Israele: l’esercito afferma di aver abbattuto un drone di Hezbollah

Pubblicato il 10 novembre 2020 alle 16:59 in Israele Libano

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L’esercito israeliano ha riferito di aver abbattuto un drone di Hezbollah entrato nello spazio aereo di Israele.

A dichiararlo, martedì 10 novembre, il portavoce delle forze di difesa aerea israeliane, Avichay Adraee, il quale, in un Tweet, ha comunicato la notizia definendo il gruppo sciita “terrorista” , e precisando che il drone colpito proveniva dal Libano. “Le forze (israeliane) lo hanno monitorato tutto il tempo fino a quando non è stato abbattuto” ha dichiarato Adraee, affermando che l’incidente non ha provocato alcun danno nelle città vicine. Tuttavia, ha riferito il portavoce, nei territori settentrionali israeliani, le forze sono pronte a contrastare qualsiasi offensiva, e non permetteranno che la sovranità di Israele venga violata. Né Hezbollah né il governo di Beirut hanno commentato l’accaduto.

Hezbollah, classificato come un’organizzazione terroristica da Israele e Stati Uniti, è un attore chiave nell’arena politica del Libano. Israele considera tale movimento sciita armato, sostenuto da Teheran, la più grande minaccia per il Paese proveniente dall’esterno dei confini nazionali. I due si sono scontrati nel 2006, in una battaglia lunga 34 giorni, nella quale circa 1200 persone sono morte in Libano, per lo più civili, e altre 158 hanno perso la vita a Israele, in gran parte soldati.

Anche nel 2019 Libano e Israele sono stati protagonisti di una escalation di tensioni. Questa ha avuto inizio il 25 agosto, quando un drone israeliano è precipitato nelle periferie meridionali di Beirut, controllate dal gruppo islamista Hezbollah, e un secondo drone è esploso nelle vicinanze, nelle prime ore del mattino. Il giorno successivo, il 26 agosto, tre raid aerei, sempre di provenienza israeliana, hanno colpito una base palestinese, nei pressi del confine con la Siria, situata vicino al villaggio di Qusaya, nella Valle di Bekaa.

Tra le mosse più recenti, le forze di difesa israeliane hanno annunciato, il 23 luglio, di aver inviato rinforzi al confine settentrionale con il Libano, dopo che Hezbollah ha minacciato una vendetta per la morte di un proprio combattente, Ali Kamel Mohsen, a seguito dell’attacco del 20 luglio. Israele non ha rivendicato l’attentato, ma è stato accusato da Hezbollah per aver ucciso uno dei propri combattenti, portando il partito sciita a minacciare una vendetta.

Tuttavia, secondo quanto affermato dal vicesegretario di Hezbollah, Naim Qassem, nel corso di un’intervista televisiva del 26 luglio, nei mesi successivi non vi sarebbe stata nessuna guerra tra Hezbollah e Israele. Per Qassem, tra i due nemici esiste un equilibrio in termini di deterrenza, e, pertanto, il partito sciita non è disposto a cambiare né una tale “equazione” né le relative “regole di ingaggio”. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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