Francia: ministro degli Esteri in Marocco

Pubblicato il 10 novembre 2020 alle 18:47 in Francia Marocco

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Il ministro degli Affari Esteri del Marocco, Nasser Bourita, ha ricevuto, lunedì 9 novembre, l’omologo francese, Jean-Yves Le Drian. La visita, che segue quella in Tunisia e in Egitto, ha avuto l’obiettivo di rafforzare la cooperazione bilaterale tra Rabat e Parigi ed è stata un’occasione per discutere di questioni di interesse comune, come la crisi libica e le dichiarazioni del presidente francese Macron sull’Islam.

L’agenda di Le Drian ha incluso consultazioni con funzionari marocchini di alto livello sui modi per migliorare le relazioni reciproche, ha dichiarato il Ministero degli Affari Esteri del Marocco. Durante il suo incontro con Bourita, Le Drian ha affermato che, relativamente al conflitto libico, il Marocco svolge un ruolo attivo negli sforzi regionali e internazionali per favorire la pace, invitando tutte le parti a impegnarsi in un dialogo costruttivo per risolvere la crisi. Il Paese, in particolare, ha ospitato tre tavole rotonde di colloqui, convocando a Bouznika diverse delegazioni delle fazioni libiche rivali.

Nell’incontro di lunedì 9 novembre, a Rabat, Le Drian e Bourita hanno anche discusso della situazione nel Sahel, uno dei dossier che desta maggiori preoccupazioni tra i Paesi del Nord Africa. Un altro argomento ha riguardato le sfide per la sicurezza in Francia e, a tal proposito, il ministro Le Drian ha incontrato il ministro degli Affari islamici del Marocco, Ahmed Toufiq. Molti Stati, tra cui la Francia, considerano efficace l’approccio marocchino contro il radicalismo islamico e l’estremismo.

Sulla scia delle crescenti sfide emerse nel Mediterraneo, il Marocco è tra i Paesi che godono di maggiore stabilità. La nazione ha un ruolo chiave nel contrastare i movimenti estremisti violenti, in particolare in Africa occidentale e nel Sahel, e lo fa soprattutto attraverso il suo programma di formazione degli imam.

L’incontro tra Toufiq e Le Drian giunge dopo che la Francia, a seguito di un aumento degli attacchi terroristici di matrice islamista, ha promesso di annullare il programma che consentiva agli imam di entrare nel Paese europeo. Il Marocco era tra i Paesi partecipanti al programma.

Gli attacchi di ottobre hanno scioccato la Francia, con il presidente Macron che ha pronunciato una serie di osservazioni controverse che hanno suscitato rabbia e frustrazione tra i musulmani di tutto il mondo. Ampie manifestazioni sono scoppiate in molti Paesi a maggioranza musulmana dopo che Macron ha affermato di voler difendere con determinazione il diritto alla libertà di stampa e quindi anche alla pubblicazione di vignette sul profeta Maometto, ritenute “offensive” dai governi arabi. Gruppi islamici, perlopiù radicali, hanno esortato la popolazione di diversi Paesi mediorientali, tra cui Siria e Iraq, ad organizzare proteste in un’ottica “anti-francese”. Di recente Macron, oltre ad aver promesso di impegnarsi a contrastare il “separatismo islamico”, ha definito l’Islam una religione “in crisi” in tutto il mondo e ha dichiarato che il governo presenterà, a dicembre, un disegno di legge per contrastare le frange più radicali dell’islamismo.

Parallelamente, dopo le dichiarazioni del capo dell’Eliseo, si è diffusa sui social media una campagna per il boicottaggio dei prodotti francesi, soprattutto di genere alimentare, nei supermercati dei Paesi arabi e in Turchia. Hashtag come #BoycottFrenchProducts e #NeverTheProphet sono diventati di tendenza in Stati come Kuwait, Qatar, Palestina, Egitto, Algeria, Giordania, Arabia Saudita e Turchia. Tuttavia, in un’intervista con il quotidiano al-Jazeera, sabato 31 ottobre, Macron ha rivisto parzialmente la sua posizione, dichiarando di aver capito perché i musulmani si sono sentiti scioccati dalle vignette, ma aggiungendo che il ruolo del presidente è quello di “promuovere la calma e al contempo proteggere il diritto alla libertà di espressione”.

Il governo del Marocco, dal canto suo, ha condannato gli attacchi avvenuti di recente in Francia, contro l’insegnante francese Samuel Paty, decapitato da un 18enne di origini cecene, e vicino alla chiesa di Nizza, dove un ragazzo di nazionalità tunisina ha ucciso 3 persone. Tuttavia, il governo di Rabat ha anche denunciato la pubblicazione delle caricature di Maometto, che, a suo dire, offendono i musulmani. “La libertà di un individuo finisce dove inizia la libertà degli altri e delle loro convinzioni”, ha affermato in una nota il Ministero degli Affari esteri del Marocco. L’incontro di Le Drian con il massimo funzionario religioso marocchino sottolinea il valore che la Francia attribuisce all’approccio del Paese nordafricano nel contrastare le minacce estremiste.

La visita di Le Drian si aggiunge alle già avanzate relazioni diplomatiche tra Francia e Marocco. I due Paesi ospitano frequenti scambi diplomatici e incontri tra funzionari. Parigi e Rabat descrivono le loro relazioni come forti e solide a tutti i livelli, incluso quello della cooperazione contro il terrorismo, della politica e del commercio. Lo scorso anno, le esportazioni francesi in Marocco sono ammontate a 5,29 miliardi di dollari. Nello stesso anno, le esportazioni del Marocco verso la Francia sono state pari a 6,34 miliardi di dollari.

Il governo francese ha definito le relazioni franco-marocchine “esemplari” e ha più volte sottolineato l’importanza di Rabat come ponte tra l’UE e l’Africa. Entrambi i Paesi riconoscono l’importanza della responsabilità condivisa e della cooperazione nell’affrontare alcune delle maggiori sfide alla sicurezza nella regione del Mediterraneo. A ottobre, il ministro dell’Interno francese, Gerald Darmanin, ha visitato il Marocco per incontrare l’omologo Abdelouafi Laftit e discutere dell’importanza della cooperazione tra Rabat e Parigi nella lotta all’immigrazione irregolare, al traffico di droga e al terrorismo, dove Rabat, secondo diversi partner internazionali, primeggia.

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Chiara Gentili

di Redazione

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