Ucraina: Kiev pronta a concedere autogoverno al Donbass

Pubblicato il 10 novembre 2020 alle 6:25 in Europa Ucraina

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Il parlamento ucraino intende adottare una legge sulle peculiarità dell’autogoverno locale nel Donbass, tenendo conto dei desideri di alcuni distretti delle regioni di Donetsk e Luhansk in una serie di condizioni, ma non sancirà lo status speciale del Donbass nella Costituzione dell’Ucraina. Questa posizione di Kiev, esposta nel “Piano di passi congiunti” predisposto dal governo ucraino, è stata indicata in un’intervista alla TASS dal capo della delegazione ucraina nel gruppo di contatto trilaterale ed ex presidente della repubblica (1991-94) Leonid Kravchuk.

“Stiamo parlando delle condizioni speciali dell’autogoverno locale in questi territori, che devono essere sancite dalla legge. Sono lieto di approvare e adottare una tale legge. Essa terrà conto delle peculiarità dell’esecutivo, della rappresentanza, delle questioni relative agli aspetti legali e di molte altre componenti della vita pubblica”, ha detto l’ex capo dello stato. L’Ucraina, secondo Kravchuk, “è pronta a recepire per legge altre caratteristiche linguistiche e umanitarie della vita in questi territori”.

Allo stesso tempo, il capo della delegazione ucraina è convinto che non si parli di garantire uno status speciale nella costituzione, come invece previsto dagli accordi di Minsk. “L’Ucraina è uno stato unitario. L’autogoverno locale per un determinato territorio con formazioni illegali non può essere specificato nella costituzione. Nei fatti è già uno stato federale con una forma di esistenza senza precedenti nel mondo”, ha spiegato. Se un tale consolidamento di uno status speciale per il Donbass è consentito, ritiene Kravchuk, allora altre regioni dell’Ucraina potrebbero esprimere tale desiderio. “E se per consolidare lo status delle regioni di Donetsk e Lugansk si aggiungessero altri? – si chiede Kravchuk – Allora non sarebbe più uno stato”.

Allo stesso tempo, l’ex capo dello stato ha sottolineato che l’Ucraina capisce che il Donbass è molto diverso dal resto del paese, e quindi il parlamento è pronto a fornire condizioni speciali per l’autogoverno. “Dopo sei anni di guerra, immaginare che le condizioni nel Donbass siano le stesse della regione di Lviv è solo una fantasia, lo capiamo”, ammette Kravchuk. Tra le iniziative della Rada, secondo lui, si sta considerando anche la creazione di una zona franca nell’Ucraina orientale, i cui parametri sono però ancora da discutere.

L’adozione della legge sulle peculiarità dell’autogoverno locale secondo la versione ucraina del piano di insediamento dovrebbe essere preceduta da una soluzione alla questione della sovranità ucraina nel territorio ribelle, ha affermato il capo della delegazione ucraina. “È necessario capire dove si trova l’Ucraina nel Donbass. Le regioni di Donetsk e Lugansk non sono controllate da Kiev. Non possiamo essere d’accordo con un tale diktat”, ha osservato Kravchuk, che ha spiegato che secondo la posizione di Kiev, tutti i gruppi armati illegali devono prima essere ritirati dal Donbass e il controllo ucraino sul territorio ripristinato, altrimenti, “questa non è Ucraina”. “Si scopre che questo è territorio dell’Ucraina, ma l’Ucraina stessa non ha nulla a che fare con esso e deve solo preparare una legge sulle elezioni… beh, ragazzi, non scherziamo!”, ha aggiunto.

Il pacchetto di misure per l’attuazione degli accordi di Minsk per risolvere la situazione nel Donbass, firmato nel febbraio 2015 a seguito del primo vertice del Quartetto Normandia (Francia, Germania, Russia e Ucraina), prevede la seguente procedura transattiva: cessate il fuoco, ritiro delle armi pesanti dalla linea di contatto, avvio di un dialogo sul ripristino dei legami socioeconomici tra Kiev e Donbass, nonché riforma della Costituzione dell’Ucraina, il cui risultato dovrebbe essere il decentramento del potere, tenendo conto dello status speciale di alcuni distretti delle regioni di Donetsk e Lugansk. Inoltre, gli accordi prevedono lo svolgimento delle prime elezioni nel Donbass, dopo di che alla regione viene concesso uno status speciale su base permanente, e solo allora dovrebbe avvenire il trasferimento del controllo del confine tra le autoproclamate repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk con la Russia all’esercito e alle guardi di frontiera ucraine.

 

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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