Open Arms soccorre barcone con 100 migranti, 5 morti

Pubblicato il 11 novembre 2020 alle 18:45 in Europa Immigrazione

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L’ONG spagnola per il salvataggio dei migranti in mare, Open Arms, ha reso noto, su Twitter, il tentativo di soccorso di un barcone naufragato nel Mediterraneo centrale. A bordo dell’imbarcazione, c’erano circa 100 persone, tra cui diverse donne e bambini. Almeno 5 sono i corpi recuperati senza vita. “Ecco cosa succede quando le persone vengono abbandonate in mare”, ha scritto l’ONG in un post. “Stiamo terminando il soccorso, 5 sono al momento le persone decedute“, ha aggiunto, sottolineando che l’equipe medica sta assistendo tutte le persone tratte in salvo.

Martedì 10 novembre, la linea telefonica Alarm Phone aveva riferito su Twitter che, secondo le ultime informazioni ricevute, c’erano “oltre 200 persone a rischio annegamento” nel Mediterraneo. In quella stessa giornata, 13 corpi erano stati effettivamente rinvenuti. In base alle posizioni comunicate, 110 persone si trovavano nella zona di ricerca e soccorso (SAR) maltese, mentre 20 in acque internazionali, così come altre 80. Le ultime due barche erano state registrate martedì intorno all’ora di pranzo, in un’area non troppo lontana dalla costa libica, a Nord-Ovest di Tripoli.

Più tardi, Alarm Phone ha confermato che il primo gruppo di 110 persone era arrivato a Lampedusa nella mattinata di mercoledì 11 novembre. Subito dopo, è stato chiarito che “altre 80 persone erano state raggiunte e salvate dalla nave di soccorso umanitaria spagnola Open Arms”. Il fondatore della ONG, Oscar Camps, ha twittato un’immagine del trasferimento, avvenuto di notte, e ha precisato che le persone si trovavano in “uno stato di salute precario, ma al sicuro”.

Il bilancio complessivo delle vittime nel Mediterraneo centrale dall’inizio del 2020 è di 575. L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) ritiene che i morti siano ancora di più ma che di molti di loro si sia persa traccia. A fine ottobre, l’ONG Medici Senza Frontiere (MSF) ha denunciato i blocchi imposti su gran parte delle navi di ricerca e soccorso operative nel Mediterraneo centrale. La Sea-Watch 4, ad esempio, è stata boccata dalle autorità italiane a metà settembre. A ottobre sono state fermate anche la Alan Kurdi e la Louise Michel.

L’UNHCR ha stimato che un totale di 21.218 migranti sono arrivati in Europa via mare e via terra, nei mesi di settembre e ottobre 2020. L’Italia è il Paese che ha accolto il maggior numero di stranieri dall’inizio dell’anno, seguita da Spagna (26.500) e Grecia (quasi 14.000). Il numero di morti in mare nei primi dieci mesi del 2020, in tutte e tre le rotte del Mediterraneo, secondo i dati dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM), ammonta a 728.

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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