Riad disposta a rafforzare i legami con l’Iraq

Pubblicato il 11 novembre 2020 alle 12:01 in Arabia Saudita Iraq

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Il principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman al-Saud, e il primo ministro iracheno, Mustafa al-Kadhimi, hanno ribadito la volontà dei due Paesi di rafforzare i legami di cooperazione in diversi settori, in modo da rispondere agli interessi dei propri popoli e promuovere sicurezza e stabilità a livello regionale.

Questo è quanto emerso dall’incontro svoltosi, in videoconferenza, nella sera del 10 novembre. Nel corso del meeting, le due parti hanno evidenziato l’importanza della cooperazione congiunta tra Iraq e Arabia Saudita nel campo dell’energia e del settore petrolifero, all’interno dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC) e OPEC+. Inoltre, è stata rivolta l’attenzione ai memorandum siglati già in precedenza dai due Paesi nell’ambito del Consiglio di coordinamento saudita-iracheno, con particolare riferimento a quelli raggiunti il 20 luglio scorso. Per il principe Salman, il Regno saudita e l’Iraq sono due Paesi vicini, che condividono la stessa religione, gli stessi interessi e le stesse sfide e, per tale motivo, Riad desidera approfondire ulteriormente i propri legami con Baghdad, sulla base di una relazione che, in realtà, dura da tempo.

Le due parti si sono altresì dette disposte a cooperare nell’ambito della lotta al terrorismo e all’estremismo. L’Arabia Saudita, in particolare, ha riferito che continuerà a sostenere gli sforzi profusi dall’Iraq all’interno della coalizione internazionale anti-ISIS, a guida statunitense. Un altro punto ha poi riguardato il piano volto alla creazione di un’area di libero scambio e la riapertura, presumibilmente entro sette giorni, del valico di frontiera di Arar, chiuso da circa 29 anni.

Si tratta di un attraversamento situato nella provincia irachena di Anbar, nell’ovest del Paese, completamente chiuso dopo la prima guerra del Golfo del 1991. L’ipotesi della riapertura era già stata presa in esame nel corso dell’incontro del 20 luglio scorso, quando l’Arabia Saudita si era impegnata a riaprire il valico di frontiera di Arar, previa verifica delle condizioni necessarie, in modo da favorire gli scambi economici e commerciali tra i due Paesi, sulla base di un accordo firmato con il precedente governo iracheno, presieduto da Adel Abdul Mahdi, nel mese di ottobre 2019. 

L’Arabia Saudita ha cercato più volte di “corteggiare” l’Iraq, di comune accordo con gli Stati Uniti, con il fine di contrastare la crescente influenza dell’Iran, considerato il principale nemico in Medio Oriente sia da Riad sia da Washington. Da parte sua, l’Iraq mira ad ottenere vantaggi economici dai maggiori rapporti con il Regno saudita. L’istituzione del Consiglio di Coordinazione congiunto saudita-iracheno risale al mese di ottobre 2017, pochi mesi prima della sconfitta militare dell’ISIS in Siria e in Iraq, quando Riad e Baghdad si sono impegnate a facilitare la ricostruzione delle aree devastate dai terroristi in Iraq. Non da ultimo, nel mese di aprile 2019, dopo la riapertura del consolato saudita in Iraq, Riad si è impegnata a stanziare prestiti da 1.5 miliardi di dollari e, dopo un mese, sono stati siglati 13 accordi in diversi ambiti, dall’energia all’istruzione.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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