Cremlino: Mosca pronta a cooperare con gli USA a prescindere da chi sarà il presidente

Pubblicato il 10 novembre 2020 alle 6:22 in Russia USA e Canada

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Il portavoce del Cremlino ha commentato l’esito -ancora non riconosciuto dal presidente in carica Donald Trump- delle elezioni americane, confermando che Mosca è pronta al dialogo con Washington “chiunque sia il nuovo presidente”.

La Federazione Russia è pronta ad intrattenere una proficua collaborazione con il presidente eletto degli Stati Uniti d’America, qualunque sia la sua appartenenza politica. A riferirlo nella giornata di ieri è stato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, sottolineando che le relazioni e la cooperazione tra Mosca e Washington si riflettono in maniera diretta su tutto il mondo.

“In ogni caso, ci auspichiamo di poter stabilire un dialogo con il prossimo presidente americano chiunque egli sia e metterci d’accordo per normalizzare le nostre relazioni bilaterali”, ha riferito Peskov.

Il portavoce del Cremlino ha poi spiegato che Mosca ritiene opportuno attendere il verdetto definitivo delle elezioni USA e la proclamazione del vincitore per rivolgere a quest’ultimo le proprie congratulazioni.

 

Joseph Robinette Biden Jr. è stato eletto 46esimo presidente degli Stati Uniti d’America il 7 novembre. Secondo quanto emerso in seguito allo spoglio dei voti dello Stato della Pennsylvania e in seguito alle ultime proiezioni, Biden avrebbe finora ottenuto almeno 290 voti dei collegi elettorali, garantendosi l’accesso alla Casa Bianca.

La vittoria di Biden è giunta dopo giorni di incertezza rispetto all’esito delle elezioni presidenziali statunitensi, tenutesi il 3 novembre scorso, alle quali il presidente uscente, Donald Trump, si è presentato per il Partito Repubblicano e ha finora ottenuto 214 voti dei collegi elettorali. Secondo quanto risulta dallo spoglio elettorale, ancora in corso, Biden avrebbe vinto ampiamente anche il voto popolare con uno stacco sul rivale di oltre 4 milioni di voti, potenzialmente in aumento, e un totale di 75.404.589 voti.

Ciò nonostante, Trump si è rifiutato di accettare il risultato e ha annunciato azioni legali contro lo scrutinio dei voti in diversi stati.

Il successo elettorale di Biden è stato marcato da importanti vittorie negli Stati del Michigan, Wisconsin e Pennsylvania, storici bastioni per il Partito democratico, i quali, tuttavia, alle scorse elezioni presidenziali del 2016 erano passati in mano repubblicana, preferendo Trump all’allora candidata democratica, Hillary Clinton.

Finora, il presidente uscente Trump ha lamentato ritardi nello scrutinio dei voti in alcuni Stati, denunciando frodi elettorali e sostenendo che il suo rivale democratico stesse cercando di impadronirsi del potere. Trump ha altresì promesso di portare la questione in tribunale. Associated Press ha definito tale circostanza “straordinaria” per un presidente in carica che starebbe cercando di sollevare dubbi rispetto ad un solido processo democratico. Il 7 novembre, mentre stava lasciando la Casa Bianca per recarsi al suo Virginia golf club, Trump ha pubblicato Tweet denunciando brogli e voti illegittimi, parole che sono state contrassegnate dalla piattaforma come contenuti potenzialmente fuorvianti.

Durante il suo ultimo intervento in Delaware, Stato in cui stava aspettando l’esito delle elezioni, Biden aveva affermato: “Lo scopo delle nostre politiche, il lavoro della nostra Nazione, non è quello di alimentare le fiamme del conflitto ma di risolvere problemi, garantire la giustizia e di offrire a tutti un’opportunità”. La prima promessa elettorale di Biden, come riporta il New York Times, è stata quella di ripristinare “la normalità politica e lo spirito di unità nazionale per affrontare le feroci crisi sanitaria ed economica e far sì che Trump fosse un presidente da un mandato dopo quattro anni di tumulto alla Casa Bianca”. Gran parte della campagna elettorale di Biden si è altresì incentrata sul concetto che Trump rappresentasse una minaccia alla democrazia statunitense.


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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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