Hong Kong: membri dell’opposizione espulsi dal governo

Pubblicato il 11 novembre 2020 alle 10:44 in Cina Hong Kong

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il governo della regione amministrativa speciale di Hong Kong ha annunciato, l’11 novembre, l’esclusione dal loro incarico, con effetto immediato, di 4 membri del Consiglio legislativo, secondo quanto previsto da una risoluzione adottata dal Comitato permanente dell’Assemblea Nazionale del Popolo di Pechino poco prima. La comunicazione, rilasciata dal governo dell’isola, ha aggiunto che i 4 legislatori erano tra coloro che si erano candidati per le elezioni, poi posticipate di un anno, dello scorso 6 settembre , e la cui candidatura non era stata accettata.

Poco dopo l’annuncio, il leader dell’opposizione, Wu Chi-wai, ha dichiarato che tutti i membri dell’opposizione del Consiglio legislativo si dimetteranno e ha affermato che la risoluzione passata da Pechino è “ridicola”. Per Wu, appartenente al Partito Democratico, con la sua ultima decisione il governo della Cina continentale avrebbe totalmente abbandonato la Basic Law, la mini-costituzione di Hong Kong, e l’isola potrebbe “dire al mondo intero che da oggi non esiste più alcun principio “un Paese, due Sitemi” “.

Secondo quanto stabilito dal Comitato permanete dell’Assemblea Nazionale del Popolo, il massimo organo legislativo del governo di Pechino, non possono essere membri del Consiglio Legislativo di Hong Kong coloro che “promuovono o incoraggiano l’indipendenza di Hong Kong”, non riconoscono la sovranità dello Stato cinese sull’isola, ricercano l’interferenza di Paesi o forze straniere nelle questioni interne della regione amministrativa speciale o che commettono altre azioni in grado di danneggiare la sicurezza nazionale. La decisione ha previsto altresì che l’esclusione sia applicabile anche ai membri del sesto Consiglio legislativo di Hong Kong, ovvero quello attualmente in carica, che si erano candidati alle elezioni originariamente previste per lo scorso 6 settembre ma che erano stati esclusi. Secondo quanto previsto, infine, sarà direttamente il governo di Hong Kong a dover rendere nota l’esclusione dei membri del Consiglio legislativo in base a tutte le motivazioni elencate e la decisione avrà effetto immediato.

Con la nuova risoluzione del governo centrale cinese, per le autorità di Hong Kong sarà quindi possibile rimuovere i politici dal proprio incarico senza dover passare per i tribunali della regione amministrativa speciale. La possibilità che alcuni membri del Consiglio legislativo sarebbero stati espulsi era già stata paventata prima dell’11 novembre e, in risposta, 19 legislatori avevano minacciato dimissioni di massa, lo scorso 9 novembre.

I quattro legislatori esclusi l’11 novembre sono tre esponenti del Partito Civico, Alvin Yeung Ngok-kiu, Kwok Ka-ki, Dennis Kwok, e un membro del Professionals Guild, Kenneth Leung, i quali erano già stati esclusi dalla corsa elettorale per la nomina del settimo Consiglio Legislativo dell’isola in quanto avevano rivolto appelli a governi stranieri affinché imponessero sanzioni sia su Pechino, sia su Hong Kong. Nonostante la loro candidatura fosse stata respinta, a quel tempo, era stato loro concesso di continuare il proprio lavoro di legislatori durante l’estensione del mandato del sesto Consiglio che sarà rinnovato alla fine di settembre 2021.

Secondo quanto affermato dalla governatrice dell’isola, Carrie Lam, non saranno indette elezioni per la nomina di quattro sostituti, confermando che le prossime elezioni saranno organizzate tra nove mesi. I quattro interessati, invece, hanno affermato si sia trattato di una violazione della Basic Law e del loro diritto di partecipazione alla vita pubblica locale.

Al momento, il Consiglio legislativo di Hong Kong è composto da 62 sedute, delle quali 19 sono occupate da membri dell’opposizione, 2 da esponenti indipendenti dei movimenti pro-democrazia e 41 dagli esponenti dell’establishment vicino a Pechino.

Lo scorso 30 giugno, l’Assemblea Nazionale del Popolo aveva approvato la “Legge della regione amministrativa speciale di Hong Kong della Repubblica Popolare Cinese per la salvaguardia della sicurezza nazionale”, entrata in vigore il giorno dopo e fatta rientrare nell’Allegato III della Basic Law. Con essa sono stati proibiti movimenti secessionisti e sovversivi, interferenze straniere e azioni di terrorismo sull’isola, rendendoli atti criminali per i quali sono previste pene fino all’ergastolo. Oltre a questo, è stata istituita la Commissione di Salvaguardia della Sicurezza Nazionale, che prevede l’impiego sull’isola di forze dell’ordine rispondenti al governo centrale di Pechino.

Per molti, la legge avrebbe leso l’autonomia e le libertà di Hong Kong, restando volutamente vaga e lasciando ampi margini per la casistica di applicazione. Molti Paesi, per lo più  occidentali, si sono opposti a tale provvedimento e hanno adottato varie contromisure, come la sospensione dei trattati di estradizione con l’isola e l’applicazione di sanzioni da parte degli USA, ritenute però inefficaci per invertire il corso delle scelte di Pechino.

Hong Kong fa ufficialmente parte della Cina dal primo luglio 1997, quando fu ultimato il passaggio della sua sovranità dal Regno Unito al governo di Pechino, secondo una serie di condizioni stabilite nella Dichiarazione congiunta sino-inglese, siglata il 19 dicembre 1984 e registrata come un trattato dall’Onu. In base a tale documento, le relazioni di Hong Kong con il governo centrale sono state regolate dal modello “un Paese, due sistemi”, volto a garantire un certo grado di indipendenza all’isola, che negli anni si era sviluppata su un modello economico, politico e sociale inglese e capitalista, molto distante dal modello del socialismo con caratteristiche cinesi adottato da Pechino. Tale principio e modalità di gestione sarebbero dovuti restare in vigore fino al 2047 ma per molti la legge sulla sicurezza nazionale li avrebbe già erosi.

 Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.