di Redazione

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