Proteste in Armenia, Pashinyan: Ho firmato accordo su consiglio dell’esercito

Pubblicato il 10 novembre 2020 alle 12:57 in Armenia Azerbaigian Russia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Di fronte alle proteste che scuotono Erevan sin dalla notizia del raggiungimento di un accordo per la cessazione delle ostilità nel Nagorno Karabakh, il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha dichiarato di aver firmato il patto con Aliyev e Putin dopo una corrispondente raccomandazione da parte delle forze armate del paese.

“Ho preso questa decisione dopo che l’esercito ha insistito per prendere una decisione del genere. Immaginate la situazione in cui l’esercito dice che è necessario fermarsi” – ha detto martedì Pashinyan durante una trasmissione in diretta sulla sua pagina Facebook .

Pashinyan ha anche osservato che il paese ha avuto problemi con la mobilitazione della riserva per continuare la guerra. “Abbiamo avuto problemi con il sistema di mobilitazione. E la pratica ha dimostrato che i civili, purtroppo, non sono così pronti a partecipare pienamente alle ostilità, perdono rapidamente la loro efficacia in combattimento, il che crea problemi”, ha detto ancora il capo del governo armeno.

Il 9 novembre, il presidente russo Vladimir Putin, il presidente azero Ilham Aliyev e il primo ministro armeno Nikol Pashinyan hanno firmato una dichiarazione congiunta sulla completa cessazione delle ostilità in Nagorno-Karabakh. Come, in particolare, ha detto il leader russo, la parte azera e armena rimarranno nelle loro posizioni occupate e le forze di pace russe saranno dispiegate nella regione da oggi e per i prossimi 5 anni al fine di garantire il funzionamento delle comunicazioni e del rispetto degli accordi.

Il Ministero della Difesa e lo Stato Maggiore dell’Armenia hanno annunciato martedì che le Forze Armate del Paese rispetteranno gli accordi e hanno invitato la popolazione ad astenersi da azioni che destabilizzerebbero la situazione nel Paese. Il presidente armeno Armen Sarkissian ha annunciato martedì 10 novembre l’inizio delle consultazioni politiche per discutere la situazione dopo la firma dell’accordo sulla risoluzione del conflitto del Karabakh.

Alla notizia dell’accordo manifestazioni di protesta sono iniziate a Erevan, dove il parlamento e la residenza del primo ministro sono stati occupati dai dimostranti. Il presidente del parlamento, Ararat Mirzoyan è stato aggredito e picchiato dalla folla. 

“Abbiamo combattuto contro i terroristi, l’Azerbaigian e uno dei migliori eserciti della NATO, quello turco”, ha detto ancora Pashinyan. “Abbiamo preso una decisione in base alla situazione al fronte. Questa decisione è stata presa sulla base di un’analisi della situazione militare e dei consigli di persone che sapevano meglio di tutti quale fosse la situazione reale”, ha detto il primo ministro.

Pashinyan ha aggiunto di essere stato costretto a fare un simile passo e ha sottolineato che tutti gli istigatori delle proteste a Erevan saranno severamente puniti. Il premier ha anche fatto appello ai suoi sostenitori a manifestare la propria posizione.

“Non c’era altra via d’uscita che firmare la dichiarazione. Voglio dirti molto in relazione a questa situazione, ma non posso ancora, perché le mie parole metteranno in pericolo i militari che sono ora nelle loro posizioni”, ha spiegato ancora Pashinyam.

“Alcuni dei rivoltosi di Erevan erano in Karabakh, ma per qualche motivo hanno lasciato le loro posizioni e sono fuggiti da lì. C’è un generale tra loro. Dichiaro ufficialmente che tutti gli istigatori saranno puniti nella misura massima consentita dalla legge”, ha concluso il primo ministro.

Leggi Sicurezza Internazionale il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.