USA: Pompeo conferma la vendita di F-35 agli Emirati

Pubblicato il 11 novembre 2020 alle 12:29 in Emirati Arabi Uniti USA e Canada

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Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha confermato, martedì 10 novembre, che gli Stati Uniti hanno in programma la vendita di caccia stealth F-35 agli Emirati Arabi Uniti. L’accordo fa parte di un pacchetto dal valore di 23,37 miliardi di dollari e dovrebbe includere più di 50 jet prodotti dalla Lockheed Martin ad un costo stimato di 10.4 miliardi di dollari.  

Il Dipartimento di Stato USA ha già inviato un avviso formale al Congresso sulla vendita dei caccia stealth, a lungo richiesti dall’alleato arabo del Golfo, che ha ottenuto il via libera dopo aver accettato di normalizzare le relazioni con Israele, il 15 settembre. In tale occasione, anche il Bahrein aveva stabilito, tramite un accordo scritto, di riallacciare i legami diplomatici con Abu Dhabi. Il Sudan potrebbe essere il prossimo Stato arabo a farlo.

“Lo storico accordo degli Emirati Arabi Uniti per normalizzare le relazioni con Israele offre un’opportunità unica per una generazione di trasformare positivamente il panorama strategico della regione”, ha affermato Pompeo in una dichiarazione pubblica. “I nostri avversari, specialmente quelli in Iran, lo sanno e non si fermeranno davanti a nulla pur di interrompere questo successo condiviso”, ha aggiunto.

Il 29 ottobre, i legislatori democratici avevano riferito che il Dipartimento di Stato stava discutendo informalmente degli F-35 con il Congresso, che ha il potere di bloccare la vendita di armi. I Democratici americani hanno espresso sull’argomento sentimenti contrastanti, con alcuni di loro che temono che la vendita possa innescare una corsa agli armamenti nella regione e mettere a repentaglio l’indiscusso vantaggio militare di Israele. Quest’ultimo, tuttavia, si è dimostrato disponibile e aperto alla trattativa, lasciando cadere le obiezioni alla vendita con la promessa di ottenere in futuro nuove attrezzature ancora più high-tech dagli Stati Uniti.

Pompeo ha confermato che la vendita includerà fino a 50 F-35, equivalenti alle dimensioni della flotta israeliana. Gli aerei della Lockheed Martin possono essere utilizzati per raccogliere informazioni, condurre attacchi aerei ed eseguire combattimenti aria-aria. Il Segretario di Stato americano ha specificato che la vendita includerà anche 18 droni avanzati MQ-9B e 10 miliardi di dollari di munizioni aeree e terrestri.

Prima degli accordi sulla normalizzazione delle relazioni con Israele, la vendita di F-35 non sarebbe mai stata accettata dal governo israeliano. Questo perché, in base al principio del preservare il “vantaggio militare qualitativo” di Israele, gli Stati Uniti si consultano regolarmente con Tel Aviv sulla proposta di vendita di armi avanzate ad altri Paesi della regione mediorientale. Un disegno di legge approvato nel 2008 stabilisce che la vendita di armi statunitensi a qualsiasi Stato del Medio Oriente diverso da Israele debba garantire che non abbia effetti negativi sul vantaggio militare di Tel Aviv.

Se la proposta di vendita verrà approvata dai legislatori USA, gli Emirati Arabi Uniti diventeranno il quindicesimo Paese ad ottenere i caccia stealth F-35 della Lockheed Martin, altamente avanzati, e il secondo Paese del Medio Oriente a pilotare i caccia statunitensi dopo Israele.

Tel Aviv è l’unico al momento a possedere gli F-35 nella regione mediorientale. Washington prevede che questo tipo di velivolo diventerà negli anni a venire la principale piattaforma di aerei da combattimento degli Stati Uniti e dei suoi alleati. La sua tecnologia invisibile è altamente sensibile e potrebbe essere compromessa se cadesse nelle mani degli avversari statunitensi.

Secondo quanto riferito dal quotidiano al-Monitor, anche il Qatar avrebbe richiesto gli F-35, sollevando perplessità sul fatto che le ambizioni dell’amministrazione Trump di rafforzare la cooperazione militare nella regione possano portare ad un afflusso di armi americane avanzate in Medio Oriente. L’iniziativa degli Accordi di Abraham, con i quali Israele ed Emirati Arabi Uniti hanno rafforzato le proprie relazioni, arriva mentre i rapporti strategici tra gli Stati Uniti e la Turchia, membro della NATO, sono sempre più tesi.

Ankara è stata espulsa dal programma F-35 lo scorso anno, dopo aver acquistato il sistema di difesa missilistico S-400 della Russia, testato a inizio ottobre, nonostante i continui avvertimenti di Washington. Nel frattempo, i media greci hanno riferito che Atene acquisterà 6 F-35 nel 2022, insieme ad altri 6 jet da combattimento Rafale, di fabbricazione francese. Questo annuncio approfondisce le distanze tra USA e Turchia e rischia di alimentare le tensioni nel Mediterraneo orientale, dove Atene e Turchia sono già ai ferri corti. I due Paesi sono in disaccordo sui diritti di sfruttamento delle risorse di idrocarburi, per via di opinioni contrastanti sull’estensione delle loro piattaforme continentali. Le acque, punteggiate principalmente da isole greche, sono ricche di gas e la delimitazione delle rispettive zone economiche esclusive è fonte di controversia tra Turchia, Grecia e anche Cipro. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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